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il blog di chemako
politica interna
23 giugno 2011
Chiedo scusa a Peppino Petrarcone


Prima della campagna elettorale avevo dubbi sulla candidatura di Peppino Petrarcone, temevo che si ripetesse lo schema del passato, quando eletto sindaco di Cassino permise all'allora Pds di gestire tutto, con la conseguente vittoria della destra che per 15 anni ha distrutto la città e ha inoculato nei cassinati una variante del virus arcoriano, il virus "SAF" (Scittarelli, Abbruzzese, Formisano) che fa pensare che i politici sono tutti uguali e che bisogna votare chi può darci qualcosa. In poche parole per 15 anni ci si è accontentati di mangiare sotto il tavolo dei potenti, "godendo" dei loro avanzi. Questi potenti però, hanno mangiato tutto e nemmeno gli avanzi sono stati concessi ai cassinati.
Tutto questo mi faceva temere che rieleggendo Peppino Petrarcone si ripetesse la stessa triste storia. Poi ho iniziato a seguire i suoi comizi, a parlare con le donne e gli uomini che con lui avevano iniziato questo cammino e ho capito che stavo sbagliando. Oggi, dopo la trionfale elezione di Peppino, posso dire di essere felice di aver sbagliato. 14 consiglieri comunali di sinistra governano la città, una giunta preparata e onesta è stata nominata dal Sindaco, senza tener conto delle pressioni dei soliti perdenti di successo del Pd. La conferma del fatto che Peppino sta facendo le scelte giuste (ovviamente qualcosa non la condivido, ma non si può essere in sintonia su tutto e poi lui sa cose che io naturalmente ignoro) la leggo ogni mattina sui giornali locali, pieni di parole inutili dei soliti tromboni della politica cassinate.
Pubblicamente chiedo scusa a Peppino, per non aver avuto fiducia in lui da subito e spero di poter continuare a vivere in una città onesta e senza padroni per molto tempo ancora.

"Un uomo non dovrebbe mai vergognarsi di confessare di aver avuto torto; che poi è come dire, in altre parole, che oggi è più saggio di quanto fosse ieri" (Jonathan Swift)

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POLITICA
19 aprile 2011
Il nuovo che avanza o meglio gli avanzi del passato che vogliono farsi passare per nuovo.


A Cassino è in atto la guerra tra bande per l’elezione del Sindaco.
I vari clan sono: la banda Abbruzzese che per rinnovare la pessima gestione di centrodestra candida l’ex assessore al Bilancio, Carmelo Palombo (la crisi è nata sul bilancio); l’armata D’Aguanno (una donna capace di bruciare le tappe in politica senza passare per il consenso elettorale, quindi un perfetto campione della politica di oggi) che sostenuta dal sindaco sfiduciato Scittarelli, presenta un candidato a sindaco nuovo (Barbara Di Rollo) perché non è riuscita ad accordarsi sulle poltrone con il potente Abbruzzese; i due ex assessori di destra, cacciati da AbbruzzeseSebastianelli e Rivieccio che candidano l'ex assessore di destra Gianni Valente; i ridicoli crociati dell’UDC, Fli e i dirigenti del PD che per rinnovare candidano l’ex assessore comunale di Forza Italia, Iris Volante, "famosa" per aver sostenuto alle ultime provinciali il candidato del Pdl Iannarilli al primo turno e al ballottaggio il candidato del centro-sinistra, Schietroma, riuscendo nell’impresa di perdere due volte le stesse elezioni; poi il solito Maurizio Russo, che coerentemente si candida sostenuto dal suo elettorato di riferimento, un uomo di destra che chiede i voti a destra e che coerentemente non scende a patti con i soliti potentati cassinati (vedremo al ballottaggio se continuerà ad essere coerente); alla fine, per la sinistra e la base del PD la “novità” Giuseppe Golini Petrarcone, peccato che non si tratta di novità ma di un ex sindaco che in questi anni ha girovagato molto tra i partiti dell’arco costituzionale.
In tutto questo triste minestrone indigesto la cosa che più fa male è vedere i tanti giovani che si sono fatti coinvolgere o che si sono svenduti. In ogni lista ci sono ragazzi che pretendono di rappresentare il nuovo ma scimmiottano i loro leader; altri che si professano antiberlusconiani e scelgono di sostenere il candidato sindaco del Pdl; altri che, utilizzando il nome di grandi e coraggiosi uomini come Peppino Impastato, danno l’impressione di strumentalizzare e non mostrano quel coraggio che uno si aspetterebbe da chi ha tali alti punti di riferimento; poi una serie di giovani ambientalisti che nulla sanno di ambiente.
Povera Cassino, prima delle elezioni sa di sicuro che finirà male, che resterà una città senza speranza, una terra destinata ad essere abbandonata dalla Regione Lazio e sempre più destinata ad essere nelle mani della camorra.
Serviva coraggio e voglia di cambiare ed invece hanno vinto i soliti noti che anche grazie a giovani sprovveduti, nel migliore dei casi, o conniventi, nel peggiore, continueranno a gestire una città con potenzialità enormi ma annichilita da chi invece di pensare all’interesse dei cittadini ha pensato ai propri interessi o a quelli dei loro grandi elettori.


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politica interna
23 novembre 2010
Craxi è stato un latitante, non un perseguitato.

                                                  

Ci risiamo, ogni tanto qualche politicante torna a parlare di intitolazioni al latitante Craxi. A Frosinone un consigliere circoscrizionale (ancora mi chiedo a cosa servono le circoscrizioni se non a dare poltrone) ha proposto di intitolare un sottopasso all’uomo che sta all’origine del male della democrazia italiana: Berlusconi.
Quando parli di Craxi le prime cose che vengono in mente ad una persona sono le tangenti e la consegna delle televisioni e dell’editoria in generale a Silvio Berlusconi.
Intitolare qualsiasi cosa ad una persona morta latitante e non come vogliono far credere da esiliato, è una vergogna. Craxi non è stato l’unico colpevole, ma è oggettivamente un uomo che per sfuggire alla giustizia ha scelto di vivere in una reggia in Tunisia.
Basta con il revisionismo, basta con gli insulti alla magistratura (che a volte sbaglia, ma che non può essere colpevolizzata ogni volta che tocca il potente di turno), la verità, accertata da anni di indagini e da decine di processi è che tangentopoli non è stata un’invenzione dei magistrati, ma un sistema di corruzione che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro e che ha spinto il paese nell’abbraccio mortale di Berlusconi.

Fonte wikipedia:
Craxi è stato condannato con sentenza passata in giudicato a:

  • 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai il 12 novembre 1996;
  • 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese il 20 aprile 1999.

Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo o in terzo grado di giudizio), è stata pronunciata sentenza di estinzione del reato a causa del decesso dell'imputato.

Fino a quel momento Craxi era stato condannato a:

  • 4 anni e una multa di 20 miliardi di lire in primo grado per il caso All Iberian il 13 luglio 1998, pena poi prescritta in appello il 26 ottobre 1999.
  • 5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel il 22 gennaio 1999;
  • 5 anni e 9 mesi in appello per il conto protezione, sentenza poi annullata dalla Cassazione con rinvio il 15 giugno 1999;
  • 3 anni in appello bis per il caso Enimont il 1º ottobre 1999;

Craxi fu anche rinviato a giudizio il 25 marzo 1998 per i fondi neri Montedison e il 30 novembre 1998 per i fondi neri Eni.


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politica interna
23 giugno 2009
Ballottaggio provinciali di Frosinone


In provincia di Frosinone dopo 15 anni di gestione del centro-sinistra il centrodestra vince le elezioni provinciali.
Personalmente non ho votato al ballotaggio perché l'apparentamento innaturale con l'UDC (il partito di Cuffaro per chi finge di dimenticarlo) e con la lista dell'europarlamentare alleanzino ed ex missino Foglietta mi ha mostrato, per l'ennesima volta, che il centro-sinistra ciociaro punta esclusivamente alle poltrone e al mantenimento del potere. Un potere troppe volte costruito su una politica clientelare. L'ex presidente provinciale Scalia (promosso assessore regionale in quota PD perché non ricandidabile alle provinciali) invece di accettare la scelta degli elettori ha subito scaricato la colpa sugli altri, ha infatti  affermato che è una sconfitta politica e non amministrativa, dovuta al fatto che il nome di Berlusconi ancora incide sulle scelte dell'elettorato e poi, dandosi la zappa sui piedi, ha affermato che il centro-sinistra ha vinto nei piccoli comuni dove i militanti e gli amministratori riescono a raggiungere tutti gli elettori. Forse non si è accorto che, con la sua affermazione, ha corroborato la teoria di chi afferma che il centro-sinistra ciociaro ha fatto del clientelismo l'unica azione politica.
Per entrare nel merito dello sciagurato e controproducente accordo con l'UDC e Foglietta riporto i dati (voti in più al secondo turno) dei comuni che, nella testa dei dirigenti del centro-sinistra dovevano fare la differenza grazie all’apparentamento con il terzo polo.
Frosinone (l'ex sindaco Marzi era il candidato presidente del terzo polo): solo 270 voti in più.
Arpino (il sindaco Forte era il candidato alla vicepresidenza del terzo polo): 643 voti in più. Il solo partito dell’UDC (partito del sindaco) al primo turno aveva 1582 voti.

