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luigirossi
il blog di chemako
31 ottobre 2005
Gli zerbini del mondo - seconda puntata -

Dopo aver detto che la guerra non è il metodo migliore per rendere democratico un paese e dopo aver affermato di aver tentato fino alla fine di far desistere Bush dal muovere guerra all'Iraq, Berlusconi, al termine dell'incontro con il presidente USA, dichiara che l'Italia è "orgogliosa di poter essere accanto all'alleato americano nell'estendere le frontiere di libertà e democrazia e per perseguire una situazione di pace".
Nel giro di poche ore una nuova giravolta, ma forse siamo noi, i soliti comunisti, a non capire le sue parole e a stravolgerle.
Svegliatemi oppure ditemi che siamo su candid camera




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31 ottobre 2005
Il presidente del consiglo o è un ipocrita o non conta un cazzo

Riporto integralmente dal blog di Beppe Grillo, è talmente bello che vale la pena leggerlo, peccato non sia il testo di un monologo comico ma la realtà in cui viviamo. www.beppegrillo.it

"Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma Bush non gli ha dato retta.
Il presidente Silvio voleva sollevare l'economia ma gli imprenditori non hanno avuto fiducia in lui.
Il presidente Silvio non voleva leggi ad personam ma qualcuno le ha fatte di nascosto.
Il presidente Silvio non voleva toccare l'unità d'Italia ma la Lega lo ha fregato.
Il presidente Silvio voleva un posto nel consiglio di sicurezza all'Onu ma il Giappone gli è passato davanti.
Il presidente Silvio voleva un'informazione democratica e invece la stampa e la televisione sono finite in mano ai comunisti.
Il presidente Silvio voleva eliminare la mafia ma la mafia è risorta.
Il presidente Silvio voleva creare un dialogo ma l'opposizione non ha voluto.
Il presidente Silvio non voleva più Tremonti ma Tremonti è tornato.
Il presidente Silvio voleva risollevare l'immagine dell'Italia nel mondo ma il mondo è cattivo e ci sputtana.
Il presidente Silvio non voleva evitare i processi ma i processi hanno evitato lui.
Il presidente Silvio voleva tagliare le rendite parassitarie ma a sua insaputa hanno tolto l'Ici al Vaticano.
Il presidente Silvio non voleva più comprare nessuna società ma il fratello e la figlia lo hanno fatto senza dirglielo.
Il presidente Silvio non voleva che Previti andasse a offrire soldi agli avvocati ma Previti c'è andato lo stesso.
Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma i suoi agenti hanno inventato il Nigergate.
Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma il suo benzinaio lo ha minacciato.
Il presidente Silvio non voleva ricandidarsi ma lo hanno obbligato.
Il presidente Silvio non voleva toccare le tasche degli italiani ma qualcuno di nascosto ha fatto tre finanziarie in un mese.
Il presidente del consiglio o è un ipocrita, o non conta un c…o."

Di Stefano Benni (il lupo)
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31 ottobre 2005
Difendiamo Israele, ma non dimentichiamo la Palestina

I Verdi hanno organizzato, per mercoledì 2 novembre alle ore 17, un sit-davanti all'ambasciata dell'Iran "per protestare contro le dichiarazioni irresponsabili della autorità iraniana che minaccia l'esistenza dello Stato di Israele". Lo rende noto un comunicato congiunto dei coordinatori dei Verdi Paolo Cento e Angelo Bonelli. Al sit-in è stata annunciata anche la presenza del presidente dei Verdi Alfonso Pecoraio Scanio. Il diritto ad esistere dello stato di Israele - si legge nella nota - è per i Verdi un diritto inalienabile e irrinunciabile che non può essere in alcun modo messo in discussione o minacciato. La nostra sarà una manifestazione che vuole anche sostenere l'opposizione democratica all'attuale regime in Iran, come unica garanzia per una politica diplomatica che eviti qualsiasi tentazione di guerra". "E' indispensabile - hanno concluso Bonelli e Cento - nel momento in cui si manifesta per il diritto alla sicurezza di Israele, affermare la necessità di una piena applicazione delle risoluzioni Onu che riconoscono lo stato della Palestina e i diritti del popolo palestinese come parte integrante di una politica di dialogo e di pace contro ogni estremismo e fondamentalismo". (fonte:Ansa)

