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luigirossi
il blog di chemako
17 novembre 2013
Tra finte scissioni e risate al telefono, l'Italia sprofonda.
Vendola disintegra Sel perché il suo comportamento è osceno per la risata indegna su come il potere economico azzanna l'informazione che prova ad essere libera e scomoda (una rara eccezione in Italia) e pericoloso per le ragioni che evidenzia ottimamente il mio amico Massimo Pulpito <<Provo a spiegarlo con pazienza (che non ne ho più). In quella telefonata, se l'avete sentita, Archinà parla a Vendola di una "scivolata" da parte del direttore dell'Arpa Assennato. E che cosa avrebbe fatto mai, Assennato, che ha fatto imbestialire i dirigenti Ilva? Aveva rivelato che i livelli di benzo(a)pirene sono altissimi a Taranto e ci stanno avvelenando. L'avete sentita la telefonata? Che cosa risponde Nicolino? Difende il direttore dell'Arpa? Manco per il cazzo. Tra una risata e l'altra, tranquillizza Archinà, dice che lui non si è defilato, che insieme devono ridare garanzie, che però lui non può mettere la faccia. E' per questo che è indagato, Nicolino, perché dopo risulta che abbia fatto il cazziatone ad Assennato. La risata di cui parlano tutti è solo una vergognosa aggravante. Il vero punto è che lui tranquillizzava i dirigenti Ilva, invece di metterli alle strette, e intanto chiamava "provocatori" i giornalisti che chiedevano conto dei morti di tumore. E rideva.>>; il delinquente brianzolo prova a salvare il salvabile fingendo una scissione in modo da potersi ripresentare agli elettori come colui che non ha appoggiato questo governo assassino (non trovo termine migliore per definire le politiche economiche, sociali e militari di questo governo), peccato che questo governo, come il governo Monti, sono suoi figli, inutile nascondersi; Formigoni accetta la scissione per cercare di salvarsi e per trovare un posto nel caso il ducetto di Arcore uscisse di scena; Renzi continua a giocare alla ruota della fortuna di Mike Bongiorno, dimenticando di fare proposte concrete, ma con l'unico scopo di provare a diventare presidente del Consiglio; D'Alema terrorizzato dall'uscita di scena del ducetto, prova ad utilizzare l'onesto Cuperlo; i democristiani del Pd (ormai quasi tutto il partito) sale sul carro di Renzi per paura di perdere la poltrona; Casini scalpita per poter aderire a questa fantomatica nuova DC, come sempre è interessato alla poltrona che da sempre fa sopravvivere Azzurro Caltagirone, il diversamente cattolico credente e praticante.
Tutti stanno lavorando per la propria poltrona o per la propria impunità, nessuno per risollevare un paese in declino costante e senza nemmeno la speranza di futuro.
Nota a margine, sto ancora aspettando che il peggior presidente della Repubblica dica qualcosa sul comportamento del suo ministro della giustizia, suo ministro, perché ricordiamocelo sempre che se questo è il governo del Pd-Pdl, il regista è sempre Napolitano.
POLITICA
11 novembre 2009
D'Alema e Berlusconi: i due compari
 



La nomina di D’Alema a “ministro degli esteri dell’Europa” costituisce un grande pericolo per la sinistra italiana e per chi crede che un’alternativa credibile a Berlusconi possa esistere in questa povera nazione massacrata da tanti, troppi politicanti saliti al potere negli ultimi 20 anni.
Oggi di politica in Italia si parla solo di presidenti di regione che vanno a divertirsi con le trans e le prostitute con le auto blu; di presidenti del consiglio chiamati maiali dalle proprie mogli; di adoratori di Odino e del dio Po che diventano crociati a difesa del crocefisso. Molto gossip e non solo che serve soltanto a depistare o a diluire le vere notizie: squallidi sottosegretari e ministri della difesa e della giustizia che invece che punire chi uccide in carcere cercano assurde difese per gli assassini; candidati in pectore alla presidenza della regione Campania che vengono indagati “per essere i candidati della camorra”; direttori del Tg1 che trasformano il telegiornale di Stato in un megafono al servizio del ducetto di Arcore; presidenti del consiglio che cercano di imporre leggi per evitare condanne certe. Gli italiani vivono oggi la politica come una grande Novella 3000, tutti in cerca di foto morbose, con grande gioia dei soliti noti che continuano a detenere il potere alle spalle nostre, eterno popolo bue.