Torrice (il sindaco è Savo candidata di punta del terzo polo che aspirava alla poltrona di consigliere comunale): 519 voti in più. Al primo turno la lista Marzi (candidato il sindaco Savo) aveva ottenuto 1175 voti.

Supino (il sindaco è l’europarlamentare Foglietta): 296 voti in più, il terzo polo aveva ottenuto 823 voti.

Cassino, feudo della deputata Anna Teresa Formisano, assessore di punta della giunta Storace: 855 voti in più, il terzo polo aveva ottenuto 2684 voti.

Al secondo turno Schietroma (candidato del centro-sinistra) ha ottenuto 8040 voti in meno, mentre Iannarilli (candidato del centrodestra) ha ottenuto 16191 voti in meno.

I numeri dicono che la scelta fatta dai dirigenti del centro-sinistra provinciale è stata sbagliata, che al secondo turno molti elettori del centro-sinistra hanno disertato le urne e che le truppe di questi generali del terzo polo non hanno seguito i loro sciagurati comandanti. Anzi con questo accordo nemmeno con oltre 16000 voti persi da Iannarilli si è riusciti a sconfiggerlo.

Un gesto di onestà politica dovrebbe portare alle immediate dimissioni di tutti i segretari di partito che hanno approvato questa scelta innaturale di apparentarsi con il Terzo polo... ma alla fine resteranno tutti ai loro posti... purtroppo.


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politica interna
18 febbraio 2009
Francesco Scalia mi fa vergognare

Il 16 marzo presso la sede dell'Amministrazione provinciale di Frosinone saranno premiati i vincitori del premio intitolato al giornalista Luciano Renna.
Chi è stato invitato a premiare?
Il concreto collaboratore della mafia. Chi si è dichiarato entusiasta per questa vergognosa iniziativa? Il presidente dimissionario della provincia di Frosinone Francesco Scalia, l'uomo con la poltrona eterna, infatti non potendosi ricandidare (è presidente da due mandati consecutivi) è stato ristorato con una poltrona sicura subito (è stato "promosso" assessore regionale da Marrazzo).
Scalia ha dichiarato:<<Il fatto che il senatore Andreotti abbia accettato l'invito di essere presente a premiare è per noi motivo di orgoglio e soddisfazione>>.
Mi vergogno di avere questo presidente...poi lamentiamoci se la provincia andrà al Pdl.


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politica interna
21 settembre 2008
Degasperi tra il concreto collaboratore della mafia prescritto e il fascista
A Cervaro (FR) il coordinatore del gruppo politico "il Cervo", l'ex sindaco Giovanni Marrocco, padre dell'attuale sindaco Ennio ha organizzato un convegno sulla figura e l'eredità politica di Alcide Degasperi.
Fin qui tutto normale, è giusto in questo periodo di pochezza culturale e politica dei figuranti che siedono in Parlamento ricordare la figura di grandi politici del passato. La cosa grave è aver invitato il concreto collaboratore della mafia prescritto Andreotti e il fascista nominato parlamentare Ciarrapico in qualità di relatori.
Andreotti non è intervenuto adducendo motivi di salute, come riferisce la cronista di uno dei giornali di Ciarrapico (per meglio dire di uno dei giornali che finanziamo noi con le nostre tasse); Ciarrapico invece non si è fatto scappare l'occasione per pontificare le lodi del ventennio fascista.
Come si fa ad invitare un fascista a parlare di Degasperi, l'uomo che si oppose all'avvento del fascismo finché, isolato dal regime, fu arrestato alla stazione di Firenze l'11 marzo 1927, insieme alla moglie, mentre si stava recando in treno a Trieste. Al processo che seguì venne condannato a 4 anni di carcere e ad una forte multa. Dopo la scarcerazione, alla fine del luglio 1928, venne continuamente sorvegliato e dovette trascorrere un periodo di grandi difficoltà economiche e isolamento morale e politico, senza un lavoro.

P.s.: per capire che razza di persone sono i fascisti di oggi, "degni" eredi di quel regime vigliacco andate su questo blog, vi avverto il blogger sa solo insultare e minacciare (stile bimbi delle elementari) chiunque non si allinei al suo "pensiero" unico.
politica interna
16 settembre 2008
camerata vs camerata

Le parole di Fini sui repubblichini di Salò "Non si può equiparare chi combatteva per una causa giusta di uguaglianza e libertà e chi, fatta salva la buona fede, combatteva per la parte sbagliata" e sulla destra di oggi "Sono convinto e non da oggi che la destra politica italiana e i giovani devono riconoscersi in alcuni valori: i valori della libertà, quello dell'uguaglianza e della giustizia sociale. Sono valori tipici di ogni democrazia e a pieno titolo antifascisti"  hanno scatenato i nostalgici della dittatura fascista.
Sicuramente Fini sta cercando di crearsi lo spazio per sostituire l'anziano duce di Arcore e quindi queste parole sono dettate da opportunismo politico (lo stesso opportunismo utilizzato per sbarazzarsi dell'altro delfino Casini, quando finse di allearsi per poi scaricarlo e ritornare alla corte di Berlusconi). La cosa che più mi fa schifo è leggere le dichiarazioni del camerata Alemanno, che da sindaco della capitale d'Italia si permette di giustificare il fascimo, del camerata La Russa che da ministro della Repubblica si permette di difendere i repubblichini, nemici della repubblica Italiana. A questa serie di dichiarazioni assurde non poteva mancare il contributo del camerata senatore Ciarrapico (l'uomo che ha organizzato la presentazioni degli infami libri di Pansa). Ciarrapico utilizzando la serie di giornali locali che possiede, grazie ai contributi pubblici, sta dando spazio a chiunque contesti Fini e magnifichi il ventennio fascista e Mussolini. Ogni giorno i suoi giornali sono pieni di articoli a favore del fascismo.
Anche di questo bisogna ringraziare il "prescritto fai da te di Arcore", solo lui poteva nominare il peggior camerata vivente senatore della Repubblica, quella stessa repubblica che i suoi camerata volevano non nascesse.

13 settembre 2008
Priebke diventa giudice
A Gallinaro (FR) è stato organizzato un concorso di bellezza. L'organizzatore di questo concorso, Claudio Marini, pur di pubblicizzare la sua manifestazione (l'anno scorso si è accontentato di Fabrizio Corona) ha nominato presidente onorario della giuria il boia delle Fosse Ardeatine, il capitano delle SS Erich Priebke.
Per giustificare questa vergognosa scelta, l'indecente Marini ha dichiarato "Invitare Priebke è un gesto di pacificazione. Io ammiro il popolo ebraico. Ma ormai sono passati 60 anni e Priebke ne ha più di 95. Che senso ha non permettergli di venire qui?".
Questo ignorante organizzatore di concorsi di bellezza dovrebbe studiare per capire chi è stato il criminale nazista e poi una volta compreso chiedere scusa a tutti coloro che hanno sofferto per le atrocità commesse dal suo amato nazista. Priebke dopo aver trucidato alle Fosse ardeatine 335 persone ha vissuto allegramente in Argentina fino al 1995, grazie all'assistenza dell'ODESSA, attraverso la rete di contatti gestita dal sacerdote croato Krunoslav Draganovic.
Altro elemento a corredo di questa squallida situazione è stato l'intervento del presidente della giuria, Aragozzini.
Questo strano ometto ha detto che lui condivide lo spirito con il quale Marini ha nominato Priebke, anche se Priebke non ha competenza sulla bellezza per fare il presidente.
Aragozzini mostra una volta di più quanto possa essere misero l'uomo: secondo lui Priebke non doveva essere nominato presidente soltanto perché non ha competenza nei concorsi di bellezza.
Questa faccenda è la prova che ormai nel nostro paese tutto è possibile, che anche la storia non ha più valore. L'Italia ormai è un paese alla deriva dove ministri della Repubblica possono impunemente stare dalla parte dei repubblichini di Salò e dove sindaci squadristi possono continuare nel loro lavoro di riscrivere la storia a loro uso e consumo. Il risultato di questi tentativi di capovolgimento della storia oggi sono che ragazzine invece di studiare chi è il boia Priebke si "accontentano" di essere giudicate da questo personaggio, un domani cosa potrà accadere?
Mi chiedo come abbiano fatto i genitori ad accettare che le loro figlie partecipassero ad un concorso con un presidente del genere.