Giusto manifestare contro gli assurdi deliri del presidente iraniano, ma è altrettanto doveroso non dimenticare gli orrori perpretati da Sharon nei confronti dei palestinesi.
Sono convinto che partecipare alla manifestazione organizzata dal Foglio di Ferrara sia un errore clamoroso: loro mai, e dico mai, hanno manifestato per difendere la pace.
Soprattutto è grottesco manifestare a difesa dello stato di Israele insieme al fascista Fini.
Attenzione le parole del presidente iraniano saranno usate da Bush per giustificare una ulteriore guerra preventiva  utile a risollevare gli interessi delle lobby che lo sponsorizzano.




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30 ottobre 2005
La giostra impazzita

"E' una norma contro i Comuni che creerà un buco nei loro bilanci e, quindi, graverà sulle spalle dei cittadini". Commenta così il senatore dei Verdi Natale Ripamonti l'approvazione dell'emendamento che esenta dal pagamento dell'Ici la Chiesa Cattolica e le altre confessioni religiose che hanno intese con lo Stato italiano.
"Tra l'altro - prosegue l' esponente del Sole che Ride - il testo approvato ripropone l'interpretazione autentica di una norma del 1992, che aprirà sicuramente un contenzioso con lo Stato. Ciò provocherà un ulteriore esborso per le cause giudiziarie e un pesante ulteriore esborso per la retribuzione dell'Ici versato in questi anni da parte degli enti che da domani beneficeranno di questa norma vergognosa".

Che bel paese il nostro: se sei povero l'ICI la devi pagare comunque (non tutti i comuni prevedono sgravi per i cittadini poveri), se fai parte della ricca chiesa non preoccuparti lo Stato ti aiuta. Per renderla più democratica hanno inserito tutte le confessioni religiose nell'emendamento.
Per favore qualcuno vuole fermare questa giostra impazzita che è diventata l'Italia?




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30 ottobre 2005
Gli zerbini del mondo


''Io non sono mai stato convinto che la guerra fosse il sistema migliore per arrivare a rendere democratico un Paese e a farlo uscire da una dittatura anche sanguinosa. Io ho tentato a più riprese di convincere il presidente americano a non fare la guerra''.

Questa frase non è del comunista Prodi o dell'estremista Zapatero ma è stata pronunciata da Berlusconi a La7, un’intervista che andrà in onda lunedì prossimo alle 7.50 a Omnibus.
Fini ha subito confermato quanto affermato da Berlusconi, aggiungendo che nemmeno Blair ha dato loro ascolto.
Ora mi chiedo se il presidente del consiglio e il vice presidente non erano convinti dell'opzione guerra come mai abbiamo partecipato e partecipiamo ad un qualcosa che riteniamo sbagliato?
Sono assurdi questi nostri governanti, ci rendono ridicoli ogni giorno di più. Con queste affermazioni hanno dimostrato il loro essere subalterni e servi del governo Bush due volte di più. La prima quando affermano di fare una guerra senza esserne convinti, la seconda quando non accennano alla bugia delle armi di distruzione di massa. Il tacere sulle bugia è un atto di deferenza ossequiosa a Bush per non affondare il dito nella piaga nello scandalo che sta investendo il governo USA.

Fini ha, per l’ennesima volta, con la sua solita mancanza di stile, attaccato i milioni di cittadini del mondo che manifestano contro tutte le guerre, definendo queste manifestazioni momenti in cui non s fa nulla per la pace ma “…si scende in piazza con le bandierine colorate della pace”.

