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FORLEO, BERTINOTTI E BERLUSCONI

In queste ore tre notizie continuano a ronzarmi in testa.
La prima è la questione relativa al giudice Clementina Forleo. La mia avversione per D’Alema è notoria, per me rappresenta tutto quello che un politico che si definisce di sinistra non deve fare. La faccenda Unipol merita attenzione, non mi è mai piaciuta la volontà della casta di autoassolversi e di chiudersi nella cittadella del parlamento per resistere alle legittime richieste di spiegazioni che il popolo chiedeva, ma la Forleo scegliendo di farsi difendere dall’avvocato Giulia Buongiorno è riuscita a farmi pensare, per un secondo, che Massimo D’Alema non ha tutti i torti. Ovviamente ognuno è libero di scegliersi il proprio difensore, ma scegliere un avvocato che ha fatto passare per assoluzione (insieme ai giornalisti indecenti) la prescrizione di Giulio Andreotti non depone a suo favore. Altro fattore quantomeno inopportuno della scelta di farsi difendere dalla Buongiorno è il fatto che dopo aver indagato su uomini politici dei Ds, ora si fa difendere da una nominata in parlamento di An.
La seconda questione è l’intervista di Bertinotti nella quale dice che il “centrosinistra ha fallito”. Il presidente della camera dimentica di dire che il centro-sinistra ha iniziato a fallire quando lui, invece di far parte del governo, ha scelto la comoda poltrona di presidente della camera. Ho sempre sostenuto che la presenza di Bertinotti nel governo era fondamentale per dimostrare che la sinistra è capace di fare proposte vincenti. Bertinotti doveva pretendere il ministero del lavoro.
La terza riguarda il prescritto fai da te di Arcore. Questo politicante ha militarizzato per cinque anni un parlamento facendo eleggere i suoi dipendenti (avvocati, commercialisti, soubrette) e facendoli lavorare per l’esclusivo interesse del padrone. Non contento di questo “ottimo” risultato ha deciso, dopo aver rubato un grido da stadio per dare nome al suo partito di plastica, di saccheggiare la Sinistra di due parole insite nel proprio DNA: Libertà e Popolo. 


Pubblicato il 4/12/2007 alle 22.36 nella rubrica Diario.

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