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politica interna
31 luglio 2008
Vogliono Ciarrapico santo subito

Nella mia zona, a San Giorgio a Liri (FR) il circolo di Forza Italia ha organizzato la loro festa. La stampa locale (in mano al fascista Ciarrapico) ha dato loro molto spazio. Voglio evidenziare una parte dell'articolo fatto pubblicare dal loro coordinatore comunale, Achille Longo "Un pensiero particolare al senatore Giuseppe Ciarrapico, per la vicinanza e il sostegno nonostante i lavori al senato per il lodo Alfano e altre importanti votazioni non abbiano consentito la sua presenza." L'articolo continuava evidenziando che il coordinamento di Forza Italia ha dedicato al fascista Ciarrapico una targa "Al Senatore Presidente Giuseppe Ciarrapico per l'impegno profuso nello sviluppo del territorio in campo imprenditoriale, sociale, culturale ed editoriale, restituendo con i suoi giornali la voce che mancava alla gente della Ciociaria".
Possibile che questi politicanti locali non abbiano nessun senso della misura. Esaltano un personaggio vergognoso, un fascista che campa sulle spalle di noi cittadini che con le nostre tasse finanziamo i suoi fogli di propaganda.
Ricordo a Longo e ai forzisti che Ciarrapico è stato coinvolto nelle seguenti vicende giudiziarie (fonte
wikipedia):

  • Ciarrapico è stato nel 1974 condandannato dal pretore di Cassino, gli infligge una multa di 623.500 lire per aver violato per quattro volte la legge che tutela “il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”, sentenza confermata in Cassazione.
  • Condannato a quattro anni e mezzo di reclusione, ridotti in cassazione a 3 anni, per gli sviluppi della vicenda «Casina Valadier».
  • Inquisito anche per lo scandalo della Safim-Italsanità, il 18 marzo 1993 viene spiccato nei suoi confronti un mandato di custodia cautelare: entra a Regina Coeli il 21 marzo, insieme a Mauro Leone, figlio dell'ex Presidente della Repubblica e dirigente dell'AS Roma con la gestione Ciarrapico. I due vengono ricoverati nell'infermeria del carcere, mentre la società sportiva sprofonda nel caos. Il 24 aprile dello stesso anno a Ciarrapico vengono concessi gli arresti domiciliari.
  • L'11 maggio viene revocato il mandato di custodia cautelare ma la libertà è breve perché Ciarrapico è di nuovo arrestato e trasferito a Milano, con l'accusa di finanziamento illecito ai partiti. Nel 2000, dopo sette anni, Ciarrapico viene condannato in via definitiva, tuttavia, in ragione della sua età, viene affidato ai servizi sociali.
  • Nel 1996 è condannato anche nel processo relativo al crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in primo grado a 5 anni e mezzo di reclusione, ridotti in appello a 4 anni e mezzo. Successivamente gli sono stati condonati 4 anni, e condannato a scontare gli ultimi 6 mesi in "detenzione domiciliare" per motivi di salute. La condanna è stata confermata dalla Cassazione. Non ha mai risarcito i danni alle parti civili cambiando continuamente residenza.

Questo è il personaggio che merita il vostro plauso, la prossima volta prima di osannare qualcuno informatevi...ma da chi sostiene Previti, Berlusconi e Dell'Utri è impossibile aspettarsi comportamenti diversi


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politica interna
29 maggio 2008
Violante e la difesa di una brutta "razza"

Il blogger Terzostato mi ha "stuzzicato" qualche giorno fa, ricordandomi che in questi giorni si sta preparando il campo alla revisione della figura di Almirante, un uomo che per me resta un razzista e un terrorista come ha giustamente evidenziato Gennaro Carotenuto. Ho risposto a terzostato che avrei scritto dopo aver letto le dichiarazioni di Violante, certo che nemmeno questa volta Violante avrebbe "deluso" le mie aspettative. Violante non si è smentito e come sempre ha dato fiato al suo campionario di banalità e di parole verosimili per elogiare lo "statista" fascista. Violante ormai è sul viale del tramonto, un viale che percorre con il suo degno compagno di merende Pansa. Tutti e due ormai per non cadere nel dimenticatoio hanno scelto di difendere tutto ciò che è contro la Storia del nostro paese, una Storia figlia della Resistenza al nazifascismo.
Violante (Pd) in risposta al giusto attacco portata dal deputato del Pd, Emanuele Fiano nei confronti del razzista Almirante ha dichiarato che il leader del Msi 
"era stato caporedattore della Difesa della Razza; egli però è l'unico che, entrato nella vita repubblicana, ha preso le distanze da quell'esperienza. E lo fece con una dichiarazione pubblica. Altri fecero la stessa cosa, ma non presero le distanze. Almirante fu un parlamentare a tutto tondo che interveniva anche per cose minime, formali e segnando così un modo di stare in Parlamento. Lui aveva colto che nel Parlamento si realizzava un progetto politico di legittimazione e che soltanto stando pienamente qui dentro si poteva costruire quel percorso."

Siccome ritengo indegne le parole di Violante voglio "rispondere" ricordando la figura del generale Angelo Graziani, il partigiano ciociaro morto il 26 maggio di quest'anno. Per ricordarlo riporto l'articolo postato sul sito del comune di Collepardo (FR), comune natale del partigiano.

"Nella mattina di lunedi 26 maggio 2008, presso l'Ospedale Militare del Celio in Roma, è deceduto il generale Angelo Graziani. Angelo Graziani, nato a Collepardo nel 1909, fu sorpreso dall'armistizio dell'8 settembre 1943 mentre si trovava in Jugoslavia, allora con il grado di capitano dell'esercito italiano. In quel momento scelse di condurre l'aspra vita del partigiano nell'ambito della Divisione Italiana Partigiana "Garibaldi", guidando il proprio gruppo di Artiglieria per due anni sulle impervie montagne del Montenegro, della Bosnia e dell'Erzegovina.
Per queste sue imprese la Divisione "Garibaldi" lo decorò con la Medaglia d'Argento al Valor Militare sul campo. Anche il Maresciallo Tito volle riconoscere il suo operato concedendogli due alte decorazioni: l'Ordine per il Coraggio e l'Ordine al merito per il Popolo.
Dopo la liberazione, mentre la sua Divisione tornava in Italia, fu promosso Maggiore e dal 1945 al 1946 gli fu affidato il comando della Base italiana di Dubrovnick, con il compito di assistere e rimpatriare dai Balcani migliaia di soldati italiani.
Fu poi promosso Colonnello e successivamente Generale di Divisione. E' stato membro della Commissione per lo studio della Resistenza dei militari italiani all'estero, presso il Ministero della Difesa, e componente della Presidenza onoraria dell'A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia). Ha scritto inoltre numerosi saggi sulla storia della resistenza italiana nell'ex Jugoslavia.

POLITICA
15 maggio 2008
Centrale a biomasse a Sant'Apollinare: cronaca di un consiglio