Fini le nostre “bandierine” sono il simbolo della nostra contrarietà alla guerra, mi chiedo cosa siano le tue bombe intelligenti se non prolificazione del terrorismo e delle vittime innocenti.

Non se ne può più di avere un uomo che cura solo i suoi interessi come presidente del consiglio, e di un fascista come ministro degli esteri.

Attenti uomini della destra: uno spettro si aggira per l’Italia, lo spettro delle elezioni




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26 ottobre 2005
Pecoraro Boys !?!

Non commento l'articolo de L'espresso, vorrei sapere che ne pensano i compagni Verdi che leggono il mio blog.

(fonte: L'espresso) Acque agitate tra i Verdi delle Marche. Scontri tra capicorrente, commissariamenti, accuse di favoritismo. E moltiplicazione delle tessere: a Urbino, per esempio, gli iscritti al Sole che ride sono 500, ben più dei voti ricevuti alle ultime elezioni. Ben 17 tesserati, denuncia l’assessore comunale di Pesaro Michele Gambini, hanno segnalato come domicilio l’ Oasi San Nicola: un rinomato hotel della zona. A Jesi e dintorni gran parte degli iscritti risultano immigrati extracomunitari: un boom sospetto. Il fatto è che le Marche non sono una regione qualsiasi: sono il feudo del deputato Marco Lion, da secoli tesoriere nazionale. E stanno molto a cuore al leader Alfonso Pecoraro Scanio, per motivi familiari e amicali. Il fratello Marco, già calciatore nell’Ancona, fa il pendolare tra Marche e Campania: da un anno è assessore provinciale a Salerno, ma si tiene stretto anche il posto di capogruppo al Consiglio provinciale di Ancona. Ma a Pecoraro preme l’astro nascente, l’amico Gianluca Carrabs. Una carriera fulminea, la sua. Ventinove anni, irpino, appena iscritto al partito nel 2003 è diventato segretario delle Marche: nonostante questo, alle ultime elezioni regionali è stato trombato. Ma la bocciatura non ne ha bloccato l’ascesa: è stato promosso assessore regionale ai Lavori pubblici, con intervento diretto del leader Pecoraro sul presidente Gian Mario Spacca. E ora i Verdi vanno al congresso regionale. Con una resa dei conti tra i “Pecoraro boys” e gli anti che ricorda tanto le pratiche di antichi, gloriosi partiti: do you remember Gava?




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25 ottobre 2005
I nostri parlamentari

Santanch.jpg
foto: corriere.it

(fonte La Repubblica)
Roma, quasi centomila in corteo tensione e cariche della polizia
Parlamentari dell'Unione schierati davanti ai manifestanti. Il dito medio alzato della Santanchè (Allenza Nazionale).

Che parlamentari ci tocca avere. La Santanchè dimostra, per l'ennesima volta, di essere una gran signora. La sua classe ed eleganza si manifesta ogni giorno di più.




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24 ottobre 2005
Bossi, l'unico politico presente nel centrodestra


www.afnews.info

La devolution che tanto piace alla Lega e che i compari della casa delle pseudolibertà sta approvando è un qualcosa di terribile per il futuro dell’Italia. In quest'occasione non voglio parlare dello scempio che porta con se tale riforma, ma voglio elogiare, per una volta, Bossi.
Si Bossi, le sue "idee", passatemi il termine anche se si parla del capo della Lega, sono distantissime dalle mie, ma devo ammettere che ha dimostrato che se ci si mette passione tutti possono portare avanti le proprie istanze.
Ricordo i commenti dei politici e dei commentatori quando apparve sulla scena politica la Lega Nord. Tutti la ritenevano una meteora, un fenomeno da relegare in qualche zona del profondo nord. Bossi ora si prende la rivincita: la sua proposta principale, l'essenza della Lega, è stata approvata alla Camera. I patetici fazzoletti tricolore sventolati da La Russa e dagli altri di AN non contano nulla. La devolution è un'idea di Bossi, non un qualcosa proposto dal partito dello zerbino di Berlusconi.
AN, Forza Italia e l'UDC in questo governo hanno dovuto assecondare sempre le proposte della Lega (solo Berlusconi ha fatto meglio di Bossi, facendo approvare un'infinità di leggi ad personam per lui e per i suoi "compagni di merenda")
Bossi è l'unico politico presente nel centrodestra. Un'uomo che ha dimostrato con la sua storia politica, che chiunque sia animato da passione e metta al servizio dei propri ideali tutto l'impegno di cui è capace può aspirare a vederli concretizzati.