In questa marea di notizie gettate in pasto alle persone, tra un grande fratello e una scenata in Tv della Santanchè (da donna del dito medio agli studenti a grande sostenitrice del chiesa cattolica, esempio di donna di grande coerenza, cattolica che ha figli fuori dal matrimonio), la notizia inquietante per l’opposizione è la possibile nomina di D’Alema, inquietante per due motivi.
Il primo è che visto la sponsorizzazione di Berlusconi dobbiamo temere quale sarà la merce di scambio che il Pd di Bersani (di D’Alema) dovrà dare a mister B.
Il secondo è che dopo l’esilio di lusso di d’Alema corriamo il serio rischio di ritrovarcelo come candidato di “grande spessore” pronto a guidare il centro-sinistra all’ennesimo tonfo.


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politica interna
18 ottobre 2009
L'ultima speranza: Ignazio Marino, Luigi De Magistris, Claudio Fava e Monica Frassoni
In questa Italia ormai alla frutta, derisa dagli organi di stampa dei paesi occidentali, sembra non aver fine questa deriva politica, sociale e culturale. In questa situazione decadente è facile per il ducetto di Arcore affermare il culto della propria persona. Come un novello Caligola riempie il Parlamento, da lui ogni giorno deleggitimato, con tanti somari servili. Acquista giovani avversari alla Capezzone per aumentare il livello di scontro con un'opposizione che non c'è, arruola giovani donne per soddisfare il voyeurismo tipico di noi italiani. Le sue televisoni riempiono la testa dei telespettatori di fesserie alla Maria De Filippi, di finte trasmissioni di sinistra gestite dal sinistro piduista Maurizio Costanzo, i suoi giornali diventano armi puntate contro ogni minima opposizione, giornali guidati dai vari Signorini e Feltri, due comandanti dei plotoni di esecuzione, pronti a "fucilare" ogni persona che si oppone al pensiero unico di Arcore. Tutta la propria azione mira a creare una cortina fumogena per meglio poter agire per i propri interessi economici e per sfuggire alla giustizia. L'opposizione invece di evidenziare questa azione tipicamente sovversiva perde tempo come fa Franceschini o peggio si presta ad ennesimi inciuci alla D'Alema.
Oggi in Italia c'è una sola speranza per raddrizzare questa situazione da dittatura borderline: Ignazio Marino segretario del Pd, Luigi De Magistris segretario dell'Idv e Claudio Fava leader della Sinistra (da ex Verde dico anche che Monica Frassoni è l'unica capace di guidare una forza ecologista credibile).
politica interna
13 luglio 2009
Prevedo una marea di iscritti per il Pd