Ieri sera a Sant’Apollinare (FR) si è riunito il consiglio comunale. Tra i punti all’ordine del giorno c’era la discussione sulla centrale a biomasse.
La discussione è stata richiesta dalla minoranza. L’impressione che ho avuto è che la minoranza abbia richiesto questa discussione sotto la spinta dell’opera di sensibilizzazione e di opposizione alla centrale portata avanti dal comitato Pro Valle dei Santi. Invero fino a quando il comitato spontaneo non ha iniziato una lotta contro l’istallazione di questa pericolosa centrale, la minoranza non si è “accorta” di nulla.
Il dibattito è stato al limite dell’assurdo. La minoranza non ha presentato nessuna proposta, il consiglio è stato chiamato a votare una non proposta (per correttezza il segretario comunale, inascoltato, aveva invitato per iscritto la minoranza a formalizzare una proposta prima del consiglio). Il sindaco Michelino Persechino (Partito democratico) ha ribadito quello che aveva detto al convegno organizzato dal comitato Pro Valle dei Santi: l‘Agripower (la società che vuole realizzare la centrale) non è più intenzionata a realizzare la centrale vista la contrarietà dei cittadini…aggiungendo però che questa notizia, data con enfasi al convegno, non era ufficiale ma l’aveva avuta da terze persone. Questa affermazione non sta in piedi, come può un Sindaco non ritenere necessario chiedere una posizione ufficiale all’Agripower? Come può un consiglio comunale accettare che sia una società a decidere se costruire o no nel proprio comune? Il consiglio è sovrano ed è l’unico organo deputato a scegliere se far realizzare o no una centrale e non deve demandare la scelta ad una società privata.
Dopo ore di discussione si stava scivolando verso una non votazione. Fortunatamente il vicesindaco Oreste Serrecchia (Partito democratico) ha riportato tutti alla realtà dichiarando la sua contrarietà alla realizzazione di questa centrale (la minoranza non è riuscita per tutta la sera a chiedere un impegno formale del consiglio contro la realizzazione della centrale) e chiedendo che il consiglio si esprimesse in merito. Il Sindaco, da sempre favorevole alla realizzazione della centrale, ha letto una sua dichiarazione nella quale affermava, in perfetto stile Veltroni, di essere dalla parte dei cittadini e della tutela della salute pubblica ma anche dalla parte di chi porta sviluppo nel paese. Questa affermazione ambigua è stata corroborata da interventi di alcuni cittadini. Gli interventi di alcuni cittadini sono sati il trionfo della non informazione: ho sentito parlare di Stefano Montanari come portavoce di Grillo, di mancanza di studi sulla pericolosità delle nano particelle, di Veronesi finanziato dai francesi e di tante altre non notizie o simil notizie che hanno dato corda a quei membri dell’amministrazione che più di altri si battono per la realizzazione della centrale (l’assessore Lemma in particolare mi è sembrato, e non solo in questa riunione, il sostenitore principe della centrale a biomasse).
Il colpo di teatro c’è stato quando il segretario comunale ha detto che visto che non c’era una mozione presentata dalla minoranza si sarebbe votato sulla dichiarazione del Sindaco. Faccio l’amministratore da alcuni anni ed è la prima volta che vedo che un consiglio è chiamato a votare su una dichiarazione di voto e non su una proposta. A quel punto il vicesindaco Serrecchia ha letto le motivazioni per le quali è contrario (tutte condivisibili), l’assessore Antonio Abbruzzese (della cui buona fede sono certo, avendo collaborato con lui in passato e apprezzandone l’onestà e la volontà di operare per il bene comune) ha espresso la sua contrarietà alla realizzazione della centrale, stesso discorso fatto dai consiglieri di maggioranza Martucci e Simeone. Numeri alla mano in consiglio le posizioni erano chiare: il Sindaco e 4 consiglieri della maggioranza erano contrari ad esprimere un NO netto alla realizzazione della centrale e 4 consiglieri di maggioranza più tre di minoranza (uno era assente) erano per il NO alla centrale. Ora se si fosse proceduto in modo corretto la votazione sarebbe stata 7 consiglieri favorevoli ad un NO definitivo alla centrale a biomasse e 5 contrari; invece il segretario è riuscito a far passare soltanto la votazione sulla dichiarazione del Sindaco (a dire il vero il Sindaco era contrario a questo metodo scelto dal segretario) e qui i numeri sono diversi, difatti 4 consiglieri di maggioranza, non capendo il “trucco”, hanno ribadito il NO alla centrale ma si sono astenuti sul voto sulla dichiarazione del Sindaco, solo il vicesindaco Serrecchia, dall’alto della sua esperienza (è stato sindaco per due mandati) ha votato contro la dichiarazione del Sindaco ed ha detto chiaramente di non essere d’accordo con il segretario sulla gestione del consiglio.
Morale della serata: il consiglio non si è espresso, con votazione ufficiale, sulla realizzazione della centrale; non si è parlato dell’inaffidabilità della società Agripower (durante il convegno è stato detto che la società ha un capitale di 100.000 euro e vorrebbe realizzare 7 centrali da 25 milioni di euro, che l'amministratore delegato è rinviato per truffa all'unione europea. Affermazioni mai smentite); non si è detto chiaramente che le centrali a biomasse sono pericolosissime. Dopo ore di discussione non si è arrivati nemmeno questa volta ad un NO definitivo alla centrale.

21 aprile 2008
CENTRALE A BIOMASSE A SANT'APOLLINARE

CENTRALE A BIOMASSE A SANT'APOLLINARE: LE VERITA' NASCOSTE


Ieri, 20 aprile 2008, a Sant’Apollinare (Fr) il comitato “Pro Valle dei Santi” ha organizzato un prezioso convegno per spiegare correttamente cosa è una centrale a b
iomasse e cosa comporterebbe questa scellerata realizzazione per la nostra zona.
I due relatori principali sono stati Adriano Mei del Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano e il
Prof. Paul Connett docente di chimica presso la St. LAWRENCE UNIVERSITY di NEW YORK.

D
i Adriano Mei ho apprezzato l’energia e la chiarezza di esposizione, ha spiegato, anche a chi non vuol sentire, perché non si può accettare da parte di un sindaco il prendere in considerazione le proposte fatta da una società come l’Agripower, una società con un risibile capitale sociale (100000 euro) vuole realizzare centrali che costano milioni di euro (25 milioni di euro); ha spiegato che un sindaco non può parlare della centrale senza aver prima visionato e studiato un progetto; ha spiegato che un sindaco non può parlare con una società che vede indagati il proprio amministratore delegato per truffa all’Unione europea, almeno finché non sia stata accertata l’innocenza. Ha detto chiaramente che in Italia esistono soltanto (tranne l’eccezione dell’Alto Adige) centrali a biomasse che in breve tempo bruceranno combustibile da rifiuti (CDR). Ha detto chiaramente che queste centrali vivono soltanto per i finanziamenti pubblici e non perché redditizie dal punto di vista della creazione di energia.
Il professor Connett, uno tra i massimi esperti mondiali che studiano come risolvere il problema rifiuti, ha affermato chiaramente che la soluzione del problema rifiuti è una soltanto: smettere di produrli. Connett ha portato come esempio una vasca dalla quale fuoriesce dell’acqua perché ormai troppo piena. Il marito arriva a casa e tenta di risolvere la questione con un bicchiere, poi con un secchio e infine con una pompa, ma l’acqua continua a fuoriuscire. Arriva la moglie e "semplicemente" chiude il rubinetto.
 Lo stesso deve avvenire per la spazzatura.

Connett ha spiegato che l’inceneritore è la soluzione sbagliata (il marito) da parte di ingegneri che pensano con la parte sbagliata del corpo (ovviamente non si riferiva alla testa). La "soluzione zero" (la moglie) è l’unica risposta per eliminare il problema. Raccolta differenziata “porta a porta”, riduzione degli imballi all’origine, riciclo, riuso, compostaggio sono le buone abitudini da diffondere.
Il professor Connett ha anche spiegato che le centrali a biomasse sono pericolose perché bruciando immettono sostanze tossiche nell’aria, sostanze che terminano il loro cammino nel nostro corpo.
La relazione del professor Connett è stata seguita con molto interesse dai numerosi cittadini che hanno partecipato al convegno, sia per l’importanza del tema trattato, sia dal modo inusuale del professore di esporre le sue teorie. In Italia siamo abituati a professori che tendono a far scemare l’attenzione per il tono cattedratico della loro esposizione, con il professor Connett questo è impossibile, tra esempi divertenti e battute pungenti riesce a tener in pugno  i suoi interlocutori.
In sala erano presenti il sindaco di Sant’Apollinare e altri amministratori dei paesi limitrofi. Spero che il contributo di conoscenza offerto da questo incontro sia servito a far comprendere quanto pericoloso sia permettere la realizzazione di questa centrale a biomasse in un territorio già martoriato da scellerate scelte politiche che in un raggio di pochi kilometri hanno permesso la realizzazione di un mega inceneritore (San Vittore del Lazio), di una centrale nucleare (Garigliano), di una discarica (Pignataro).
Non posso però omettere di sottolineare il comportamento di alcuni amministratori come il sindaco di Cassino (Scittarelli) e il consigliere di Cassino Modesto Della Rosa che frettolosamente sono andati via dopo l’intervento del professore senza partecipare alla discussione o come il sindaco del mio comune (Sant’Andrea del Garigliano) che per tutto l’incontro è stato in altre faccende affaccendato (non era seduto con gli altri sindaci e nemmeno era presente in sala durante l’intervento dei due relatori). La cosa non mi meraviglia, infatti alla mia richiesta di convocazione di consiglio comunale aperto sull’argomento, datata 20 dicembre 2007 non ha mai risposto. Probabilmente non ha bisogno di informarsi sull’argomento perché già sa tutto, ma se sa tutto non capisco perché non permette al consiglio comunale di esprimersi sull’argomento.