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24 ottobre 2005
Povero Berlusconi


Povero Berlusconi le televisioni di Prodi lo attaccano ogni giorno. E' uno scandalo che in paese civile si possa permettere ad un dittatore come Prodi di poter usufruire delle sue TV, delle TV di stato e dei suoi giornali per denigrare continuamente il suo avversario politico.
Prodi ha insediato Mimun, suo storico sostenitore, alla guida del TG1, Mazza, altro suo storico alleato, alla guida del TG2, Rossella, già direttore di un suo giornale (Panorama), alla guida del TG5, Giordano, uomo animato da astio nei riguardi di Berlusconi, alla guida del TG di Italia Uno, ha messo Belpietro alla guida del Giornale, poi ha messo tanti altri suoi uomini alla guida di altri organi di informazione. Ha fatto nominare direttore di Rai uno Del Noce, ex parlamentare del suo partito. Ha allontanato direttori di TG (Mentana), direttori di giornali (De Bortoli), giornalisti e comici sono stati cacciati dalla TV di stato. Lo avesse almeno fatto con le TV di sua proprietà, ma si sa l'arroganza di Prodi e senza confine, crede di essere il re d'Italia non il presidente del consiglio.
Ora mi chiedo come è possibile avere una campagna elettorale equilibrata se tutti gli organi di informazioni sono di proprietà di Prodi? Berlusconi come potrà difendersi dagli attacchi dei dipendenti di Prodi? L'unica speranza è che gli italiani siano più intelligenti di quanto pensa Prodi e che non si lascino influenzare dal bombardamento mediatico contro Berlusconi.

Ops...scusatemi ma per errore ho invertito i nomi di Prodi e Berlusconi, non ho tempo per cambiarli.




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21 ottobre 2005
Il lavoro degl iscritti

95388 voti per Pecoraro Scanio, 32 mila iscritti Verdi.
La matematica non è un'opinione, ogni iscritto ha convinto solamente altre 2 persone a votare per il presidente. Ora mi chiedo: o gli iscritti vivono in delle celle di clausura e non conoscono nessuno o hanno snobbato le primarie.
In tutti e due i casi la cosa è gravissima. I dirigenti di partito devono prendere atto della situazione, pochi circoli locali hanno lavorato duramente per questa campagna elettorale, molti circoli hanno preferito pensare ad altro; difatti, per loro, i Verdi esistono solamente quando sono in gioco candidature locali e/o poltrone da occupare.
Il partito deve valorizzare le persone che fanno crescere il movimento, deve dare loro spazio e voce, altrimenti questa piccola risorsa andrà sprecata e i Verdi rischieranno di scomparire, o peggio, di confluire in un partito più grande, ma che poco a che fare con le istanze originali del movimento.




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19 ottobre 2005
L'inadempiente dipendente Santoro

L’ennesima presa in giro. Seguo Santoro dai tempi di Samarcanda, ho spesso apprezzato le sue inchieste, sono "cresciuto" politicamente anche seguendo i suoi programmi, ma ora mi ha profondamente deluso. Dopo poco più di un anno si dimette da parlamentare europeo fregandosene delle centinaia di migliaia di persone che lo hanno votato.

Il Parlamento europeo non è un autobus su cui salire e scendere a proprio piacimento. Usando una spettacolare definizione di Beppe Grillo posso affermare che il dipendente Santoro ha rescisso un contratto in modo unilaterale e quindi non merita più il sostegno di noi che siamo i suoi datori di lavoro.