Avevano preparato tutto con i soliti ingredienti: due candidature (Bersani e Franceschini) sponsorizzate dai soliti noti (D’Alema e Veltroni), qualche “giovane” (Debora Serracchiani) alla quale è stato concesso un guinzaglio più lungo per un po’, per poi esser riportata a cuccia (tandem con Franceschini, con la benedizione di Fassino), finti allontanamenti dal dibattito interno (Veltroni l’Africano) per poter essere speso come leader super partes in un futuro prossimo, i soliti politicanti di secondo piano divisi in parti uguali tra i due contendenti. Il tutto senza parlare di piattaforme programmatiche, di idee, di strategie, di ferma opposizione al duetto di Arcore: tra Bersani e Franceschini nessuno sa dire quali sono le differenze sostanziali, se si escludono gli sponsor che hanno alle spalle.
Poi arriva Ignazio Marino con la sua candidatura semi indipendente (l’ombra di Bettini è inquietante) è comincia a sparigliare le solite carte, iniziano le prime tensioni, i primi commenti del tipo “è un professionista capace, ma non è in grado di gestire un grande partito”, Marino non contento giustamente solleva la questione morale e gli immorali che governano il Pd insorgono (dalla Bindi alla Binetti, dalla Melandri alla Finocchiaro), guai parlare di questione morale in casa degli immorali.
Ci mancava il colpo di teatro e chi se non Beppe Grillo poteva concretizzarlo. La candidatura di Grillo ha subito terrorizzato i pupi e i loro pupari, per il solo fatto di aver detto che vuole concorrere hanno subito iniziato a rilasciare dichiarazioni farneticanti. Bersani
Il Partito democratico è «una cosa seria» e certamente non un «autobus dove uno salta su per fare un giretto». Quella di Beppe è «una proposta che testimonia che abbiamo allestito un partito che può essere ritenuto come un’occasione sulla quale saltar su per sviluppare la propria politica»”. Fassino (a proposito mi piacerebbe chiedere a Debora Serracchiani perché Bersani è apparato e Fassino no) “Non c’è alcuna ragione per pensare che Grillo possa essere candidato alla segreteria del Pd nessuno è preoccupato dalla candidatura di Grillo. Il partito è una cosa seria e ha delle regole. Grillo non è iscritto e non si riconosce nel Pd. Se Grillo vuol fare politica metta in piedi un partito e si presenti alle elezioni." Giovanna Meandri “A Grillo vorrei dire che il Pd non è un tram su cui si può salire all’occorrenza. Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita non può candidarsi a guidarlo.”
Il solo Ignazio Marino ha dichiarato “Seguendo le regole della democrazia, chiunque ha le carte e le firme lo può fare. Io non giudico le persone, se Grillo arriverà con una mozione strutturata e risposte concrete sui temi che preoccupano le persone che vivono nel Paese, non vedo perchè debba essere escluso”.
Ignazio Marino è l’unico che conosce il regolamento interno del Pd per presentare una mozione congressuale, gli altri non sanno nemmeno di cosa si parla.
Viva Ignazio Marino e viva Beppe Grillo, questa volta una benefica onda rischia di travolgere tutto e di ridare vita ad un partito nato morto.