politica interna
10 aprile 2008
IL "MAANCHISMO" DI VELTRONI E LA DEGENERAZIONE DELLA POLITICA
Il "maanchismo" di Veltroni fa proseliti nella mia zona. A Cassino (FR) e nei paesi del cassinate il messaggio di Veltroni è stato recepito e verrà messo in pratica. I seguaci di Veltroni dopo essere stati i topolini con i quali il gatto Scittarelli ha giocato (sindaco UDC che ha fatto credere di cedere alla proposta del Pd di ribaltare la maggioranza, lasciando poi questi infausti politicanti con un pugno di mosche. Scittarelli, infatti, con un colpo di teatro, ha abbandonato l'UDC e ha aderito al Pdl), ci riprovano e in ossequio al verbo di Veltroni sia accordano con i resti dell'UDC per votare alla camera il partito di Casini (per eleggere Anna Teresa Formisano) e al senato il Pd (per cercare di eleggere l'assessore regionale De Angelis).
Questi accordi servono ad esplicitare quanto sia degenerata la politica; ormai idee, ideali, passione e sentimenti sono stati sacrificati sull'altare del dio poltrona.
Schifo e disprezzo per chiunque chiederà di dare seguito a questo nefasto accordo.
politica interna
1 aprile 2008
LA "COMUNISTA" ANNA TERESA FORMISANO

Anna Teresa Formisano (deputata Udc) ha presentato il programma dell'Udc a La 7. Una sua frase mi ha colpito "Il figlio di un operaio deve avere la stessa possibilità del mio che può permettersi un Master di studio all’estero".
O la Formisano si è "convertita" al comunismo dopo l'abbandono del sindaco di Cassino Bruno Scittarelli, oppure pur di guadagnare qualche voto è pronta a dire tutto.
La seconda ipotesi è l'unica logica conoscendo la facilità di promettere e dire tutto e il contrario di tutto della monarca dell'Udc ciociara.

OT: Questo politicante cerca in tutti i modi di farmi andare a votare contro di lui
Da Veltroni un forte appello contro l’astensionismo: «Le elezioni sono il momento in cui si decide e quindi se ti astieni, poi non puoi lamentarti se le cose vanno in un certo modo».

PS:i problemi tra fastweb e il cannocchiale non si risolvono e per questo la mia latitanza continua

politica interna
22 febbraio 2008
DIFENDONO L'EMBRIONE E DIMENTICANO LO STATO SOCIALE

18 consiglieri comunali di Cassino hanno presentato un ordine del giorno dopo essere stati sollecitati da un lettera presentata da alcuni politici locali. Con quella lettera si è chiesto ai consiglieri “al di là di pregiudizi e steccati ideologici di pronunciarsi sulla dignità irriducibile e insopprimibile della persona umana, dal concepimento fino alla morte naturale, con l’auspicio che Cassino possa essere proclamata in maniera ufficiale e solenne Città per la Vita”.
I 18 consiglieri sono per la maggioranza di centrodestra: Annalisa D’Aguanno, Modesto Della Rosa, Fabio Fiorillo, Salvatore Secondino, Giovanni Valente, Giovanni Ranaldi, Massimiliano Mignanelli, Carmelo Palombo, Mario Abruzzese, Tommaso Altrui, Stefano Tescione, Beniamino Papa, Maurizio Verrecchia, Gianfranco Petrillo, Nicola Giangrande; per l’opposizione di centro: Giovanni Lullo (direttore dell’Asl durante ogni stagione, consigliere del Pd che è andato ad omaggiare Ferrara e la Binetti quando sono venuti a Cassino ad insultare l’intelligenza), Marino Fardelli, Emilio Iannetta.
Vorrei chiedere a questi 18 consiglieri, pronti a sostenere la vita dal concepimento, perché non sono altrettanto risoluti nel pretendere una politica sociale degna al sindaco Scittarelli (UDC).
Cassino è una città dove non ci sono diritti per gli ultimi, per i più deboli. Una città dove 18 consiglieri sono pronti a difendere l’embrione, ma che dimenticano di sostenere la vita dalla nascita: niente politiche di sostegno per le madri sole, per le famiglie povere, per gli anziani, per i giovani.


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SCIENZA
2 febbraio 2008
ORRORE A CASSINO
Domani alle 15 nella città martire piomberanno due personaggi terrificanti: la senatrice (nominata da Rutelli) Binetti e l'ex comunista, dipendente del prescritto fai da te di Arcore, Giuliano Ferrara.
Due persone del genere per quale motivo possono unirsi, ovviamente per attaccare la legge 194, una legge che ha consentito la drastica diminuzione degli aborti e che ha fatto drasticamente calare il numero delle donne morte a causa degli aborti clandestini.
Ovviamente sarò in piazza per contestare questi due personaggi e lo ammetto sono curioso di vedere se la Binetti ci mostrerà il cilicio che indossa per mortificare la sua carne.
Ringrazio la blogger tuya che mi ha segnalato l'invasione di questi due barbari.



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politica interna
30 gennaio 2008
COMPAGNI, O MEGLIO EX COMPAGNI, LEGGETE CON CHI VI SIETE ACCASATI

Purtroppo nel 2004 ho votato alle provinciali per l’attuale presidente. Il presidente della provincia di Frosinone, Francesco Scalia (già Popolare, ora Pd) è il portabandiera di coloro i quali vogliono distruggere una zona già fortemente inquinata con la costruzione di un inutile aeroporto (secondo la stampa farà ricorso al TAR contro la decisione del governo di centro-sinistra di realizzare il terzo scalo a Viterbo); è il primo responsabile della pessima gestione della situazione rifiuti nella nostra provincia; è il responsabile della pessima gestione dei rapporti con gli alleati che hanno contribuito a farlo eleggere due volte (vedi estromissione del rappresentante di Rifondazione comunista dalla giunta); è il responsabile della gestione delle risorse idriche (svendita della nostra acqua all’Acea), potrei continuare per molto ma voglio soffermarmi su un articolo pubblicato oggi dalla stampa locale (Ciociaria Oggi).
L’articolo parla di una lettera inviata dal presidente Scalia a papa Benededetto XVI. Ecco il testo della lettera: Con la presente sentiamo di esprimere il più vivo rincrescimento per l’episodio di inqualificabile intolleranza verso la Sua persona, eminentissima figura di intellettuale, oltre che sommo pastore della Chiesa Universale, costretto a annullare la visita alla Università La Sapienza di Roma in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2007/2008, per le proteste di uno sparuto gruppo di contestatori. Un evento ancora più censurabile se si pensa che il luogo nel quale si è sviluppato è l’Universiità: una Istituzione nella quale si educa alla conoscenza delle culture, al dialogo e al rispetto reciproco. Per quanto sopra, ci onoriamo rivolgerLe viva preghiera di voler corrispondere alla nostra aspirazione di avere la Sua presenza in visita ufficiale presso l’Università degli Studi di Cassino, perché vi tenga una Lectio Magistralis. La visita del Santo Padre, oltre a render onore al nostro territorio, costituirebbe incitamento per quanti, con impegno, ciascuno nel suo ruolo e con le proprie responsabilità, continuano a perseverare nel seguire la via del bene comune e del servizio al prossimo. Nel ringraziarLa fin d’ora di quanto Ella potrà cortesemente fare per l’accoglimento della presente istanza, desideriamo comunicarLe i sensi della nostra profonda devozione e le espressioni della nostra più sentita deferenza.

Il testo oltre ad offendere i 67 professori (tra i nomi spicca sicuramente quello del professor Marcello Cini. Invito a Scalia a leggere prima chi sono i professori invece di giudicarli “sparuto gruppo di contestatori” e di parlare di “episodio di inqualificabile intolleranza”) che hanno firmato la lettera e gli studenti che hanno manifestato civilmente il loro dissenso, mostra quanto poco laico possa definirsi un partito che annovera tra i suoi esponenti di spicco un signore come Francesco Scalia.


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politica interna
14 gennaio 2008
CECCANO E I DIOSSINI
L'emergenza campana mostra quanto in ritardo siamo in Italia per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti. Tutti si inventano esperti, tutti pronti a dire che la colpa è di quelli che dicono sempre no. La colpa è di chi si batte per evitare che si continui ad immettere veleno nell’aria utilizzando i nostri soldi (cip6).
I maggiori esponenti di questa lobby dei piromani della politica sono i diessini-diossini capitanati dal ministro Bersani.
Nella città di Ceccano c’è un emulo del ministro, il presidente della commissione Urbanistica, Ambiente e Politiche del Territorio, Pio Spinelli. Intervistato da un giornale locale ha dichiarato che la soluzione al problema rifiuti è la realizzazione di un “termovalorizzatore” nel comune di Ceccano e ha continuato <<Tale proposta si rende indispensabile per una maggiore attenzione al problema del riciclo dei rifiuti e potrebbe rivelarsi un’ottima fonte di occupazione per i giovani del nostro territorio>>.
Pio Spinelli ha detto una sola cosa vera, aumenterebbe l’occupazione, ma soltanto quella degli oncologi, visto che costruire un altro mostro nella nostra provincia potrà avere come unico risultato far aumentare in modo esponenziale le malattie tipiche delle zone condannate a convivere con gli inceneritori.