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17 ottobre 2005
Primaria 2005


Foto gentilmente concessa da Silvia Vacca

I Verdi a livello nazionale non sono andati bene. Noi abbiamo da tempo capito ciò che Alfonso Pecoraro Scanio ha definito un'esigenza per il partito, all'assemblea dei comitati in suo sostegno. I Verdi devono organzzarsi sul territorio. Il nostro neonato circolo sta muovendo i primi passi ed io sono orgoglioso del lavoro di tutti. Nell'organizzare una festa, nel realizzare il giornalino, nel fare le varie campagne elettorali, i compagni del circolo lavorano con il massimo impegno.
Nel mio paese esistono sezioni organizzate dei DS, della Margherita, di R.C., dell'Udeur e tutte hanno lavorato per i loro candidati.
Spero che ora non si perda tempo, a livello nazionale, a fare rese dei conti che non servono al movimento. Bisogna riorganizzarsi e prepararsi alle elezioni di primavera.

Sant'Andrea del Garigliano (FR)  1500 abitanti
                                
                                   Voti                Percentuale
        
                             196  
Prodi                     111                    56.63
Pecoraro Scanio   44                       22.44
Mastella                  20                     10.20
Bertinotti                 19                      9.69
Di Pietro                   1                       0.50
Nulle                         1                      0.50
 




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13 ottobre 2005
L'Unione a piazza del Popolo


Berlusconi è riuscito a fare un miracolo, dobbiamo riconoscerlo, ha ridato entusiasmo e voglia di partecipare a milioni di italiani. Questo rinnovato entusiasmo ha portato oltre 100000 persone a riempire, in una splendida giornata di sole, piazza del Popolo. La manifestazione dell’Unione è andata oltre le più rosse aspettative. Il popolo di centrosinistra ha riversato sui propri leader un grandissimo entusiasmo.

L’intervento di Prodi è stato lucido, preciso e feroce nei riguardi dell’esperienza di governo del centrodestra. Un governo che non ha esitato a definire in fuga, pronto a ritagliarsi l’ennesima legge ad personam per cercare di arginare una sconfitta che si annuncia grandiosa nei numeri.

Il momento più entusiasmante della mattinata l’ha regalato la piazza quando, con un coro spontaneo, ha urlato la sua voglia di unità. Il grido unità, scandito da tutti, ha reso unito il popolo dell’Unione, un popolo che riconosce Prodi come sintesi delle diverse anime e che ancora non riesce a comprendere quali necessità hanno portato il centro-sinistra a fare le primarie.

Bellissimo è stato vedere le bandiere dei vari partiti fondersi in un unico grande soggetto. Questo sventolio di tanti colori sta a significare che esperienze diverse possono riunirsi in un unico progetto che fa delle diversità non un motivo di divisione ma un valore aggiunto.

Questa unità porterà l’Unione a vincere le prossime elezioni con qualunque sistema elettorale.




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12 ottobre 2005
Il mio sfogo

Ritrovarsi a 33 anni a dover ricominciare tutto da capo, senza aver nessuna voglia di farlo. Tutto a causa di un' auto che ti viene addosso e lo stato per premiarti ti dice dopo 2 anni: ok ti diamo un altro lavoro, ma non ci frega nulla della tua vita, delle tue passioni. Lascia perdere tutto e vai in un altro posto a vivere.

Tu cerchi di difenderti, di dire che è un tuo diritto restare a fare ciò per cui sei stato eletto, che la Costituzione e altre leggi tutelano il tuo diritto-dovere di continuare a rappresentare i cittadini, ma lo stato è sordo e antepone a queste sue stesse leggi un piccolo decreto interno di un dipartimento di un minstero.

Se fossi solo, se non avessi una famiglia mi batterei fino alla fine per far riconoscere i miei diritti, ma non posso sacrificare le persone che amo...