POLITICA
6 febbraio 2009
Io so



Io so
che è vomitevole ascoltare Barbara D’Urso (ma anche tutti i suoi colleghi) che conduce una trasmissione sul caso Eulana.
Io so che Mastella che parla di Eulana è una vergogna.
Io so che Mastella è una vergogna.
Io so che quelle persone che si sono gettate sul cofano dell’ambulanza di Eulana per bloccarla sono esseri spregevoli, che non hanno a cuore la sorte di una ragazza, ma solo sciacalli che cercano notorietà.
Io so che un governo che vuole far continuare l’agonia di Eluana solo per calcolo politico è da disprezzare.
Io so che questo governo è abituato a fare leggi e decreti per bloccare le sentenze e il corso della giustizia.
Io so che Beppino Englaro è un grande uomo che ama sua figlia.
Io so che ho apprezzato Santoro che non ha voluto parlare del caso Eulana.
Io so che è ridicolo ascoltare Ghedini, avvocato di Berlusconi pagato con la nomina in parlamento (la sua parcella la paghiamo con le nostre tasse) parlare di giustizia.
Io so che Marco Travaglio e Genchi hanno distrutto Ghedini ieri sera.
Io so che Pierluigi Battista è un giornalista ridicolo, so che il Corriere della sera vice diretto da questo figuro è un foglio di carta nemmeno buono per raccogliere la cacca del cane.
Io so che è giusto intercettare.
Io so che un politico onesto non deve aver paura delle intercettazioni.
Io so che Salvatore Borsellino è un uomo forte e coraggioso.
Io so che nel parlamento italiano i politici onesti sono in via d’estinzione.
Io so che la televisione italiana che il prima serata trasmette reality e alle 23:45 lo spettacolo di Giobbe è ridicola.
Io so che è un’estorsione far pagare il canone Rai per trasmettere le vomitevoli trasmissioni condotte da Bruno Vespa (che tradotto nella lingua dei nativi americani suona più o meno così “nato per leccare il culo ai (pre)potenti”).
Io so che pago volentieri il canone Rai se mi fanno ascoltare Grillo, ma mi fa incazzare pagare per sentire parlare Ghedini.
Io so che D’Alema non è di sinistra.
Io so che Veltroni, oltre a non essere di sinistra, non è Obama.
Io so che Latorre, l'uomo dei pizzini a Bocchino non si è dimesso e il partito non lo ha cacciato.
Io so che Rutelli e la Finocchiaro dopo aver perso sono stati premiati.
Io so che l’unica speranza è mandare Veltroni in Africa sulla barca di D’Alema.
Io so che in Africa hanno tanti problemi che non è giusto dare loro anche Veltroni e D’Alema.
Io so che in Italia tutti parlano di morti sul lavoro ma nessuna fa niente per fermare questi omicidi.
Io so che far denunciare dai medici i clandestini che hanno bisogno di cure è inumano.
Io so che se un ministro che ha azzannato la caviglia di un poliziotto non può fare il ministro dell’interno.
Io so che l’unico parlamento pieno di indagati e condannati è il nostro.
Io so che un candidato deve essere candido, immacolato per poter rappresentare i cittadini.
Io so che Obama non accetta ombre sui suoi collaboratori.
Io so che in Italia essere delinquente è la scorciatoia per entrare in parlamento.
Io so che l’Italia è un paese senza Politica.
Io so che l’Italia è un paese in mano ad un’oligarchia che finge di litigare ma che si accorda per tutelare il potere acquisito.
Io so che l’ultimo politico di sinistra italiano è stato Occhetto.
Io so che purtroppo Occhetto non era Berlinguer.
Io so che dopo Occhetto siamo precipitati in un baratro rappresentato dal duo Veltroni-D’Alema.
Io so che un gruppo di “disoccupati” è andato a Monte Citorio a gettare volantini contro la vergognosa legge truffa sulle europee.
Io so che questi disoccupati sono patetici e che invece di fare simili sceneggiate dovrebbero capire perché il Popolo della sinistra non li vota.
Io so che questi disoccupati dovevano pensare prima a non contribuire, con la loro non politica, all’ingrossarsi del popolo dei veri disoccupati e dei precari. Oggi lavorerebbero ancora.
Io so che alle prossime elezioni europee non voterò e assisterò alla rovina di tutta la pseudo sinistra e del finto partito democratico.
Io so che solo da una cancellazione totale si potrà ripartire per far rinascere una vera sinistra in Italia.

POLITICA
20 novembre 2008
Alle elezioni europee non andrò a votare

Come riporta Marco Travaglio su l'Unità di ieri "Tutti gli eurodeputati italiani presenti - Pd, Pdl, Lega e sinistra “radicale” - han votato per salvare D’Alema (a parte Pannella, Cappato e Ferrari, più Casini astenuto)... Il Parlamento europeo ha coperto tutto con immunità tombale: i pm non potranno valutare, come avevano chiesto, se quelle parole configurino per caso un concorso nell’aggiotaggio di Consorte".

Bene con questa presa di posizione degli europarlamentari italiani finalmente posso sciogliere il dubbio che rischiava di accompagnarmi fino alle elezioni europee di giugno 2009: votare o non votare.
Non andrò a votare perché questi politicanti hanno agito come al solito proteggendosi a vicenda. D'Alema ora è il campione da difendere e tutelare anche per la pseudo sinistra radicale; in lui vedono la speranza di costruire un'alleanza elettorale finalizzata a difendere le poche poltrone rimaste.
D'Alema è sicuramente innocente, ma da libero cittadino sogno che a deciderlo siano i magistrati e non i suoi sodali.