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15 dicembre 2007
ABBASSO INTERNET, VIVA IL PENSIERO UNICO

Ieri sera sono andato ad ascoltare le ragioni di chi vuole realizzare la centrale a biomasse a Sant’Apollinare. C’erano alcuni professori universitari, i sindaci della valle, il presidente della provincia di Frosinone, la società Agripower e i cittadini. Tutti si sono spesi per spiegare ai cittadini che questa centrale è fondamentale per la nostra zona, che non è pericolosa per la salute, non è stato invitato nessuno che spiegasse le ragioni di chi sostiene che queste centrali sono pericolose. Gli interventi spesso sono stati al limite del comico, i cittadini così malamente informati sono portati a credere che davvero questa centrale non inquina. Tra i vari interventi il più comico è stato quello del professor Giorgio Buonanno dell’università di Cassino. Il professor Buonanno ha iniziato a parlare, per dimostrare che queste centrali sono sicure, dell’inceneritore di San Vittore. La prima fesseria è stata dire che inceneritore e termovalorizzatore sono la stessa cosa, omettendo di dire che termovalorizzatore è un termine usato soltanto in Italia per fregare i cittadini. Dalla sua dotta esposizione ho avuto l’impressione che gli inceneritori sono come quella vecchia pubblicità del dentifricio, dai camini nascono i fiori. Poi ha continuato con una escalation rossiniana a parlare di nano polveri facendo intendere che sono talmente piccole che non fanno danno e che non dobbiamo temerle perché sono già presenti in natura. Il culmine lo ha raggiunto quando ha chiuso il suo discorso dicendo di diffidare di internet e delle informazioni che provengono dalla rete. La rete fa paura al professor Buonanno perché è l’unico mezzo a disposizione dei cittadini per informarsi e l’informazione si sa è pericolosa per chi difende il pensiero unico. Ovviamente il presidente della provincia Scalia e i sindaci erano tutti felici di questo dibattito, ma mi sembra ridicolo chiamarlo dibattito visto che si esponevano solo le posizioni di chi vuole realizzare la centrale. Nessuno ha spiegato ai cittadini che non abbiamo la legna e le altre materie prime necessarie per soddisfare la richiesta di questa centrale. Nessuno ha detto perché le centrali a biomasse sono pericolose per la salute dei cittadini e del territorio. Prendo a prestito le parole del professor Montanari che spiega in poche parole le ragioni del no alle centrali a biomasse "Sono pericolosissime perché costringono a cambiare la vocazione del territorio, perché non lasciano altra scelta se non cercare biomasse lontanissimo da dove queste andranno bruciate con tutto ciò che questa lontananza comporta, perché, nella migliore delle ipotesi, in quelle centrali si bruciano sostanze tossiche come pesticidi e concimi chimici assieme ai vegetali, e perché dopo un po', non potendosi reggere altrimenti, vi si bruciano rifiuti trasformati magicamente in biomasse da qualche legislatore mascalzone”


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SCIENZA
14 dicembre 2007
SANT'APOLLINARE E LE BIOMASSE
Oggi alle 17 l'amministrazione comunale di Sant'Apollinare ha organizzato un pubblico incontro per "santificare" la realizzazione sul proprio territorio di una centrale a biomasse.
Sono curioso di sentire cosa diranno per giustificare la nascita di una centrale che ha bisogno di legno in un luogo che non ha i boschi della Val Pusteria, sono curioso di sapere cosa diranno per giustificare il conseguente inquinamento dovuto al via vai di camion, sono curioso di sentire cosa diranno per confutare gli studi del professore Stefano Montanari.


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POLITICA
6 dicembre 2007
ENNIO BOVE SINDACO DI POFI
Premetto che non conosco questo sindaco, ma ho imparato ad apprezzarlo per la sua azione politico-amministrativa. Dopo aver voluto cancellare la scandalosa intitolazione di una piazza di Pofi (FR) (piazza intitolata al "fascista difensore della razza Almirante") fa una dichiarazione talmente ovvia, in un paese normale, da sembrare assurda nel panorama dei sindaci della zona "Non è giusto che l'imposizione fiscale su un servizio erogato dal Comune sia per tutti uguale. Occorre che la distribuzione fiscale sia imposta all'utente in base al reddito: un professionista con una buona entrata economica non può pagare un servizio tanto quanto chi ha come entrata solo una pensione sociale".

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30 novembre 2007
PREMIO "PAOLA SARRO" AD UN PRESCRITTO

Oggi a Pontecorvo (FR) si terrà la sesta edizione del “Premio Paola Sarro”.
La dottoressa Paola Sarro nasce il 14 novembre 1957 a Pontecorvo (Fr) e muore a Pristina il 12 novembre 1999 nel disastro in cui l’aereo dell’ONU si schiantò sul Monte Piceli e vi trovarono la morte, oltre all’equipaggio, 21 persone di varie nazionalità che si recavano in Kosovo in missione umanitaria.

Per ricordare una donna che ha pagato con la vita il suo impegno per gli altri gli organizzatori hanno pensato di conferire uno dei premi di quest’anno al prescritto collaboratore della mafia Giulio Andreotti.

Continua il vergognoso modo di onorare un personaggio squallido come Andreotti da parte della mia provincia. Non è bastato conferirgli la cittadinanza onoraria di Cassino, non è bastato conferire il “premio Giovenale" come hanno fatto ad Aquino, ora dovevano utilizzare anche un premio intitolato ad una donna che ha dato tutto per gli altri per osannare un uomo che rappresenta il male assoluto per il nostro paese.

Ecco cosa scrive la Cassazione nella sentenza che l'avvocato Giulia Buongiorno (ora deputato di AN) e l'informazione malata italiana hanno fatto passare per assoluzione: nella motivazione si legge (a pagina 211): "Quindi la sentenza impugnata, al di là delle sue affermazioni teoriche, ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione"

Se la sentenza definitiva fosse arrivata entro il 20 dicembre 2002 (termine per la prescrizione), Andreotti non sarebbe stato salvato.


POLITICA
10 novembre 2007
SCHERZI A PARTE SBARCA A CASSINO

Il centrodestra cassinate dimostra quanto può diventare assurda la politica se viene fatta da politicanti ridicoli.
In pochi mesi il consigliere comunale dell’UDC Ciro Rivieccio è uscito dal partito criticando aspramente le scelte amministrative della giunta guidata dal sindaco Scittarelli (UDC) è ha fondato un nuovo gruppo consigliare (Nuova Cassino), poi, dopo che Scittarelli ha tolto le deleghe ad Alleanza Nazionale, ha aderito al partito di Fini. An forte di questo nuovo ingresso nel gruppo consiliare ha fatto la voce grossa contro Scittarelli. Dopo pochissimi giorni Rivieccio ha ricambiato idea e si è allontanato da An per rientrare nell’UDC. Il risultato di questo vagare è stato il ridimensionamento di An che è stata abbandonata anche dal proprio capogruppo (il consigliere Papa).  Un politico così inaffidabile sarebbe allontanato da qualsiasi buon amministratore, ma Cassino ha per sindaco Scittarelli e quindi Rivieccio è con la delega di assessore alla manutenzione, igiene e ambiente.
Al posto del neo assessore Rivieccio è entrato in consiglio comunale per l’UDC Tommaso Altrui: la prima cosa che i cittadini dovrebbero chiedere al neo consigliere Altrui è ripulire la città dai suoi manifesti elettorali e dalle scritte con la vernice che hanno insudiciato ogni muro, ogni cassonetto, ogni angolo possibile di Cassino.