 




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8 ottobre 2005
L'esercito dei disperati


In quest’epoca proliferano le guerre d’ogni tipo, da quelle etniche a quelle religiose, da quelle economiche a quelle per accaparrarsi le risorse altrui, fino ad arrivare all’ultima “invenzione” del mondo occidentale: la guerra preventiva. La guerra preventiva è solamente un neologismo, serve ad indicare la guerra che l’uomo fa per rubare le risorse e le ricchezze degli altri uomini.

La storia dell’uomo è costellata da guerre fatte per scopi economici. Si è sempre cercato di nascondere questi scopi inventando motivazioni diverse. Dalla scusa di Elena usata dai greci per conquistare la ricca Troia, si è passati alla scusa delle armi di distruzione di massa usata da Bush per conquistare i pozzi petroliferi, armi mai trovate in suolo irakeno.

Un solo esercito ha combattuto tutte queste guerre: l’esercito dei disperati.

I poveri hanno sempre subito durante ogni guerra. Quest’esercito esiste in ogni tempo e in ogni paese. Un esercito grandissimo, invincibile, se solo si rendesse conto del proprio numero, ma che i ricchi riescono sempre a tenere diviso per poterlo soggiogare.

In questo tempo, la legione più numerosa dell’esercito dei disperati, è quella formata dalla moltitudine dei miserabili che cerca di sfuggire alla povertà e alla disperazione rincorrendo l’eldorado rappresentato, per loro, dall’Italia e dall’Europa.

Questa legione ha cambiato truppe e mete col passare degli anni. All’inizio del secolo la legione era composta, soprattutto, da noi italiani che rincorrevano la speranza di una vita migliore in America e nel resto dell’Europa. I nostri nonni giungevano nel nuovo mondo senza nulla, accontentandosi di fare i lavori più umili e pericolosi, pur di avere di che vivere.

A partire dal 1861 sono state registrate più di ventiquattro milioni di partenze, il più grande esodo migratorio della storia.

Gli Stati Uniti erano popolati dagli “sciuscià”, i nuovi schiavi italiani, che erano disposti a tutto nella speranza di riuscire a sostenere se stessi e le famiglie lasciate in Italia. Le miniere del Belgio e degli altri paesi europei erano stracolme di operai italiani, che rischiavano ogni giorno la vita per lo stesso motivo. Abbiamo già dimenticato stragi come quella avvenuta a Marcinelle l’8 agosto del 1956, dove morirono 262 minatori, 136 dei quali erano immigrati italiani.

Ora la legione dei disperati ha cambiato truppe, non ci sono più italiani a comporla, ma i disperati che provengono dall’Africa e dai paesi poveri dell’Europa e dell’Asia. Questi disperati solcano il mare Mediterraneo per raggiungere le nostre coste. Il loro scopo è lo stesso che animava i nostri padri: cercare una vita migliore per sé e le loro famiglie.

Cosa facciamo noi popolo erede degli “sciuscià” e dei minatori di Marcinelle? Li accogliamo nei lager dei Centri di Permanenza Temporanea, facciamo leggi come la Bossi-Fini, che non mirano ad accogliere ma alla chiusura dei nostri confini.

I disperati che non muoiono in mare sono catturati sulle nostre coste, rinchiusi nei CPT e poi rispediti nei loro paesi. Qualcuno si è mai chiesto che fine fanno coloro che vengono rimpatriati forzosamente? È notizia di questi giorni che la polizia del Marocco spara su chiunque provi ad entrare nelle enclave spagnole di Melilla e Ceuta. Gli africani catturati vengono abbandonati nel deserto a morire lentamente.

I clandestini che noi italiani rimpatriamo sono destinati ad avere una simile fine? Quest’interrogativo dovrebbe far riflettere noi popolo di immigrati. Regolamentiamo il flusso sempre crescente di disperati ma non diventiamo inospitali e razzisti come i nostri governanti.




