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Tra finte scissioni e risate al telefono, l'Italia sprofonda.

Vendola disintegra Sel perché il suo comportamento è osceno per la risata indegna su come il potere economico azzanna l'informazione che prova ad essere libera e scomoda (una rara eccezione in Italia) e pericoloso per le ragioni che evidenzia ottimamente il mio amico Massimo Pulpito <<Provo a spiegarlo con pazienza (che non ne ho più). In quella telefonata, se l'avete sentita, Archinà parla a Vendola di una "scivolata" da parte del direttore dell'Arpa Assennato. E che cosa avrebbe fatto mai, Assennato, che ha fatto imbestialire i dirigenti Ilva? Aveva rivelato che i livelli di benzo(a)pirene sono altissimi a Taranto e ci stanno avvelenando. L'avete sentita la telefonata? Che cosa risponde Nicolino? Difende il direttore dell'Arpa? Manco per il cazzo. Tra una risata e l'altra, tranquillizza Archinà, dice che lui non si è defilato, che insieme devono ridare garanzie, che però lui non può mettere la faccia. E' per questo che è indagato, Nicolino, perché dopo risulta che abbia fatto il cazziatone ad Assennato. La risata di cui parlano tutti è solo una vergognosa aggravante. Il vero punto è che lui tranquillizzava i dirigenti Ilva, invece di metterli alle strette, e intanto chiamava "provocatori" i giornalisti che chiedevano conto dei morti di tumore. E rideva.>>; il delinquente brianzolo prova a salvare il salvabile fingendo una scissione in modo da potersi ripresentare agli elettori come colui che non ha appoggiato questo governo assassino (non trovo termine migliore per definire le politiche economiche, sociali e militari di questo governo), peccato che questo governo, come il governo Monti, sono suoi figli, inutile nascondersi; Formigoni accetta la scissione per cercare di salvarsi e per trovare un posto nel caso il ducetto di Arcore uscisse di scena; Renzi continua a giocare alla ruota della fortuna di Mike Bongiorno, dimenticando di fare proposte concrete, ma con l'unico scopo di provare a diventare presidente del Consiglio; D'Alema terrorizzato dall'uscita di scena del ducetto, prova ad utilizzare l'onesto Cuperlo; i democristiani del Pd (ormai quasi tutto il partito) sale sul carro di Renzi per paura di perdere la poltrona; Casini scalpita per poter aderire a questa fantomatica nuova DC, come sempre è interessato alla poltrona che da sempre fa sopravvivere Azzurro Caltagirone, il diversamente cattolico credente e praticante.

Tutti stanno lavorando per la propria poltrona o per la propria impunità, nessuno per risollevare un paese in declino costante e senza nemmeno la speranza di futuro.
Nota a margine, sto ancora aspettando che il peggior presidente della Repubblica dica qualcosa sul comportamento del suo ministro della giustizia, suo ministro, perché ricordiamocelo sempre che se questo è il governo del Pd-Pdl, il regista è sempre Napolitano.

Pubblicato il 17/11/2013 alle 6.0 nella rubrica Diario.

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