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POLITICA
7 novembre 2007
SCITTARELLI, L'ACQUA E LA COERENZA

Il sindaco Scittarelli (UDC) e la sua maggioranza di centrodestra continuano a dire che l’acqua deve restare pubblica, che l’acqua di Cassino deve è dei cassinati e non perdono occasione per attaccare la "fallimentare gestione dell’Acea – Ato 5". Tutto vero, Scittarelli ha ragione, ma il suo benevolenza verso la gestione pubblica dell’acqua è solo per interessi di bottega, teme che l’ennesimo rialzo delle tariffe alimenterebbe ancora di più le giuste proteste dei cittadini vessati in ogni modo negli ultimi tempi. Questa maggioranza ha attinto alle tasche dei cittadini per cercare di riempire il "pozzo di San Patrizio" delle casse comunali (la Tarsu è l’esempio lampante) scavato soprattutto dalla sua pessima amministrazione ed ora è consapevole del fatto che i cittadini talmente esasperati farebbero ricadere la colpa dell’aumento delle tariffe idriche sulla sua amministrazione.
Il centrodestra cassinate ora si erge a difensore della gestione pubblica dell’acqua, ma omette di dire che i loro rappresentanti al parlamento stanno lavorando fortemente per rendere privata la gestione dell’acqua. Prova ne è la seduta del 25 ottobre 2007 al senato.Riporto gli interventi di alcuni senatori del centrodestra che hanno cercato, fortunatamente inutilmente, di bloccare la moratoria sulla gestione privata dell’acqua.
Il senatore PASTORE (FI) ha dichiarato "…L’emendamento, infatti, blocca le gare per l’assegnazione della gestione dei servizi idrici ai privati, blindando di fatto ogni possibilità di liberalizzazione di un settore che soffre per le gravi inefficienze dell’amministrazione pubblica, che in alcune Regioni ha fatto registrare veri e propri abusi di potere." (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Eufemi).
Il senatore GRILLO (FI) "L’emendamento 26.0.4, che impedisce ai privati di fare investimenti per ogni tipo di servizio idrico, è un chiaro esempio di demagogia e assolve alla funzione di accondiscendere alle pretese ideologiche degli esponenti della sinistra radicale. Sarebbe invece opportuno che si attuasse una vera liberalizzazione dei settori chiave del servizio pubblico mediante l’indizione di gare trasparenti, al fine di correggere le distorsioni introdotte dall’azione della pubblica amministrazione e delle società municipalizzate." (Applausi dal Gruppo FI).
Il senatore BARBATO (Misto-Pop-Udeur)
"L’emendamento 26.0.4 non appare condivisibile in quanto dispone una sospensione, indefinita nei tempi, dell’assegnazione ai privati della gestione del servizio idrico, che si presta a numerosi equivoci. La complessità della materia non consente una definizione tramite decreto-legge e l’inadeguatezza infrastrutturale del Paese rende inopportuna la previsione di una titolarità esclusiva degli enti pubblici nella gestione dell’acqua come bene comune."
Il senatore D’ONOFRIO (UDC). Dichiara il voto contrario all’emendamento 26.0.4 e annuncia la volontà di approfondire la tematica in sede di discussione del provvedimento sulle liberalizzazioni.
Il senatore DEL PENNINO (DCA-PRI-MPA) "…nel caso dei servizi idrici manifesta una totale chiusura, imposta dalla componente radicale della maggioranza. Il canale preferenziale riservato solo a tale norma e non al complesso delle disposizioni sulle liberalizzazioni dimostra il successo politico di una parte della sinistra a scapito delle esigenze reali del Paese." (Applausi dai Gruppi DCA-PRI-MPA e FI).
Il senatore CARUSO (AN). "Il Gruppo di Alleanza Nazionale, favorevole all’apertura del settore dei servizi alla concorrenza attraverso procedure trasparenti, non condivide l’obiettivo dell’emendamento di assegnare esclusivamente ad enti pubblici la gestione dei servizi idrici…" (Applausi dai Gruppi AN, FI e LNP).
Il 22 ottobre 2007 in commissione permanente il senatore VEGAS (FI) ha espresso, anche a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto contrario in ordine all’emendamento 26.0.4, evidenziando che la publicizzazione dei servizi idrici è suscettibile di diminuire gli standard di qualità degli stessi; il senatore BARBATO (Misto-Pop-Udeur) preannuncia l’astensione al voto. Quindi la Commissione accoglie, con apposita votazione, tale proposta emendativa.

Questo è il resoconto delle dichiarazioni in commissione ed in aula dei parlamentari e dei gruppi che sono contrari alla gestione pubblica dell’acqua.
Il centrodestra cassinate e Scittarelli sicuramente non sanno di queste posizioni altrimenti, conoscendo la loro coerenza, sono certo che avrebbero stracciato le tessere dei loro partiti, partiti che in parlamento si battono anche per far gestire l’acqua di Cassino all’Acea – Ato5.



SOCIETA'
11 ottobre 2007
SCITTARELLI E' "RECIDIVO"
Il sindaco di Cassino si vede poco girare per la città, questo forse è il motivo per il quale a città è sempre più in declino: marciapiedi che sono infrequentabili sia perché vecchi e pieni di buche sia perché quelli nuovi sono stati presi d’assalto dai vari bar e locali che, come in un odierno far west, si sentono autorizzati a occuparli con tavoli e sedie, infischiandosene di coloro che vogliono utilizzarli per camminare.
Qualche anno fa ho passato alcuni mesi su una sedia a rotelle e quindi posso assicurare a ragion veduta che non c’è rispetto per chi è diversamente abile. In quel periodo le mie passeggiate le facevo per strada, troppi tavoli e troppi scalini insormontabili per poter usufruire dei marciapiedi.
Altra stortura della città sono le strisce blu, si paga ovunque, i solerti ausiliari del traffico sono pronti a sanzionare se non paghi, però è consentito parcheggiare sulle strisce pedonali, sugli accessi per i diversamente abili, all’interno delle rotatorie; ovunque è lecito, tranne lasciare l’auto nelle zone a pagamento senza versare l’obolo per cercare di riempire il pozzo di san Patrizio rappresentato dalle casse comunali prosciugate dal mal governo del sindaco Scittarelli e della sua compagnia di giro.
Tra le tante colpe (anche se parlare di colpa è riduttivo) di Scittarelli, una mi preme mettere in evidenza: il sindaco non sa cosa vuol dire parcheggiare correttamente, come si può notare in queste foto la sua Smart è parcheggiata sotto un segnale di divieto di sosta (Via Di Biasio, di fronte l’università) e in un’altra occasione all’interno delle strisce blu di Viale Dante, in posizione che intralcia il traffico.
Il sindaco è veramente degno rappresentante della casta, per lui tutto è lecito, lui si sente un monarca assoluto e si permette di fare sfoggio della sua arroganza infischiandosene anche di regole elementari e di civiltà.
Se proprio non sa parcheggiare posso offrirmi per fargli un corso accelerato, così in futuro eviterà di parcheggiare dove non deve. Per il corso di amministratore invece non c’è nulla da fare, lui non imparerebbe mai come amministrare bene ed ormai è troppo tempo che fa l’amministratore per sperare che impari a farlo nell’interesse dei cittadini.


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POLITICA
6 ottobre 2007
AEROPORTO A FROSINONE

I Verdi della provincia di Frosinone esprimono piena solidarietà al partito della rifondazione comunista per l’attacco e la successiva estromissione dalla giunta (ora congelata, il nostro presidente provinciale è sempre pronto a cambiare idea in poche ore) subita dal presidente della provincia Scalia.
La posizione del Prc sull’aeroporto è la stessa che abbiamo noi Verdi di Frosinone. Una posizione comune a quanti non sono disposti a vedere sacrificata la salute dei cittadini e l’ambiente sull’altare di fantomatici e non dimostrabili vantaggi economici.
La presa di posizione del presidente Scalia, che estrapola solo alcune parti del programma elettorale, è tanto più inaccettabile se si pensa che a livello nazionale noi della Sinistra popolare, il termine radicale poco spiega che tipo di sinistra vogliamo rappresentare, veniamo attaccati perché il 20 ottobre manifesteremo per ricordare al nostro governo gli impegni assunti nel 2006.
Estrapolare alcune parti del programma per cercare di difendere una scelta che va contro l’interesse dei cittadini della Ciociaria è una manovra arrogante che non possiamo accettare. Una manovra che svela la vera anima del nascente Pd, un partito che, nella nostra provincia in particolare, vuole egemonizzare ogni posto, ogni decisione.
La normale dialettica politica dovrebbe essere il fulcro dell’azione di ogni buon politico, arrivare a formulare dei diktat inaccettabili è segno di debolezza da parte di chi cerca di imporre le proprie idee senza ascoltare le ragioni degli altri.

Nelle prossime ore riumiremo le forze dela Sinistra per dimostrare una volta di più che anche su questo punto la Sinistra dell'Unione è pronta a parlare con una sola voce.



