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Il nuovo che avanza o meglio gli avanzi del passato che vogliono farsi passare per nuovo.


A Cassino è in atto la guerra tra bande per l’elezione del Sindaco.
I vari clan sono: la banda Abbruzzese che per rinnovare la pessima gestione di centrodestra candida l’ex assessore al Bilancio, Carmelo Palombo (la crisi è nata sul bilancio); l’armata D’Aguanno (una donna capace di bruciare le tappe in politica senza passare per il consenso elettorale, quindi un perfetto campione della politica di oggi) che sostenuta dal sindaco sfiduciato Scittarelli, presenta un candidato a sindaco nuovo (Barbara Di Rollo) perché non è riuscita ad accordarsi sulle poltrone con il potente Abbruzzese; i due ex assessori di destra, cacciati da AbbruzzeseSebastianelli e Rivieccio che candidano l'ex assessore di destra Gianni Valente; i ridicoli crociati dell’UDC, Fli e i dirigenti del PD che per rinnovare candidano l’ex assessore comunale di Forza Italia, Iris Volante, "famosa" per aver sostenuto alle ultime provinciali il candidato del Pdl Iannarilli al primo turno e al ballottaggio il candidato del centro-sinistra, Schietroma, riuscendo nell’impresa di perdere due volte le stesse elezioni; poi il solito Maurizio Russo, che coerentemente si candida sostenuto dal suo elettorato di riferimento, un uomo di destra che chiede i voti a destra e che coerentemente non scende a patti con i soliti potentati cassinati (vedremo al ballottaggio se continuerà ad essere coerente); alla fine, per la sinistra e la base del PD la “novità” Giuseppe Golini Petrarcone, peccato che non si tratta di novità ma di un ex sindaco che in questi anni ha girovagato molto tra i partiti dell’arco costituzionale.
In tutto questo triste minestrone indigesto la cosa che più fa male è vedere i tanti giovani che si sono fatti coinvolgere o che si sono svenduti. In ogni lista ci sono ragazzi che pretendono di rappresentare il nuovo ma scimmiottano i loro leader; altri che si professano antiberlusconiani e scelgono di sostenere il candidato sindaco del Pdl; altri che, utilizzando il nome di grandi e coraggiosi uomini come Peppino Impastato, danno l’impressione di strumentalizzare e non mostrano quel coraggio che uno si aspetterebbe da chi ha tali alti punti di riferimento; poi una serie di giovani ambientalisti che nulla sanno di ambiente.
Povera Cassino, prima delle elezioni sa di sicuro che finirà male, che resterà una città senza speranza, una terra destinata ad essere abbandonata dalla Regione Lazio e sempre più destinata ad essere nelle mani della camorra.
Serviva coraggio e voglia di cambiare ed invece hanno vinto i soliti noti che anche grazie a giovani sprovveduti, nel migliore dei casi, o conniventi, nel peggiore, continueranno a gestire una città con potenzialità enormi ma annichilita da chi invece di pensare all’interesse dei cittadini ha pensato ai propri interessi o a quelli dei loro grandi elettori.

Pubblicato il 19/4/2011 alle 10.33 nella rubrica Provincia di Frosinone.

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