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5 ottobre 2005


Guardando le varie trasmissioni politiche due domande nascono spontaneamente: ma Giovanardi è così come appare? E se è così come mai il centrodestra e, soprattutto l'UDC, sono tanto autolesionisti da nominarlo ministro?




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5 ottobre 2005
Storia del "ducetto rosso" e del suo disprezzo per il giudizio del popolo

Questa è la storia del mediocre vassallo chiamato “ducetto rosso” che grazie a false promesse arrivò a diventare il viceré del casale. Passò gli anni a cercare un modo per scalzare il suo sovrano. Durante questo tempo dimenticò i suoi concittadini, non  mantenne gli impegni presi e per questo il popolo gli voltò le spalle. Il re capì che il “ducetto rosso” era deleterio per lui e per tutto il popolo ed escogitò un piano per cacciarlo. Organizzò una rivolta tra i fedelissimi del vassallo e questi fu scacciato dai suoi stessi sostenitori.

Il “ducetto rosso” cercò di riorganizzarsi, era troppo attaccato al potere e vederselo sfuggire dalle mani era per lui insopportabile. Con pochissimi scudieri ingannò delle persone in buona fede e fondò una nuova corte, sperando che il popolo dimenticasse le sue malefatte, ma purtroppo per lui, il popolo ricordava bene chi fosse e non gli consentì di rientrare in città. Le persone in buona fede capirono l’inganno del “ducetto rosso” e lo abbandonarono.

Il mediocre vassallo non si dette per vinto e insieme alle due sole persone che gli erano rimaste al fianco iniziò a denigrare coloro che avevano avuto il sostegno del popolo. Dopo cinque anni si alleò con tutti coloro che negli anni avevano perso gran parte del sostegno del popolo e con coloro che aveva denigrato. Formata questa nuova corte il mediocre vassallo cambiò strategia, non più lui in prima linea ma al suo posto un giovane scudiero da poter pilotare.

Anche questo tentativo andò male, il popolo non credette alle alchimie del “ducetto rosso” e lo cacciò via; solo il tirarsi indietro del re della suo casale e del suo vicerè liberò un posto per lo scudiero del mediocre vassallo.

Il “ducetto rosso” ha già dimenticato che, senza i passi indietro del suo re e del vicerè, il popolo per l’ennesima volta lo aveva respinto e ora dal suo pulpito attacca tutti: alleati ed avversari mostrando ancora una volta la sua vera indole. È un personaggio che non accetta il giudizio del popolo e che è pronto ad attaccare tutti, ma al tempo stesso è pronto ad allearsi con chiunque pur di ottenere una poltrona.

Noi Verdi siamo felici ed orgogliosi di non esser mai stati alleati di simili personaggi.




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lettera aperta
al compagno Luigi

9 dicembre 2005

Compagno Luigi,
ti chiamo compagno, in quanto mangiamo alla stessa tavola della lotta e condividiamo il pane della rabbia e della voglia di cambiare.
Diversi impegni tengono noi entrambi su una corda, come dei funammboli con la benda sugli occhi e senza alcuna protezione sotto di noi.
A volte accadono delle cose e si perde l'equilibrio, col rischio di cadere per terra, col rischio di morire dentro. Ma spesso, quando un funambolo perde l'equilibrio, c'è sempre uno che, tenendosi stretto a una corda d'emergenza, gli va incontro e gli tende una mano.
Così vorrei fare io con questo post. E non preoccuparti di prendere, oltre alla mano, anche il braccio; sei un compagno, è il minimo che possa darti.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

[
c'è bisogno di dire il titolo e l'autore di questa canzone?]

un abbraccio,
Nicola

  
Che Guevara
assassinato il 9 ottobre 1967


Ingrid Betancourt
rapita il 23 febbraio 2002


Peppino Impastato
assassinato il 9 maggio 1978


Rosario Livatino
assassinato il 21 settembre 1990





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