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POLITICA
30 settembre 2007
Piazza Giorgio Almirante

Il Sindaco di Pofi (FR) Ennio Bove, ha deciso di cambiare intitolazione ad una piazza che in passato era stata dedicata a Giorgio Almirante il fascista, repubblichino, segretario del movimento sociale italiano.
Una scelta che deve essere fatta dal consiglio comunale di Pofi e che ha scatenato una serie di attacchi al sindaco.
Il consigliere comunale di An di Frosinone, Bracaglia ha dichiarato <<Non entro nel merito della vicenda, su cui tanto si è detto e tanto si è dibattuto, perché mi disgusta! Dico soltanto che in ogni città d’Italia dovrebbe esserci una piazza intitolata a Giorgio Almirante>>.
Franco Fiorito, consigliere regionale di An ha dichiarato << Come consigliere regionale, come uomo politico che ha visto in Giorgio Almirante l’ispiratore della propria crescita politica, mi opporrò con tutte le mie forze affinché sia impedito a “questi uomini” pseudo amministratori, di compiere assurdi e inammissibili gesti come questo>>
Il presidente della provincia Scalia (margherita) ha scritto al sindaco Bove “Si può anche non concordare con il pensiero politico di Almirante ma ciò non significa disconoscerne l’onestà intellettuale, l’impegno civile, la visione della politica come assunzione di responsabilità, lo stile, le doti oratorie, il prestigio che gli veniva riconosciuto dentro e fuori dal Msi, e che hanno costituito e costituiscono esempio di correttezza e coerenza”.
Il consigliere Bracaglia dovrebbe essere disgustato dalla storia personale di Almirante, da quello che ha fatto e detto nella sua vita, da quando divenne uno dei maggiori sostenitori della superiorità della razza, fino ad arrivare ad arruolarsi nella repubblica d Salò.
A Fiorito vorrei ricordare che assurdi e inammissibili gesti sono quelli commessi da amministratori come lui che non potendo ricandidarsi a sindaco si fa nominare city manager della bella cittadina di Anagni (Fr), continuando così nella sua opera di insabbiamento di una delle perle della ciociaria.
Al presidente Scalia vorrei chiedere se quando parla di “esempio di correttezza e coerenza” si riferisce all’Almirante fascista o ad un’altra persona, perché se Almirante è stato coerente vuol dire che mai ha sinceramente rinnegato il suo passato di fascista. Talmente coerente anche nella vita privata che si batté contro il divorzio per usufruirne e risposarsi.
Mi sembra doveroso ricordare a questi politici “ignoranti” chi era Almirante, un politico che tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta si schierò per la reintroduzione della pena di morte, contro la legalizzazione dell'aborto, e sostenne i provvedimenti del governo Craxi per l'attuazione del decreto legge per la liberalizzazione del mercato televisivo, riportando le sue parole.
Almirante, già nell'ottobre del 1938, affermava che "il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un'imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera".
Ancora nel maggio del 1942 Almirante, nell'articolo "Contro le pecorelle dello pseudo-razzismo antibiologico", ribadiva l'adesione del regime alle tesi razziste rispondendo alle accuse che le indicavano come un corpus estraneo alla cultura cattolica e nazionale: "Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo".

Mi chiedo se debba vergognarsi un sindaco che vuole cancellare l'intitolazione di  una piazza o coloro i quali hanno dedicato in passato una piazza ad un politico con un passato del genere.


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permalink | inviato da chemako il 30/9/2007 alle 9:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (51) | Versione per la stampa
SOCIETA'
19 agosto 2007
ANGELI E DEMONI

In questo periodo sono molti gli argomenti che meritano di essere trattati, da Bush e Putin che giocano alla guerra fredda dimostrando che l’idiozia è una “qualità” fondamentale che un uomo deve possedere per aspirare a diventare il presidente di una grande potenza, agli assassini che usano l’automobile come un’arma, ai politicanti che propongono scioperi fiscali, ma la cosa che più mi ha fatto riflettere è lo sguardo di un bambino che ieri sera alle 22 stava chiedendo l’elemosina ad un semaforo del centro di Cassino (Fr).

Non è il primo bambino che nelle nostre ricche città è sfruttato, umiliato e maltrattato dagli adulti, da quelli che lo hanno venduto, da quelli che lo sfruttano e lo picchiano, da quelli che girano la testa dall’altra parte per evitare di dar soldi e da quelli che lo evitano perché sporco  e non bello profumato come i nostri bambini tutti griffati.
Ogni sera vedo bambini e bambine che corrono verso la stazione per prendere il treno che li riporterà dai loro aguzzini, i loro visi sono segnati, sono visibili i calchi di un’infanzia negata, di una vita che per loro ha solo la certezza di dolore e povertà, di una vita che non può nemmeno permettersi di sperare in un futuro migliore perché questi “angeli” non conoscono altro che sofferenza.
Non possiamo dire di vivere in un paese civile finché un solo bambino sarà costretto a soffrire per volontà di noi adulti. Non possiamo dire di vivere in un paese civile finché non stroncheremo questa tratta degli schiavi, non possiamo dire di vivere in un paese civile finché tutti, dalle istituzioni all’ultimo cittadino, preferiremo voltarci e non vedere che schifo di mondo abbiamo contribuito a creare.




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politica interna
8 agosto 2007
IL SALTO DELLA QUAGLIA

Qualche mese fa ho conosciuto Maurizio Verrecchia, un consigliere comunale di opposizione a Cassino.
Chiacchierando con un amico comune abbiamo affrontato la questione amministrazione comunale.
Vista la mia chiara opposizione al centrodestra che governa Cassino ho subito palesato quali guasti stia producendo l'amministrazione del sindaco Scittarelli. Ho detto a Maurizio che la colpa maggiore di questa amministrazione è l'aver fatto recepire alla cittadinanza che il furbastro è privilegiato nei riguardi del cittadino onesto, che a Cassino mancava la cultura della legalità. Lui mi ha dato ragione ed ora con sorpresa apprendo dai giornali locali che lui da consigliere di opposizione è diventato consigliere di maggioranza...non ho parole, o meglio le ho ma preferisco dirle quando lo incontro.


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29 maggio 2007
SCIPPARELLIK COLPISCE ANCORA

“Scipparellik” colpisce ancora. L’amministrazione comunale di Cassino (FR) guidata dal sindaco Scittarelli (UDC), dopo aver raddoppiato in modo retroattivo la Tarsu, intensifica le strisce blu per fra fronte alle sempre più disastrate casse comunali.
Di notte come novelli carbonari hanno realizzato nuove strisce blu nelle poche aree ancora non colpite dalla mannaia dei parcheggi a pagamento. Un piccolissimo triangolo libero tra infinite strisce blu all’inizio del Corso della Repubblica è diventato a pagamento, via Garigliano ha subito l’attacco delle strisce blu anche sul lato lasciato libero fino ad ora (non è stato lasciato nessun parcheggio riservato ai diversamente abili). Ormai le strisce blu sono una costante per i cassinati e per le persone che per lavoro o per fare acquisti devono recarsi a Cassino.
La sistematica realizzazione di strisce blu ha la sua apoteosi in Via Bembo, una minuscola strada situata al centro della città, dove si può parcheggiare a pagamento su entrambi i lati della carreggiata, rendendo difficoltoso il tragitto.
A Cassino è diventato impossibile parcheggiare, lo zelo degli ausiliari addetti alla verifica del pagamento dei parcheggi  è famosa, basta sostare per vedere subito materializzarsi gli ausiliari per controllare se si è pagato. Da contraltare a questa solerzia c’è l’assoluta mancanza di controllo per tutte le altre infrazioni. A Cassino si può parcheggiare sulle strisce pedonali, sugli accessi per i diversamente abili, in mezzo alle rotonde (basta andare in largo Dante per verificare che la rotatoria non è altro che un parcheggio), oppure in divieto di sosta, "caro" (quanto costi ai cittadini) sindaco l’esempio è fondamentale.



(foto realizzata 25 giugno 2005, davanti la facoltà di Ingegneria di Cassino).

Cassino è conosciuta nel mondo, a causa della tremenda distruzione subita durante la seconda guerra mondiale,  come Città Martire, ora non si capisce perché deve continuare a soffrire a causa di una pessima amministrazione.

PS: Scittarelli è anche l'unico sindaco al mondo che ha concesso la cittadinanza onoraria al concreto collaboratore della mafia  non condannato grazie alla prescrizione.




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lettera aperta
al compagno Luigi

9 dicembre 2005

Compagno Luigi,
ti chiamo compagno, in quanto mangiamo alla stessa tavola della lotta e condividiamo il pane della rabbia e della voglia di cambiare.
Diversi impegni tengono noi entrambi su una corda, come dei funammboli con la benda sugli occhi e senza alcuna protezione sotto di noi.
A volte accadono delle cose e si perde l'equilibrio, col rischio di cadere per terra, col rischio di morire dentro. Ma spesso, quando un funambolo perde l'equilibrio, c'è sempre uno che, tenendosi stretto a una corda d'emergenza, gli va incontro e gli tende una mano.
Così vorrei fare io con questo post. E non preoccuparti di prendere, oltre alla mano, anche il braccio; sei un compagno, è il minimo che possa darti.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

[
c'è bisogno di dire il titolo e l'autore di questa canzone?]

un abbraccio,
Nicola

  
Che Guevara
assassinato il 9 ottobre 1967


Ingrid Betancourt
rapita il 23 febbraio 2002


Peppino Impastato
assassinato il 9 maggio 1978


Rosario Livatino
assassinato il 21 settembre 1990





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