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politica interna
27 agosto 2008
Nuova compagnia aerea: orrore nei cieli

Ho letto i nomi della cordata che prova a dare seguito alla balla elettorale sparata da Berlusconi in campagna elettorale e un conato di vomito mi ha colpito.

Roberto Colaninno: il "capitano coraggioso" di D'Alema, l'uomo che ha iniziato l'indebitamento di telecom continuato con "grande maestria" da Tronchetti Provera, altro uomo della cordata (i dipendenti Alitalia dovrebbero avere gli incubi a questa notizia, basta chiedere asi dipendenti Telecom che razza di imprendidore è il tronchetto dell'infelicità), e padre di Matteo, nominato deputato da Veltroni per "meriti" paterni. In poche parole la paghetta al figlio di Roberto Colaninno la paghiamo noi italiani.
Gruppo Benetton: un gruppo famoso per chi percorre le autostrade italiane e per essere campione dello sfruttamento degli ultimi. 
Gruppo Aponte: del padrone delle navi da crociera Msc e di tutto il trasporto dei container via mare. Basta chiedere ai Liguri per sapere di chi si sta parlando. 
Gruppo Riva: nel 2001 il Tribunale di Taranto ha dichiarato Emilio Riva, il figlio Claudio ed altri dirigenti Ilva colpevoli di tentata violenza privata, per avere demansionato un gruppo di impiegati dell'Ilva nel 1998. La sentenza è stata confermata nel 2006 dalla corte di Cassazione. Nel febbraio del 2007 Emilio Riva è stato condannato a tre anni di reclusione e Claudio Riva a 18 mesi per omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro e violazione di norme antinquinamento, con riferimento alla gestione della cokeria dell'impianto di Taranto.
Marcegaglia: il gruppo della presidentessa
Gruppo Ligresti (attraverso Fonsai):  leggete
qui, non serve aggiungere altro
Francesco  Bellavista Caltagirone: marito di Rita Rovelli, figlia di Nino, il grande corruttore del caso Imi-Sir e "
amico" dei furbetti del quartierino.
Intesa Sanpaolo: il gruppo che fino al 2007 ha fatto soldi con la partecipazione a operazioni finanziarie che riguardano il commercio e la produzione di armi e di sistemi d'arma.

Poi ci sono altri soci Equinox, Clessidra, Gruppo Fratini (attraverso Fingen), Gruppo Toto, Gruppo Fossati (attraverso Findim), Gruppo Gavio (attraverso Argo), Davide Maccagnani (attraverso Macca), ma il mio stomaco è collassato e devo subito correre in bagno.

Il mio paese

POLITICA
25 gennaio 2008
I VERI RESPONSABILI DELLA CADUTA DEL GOVERNO

La caduta del governo Prodi non è da attribuire al sindaco di Ceppaloni. Il meschino Mastella resta, come direbbe il grande Totò, uno quaquaraquà, un pessimo ministro che per paura di sparire politicamente (ogni proposta di legge porterà all’ovvia sparizione di un partito inutile e rappresentativo solo di Ceppaloni) e per paura delle inchieste (non parlo di quella ridicola di Santa Maria Capua Vetere, ma di quelle di pm come De Magistris) ha deciso di passare tra le fila di una coalizione che potrà condividere fortemente le sue stesse paure nei confronti della magistratura.

Le colpe di questa caduta partono da lontano.

La colpa è di Antonio Di Pietro che, se avesse continuato il lavoro iniziato con Mani Pulite, ci avrebbe fatt avere oggi un parlamento con meno Cirino Pomicino, De Michelis e compagnia di giro.

La colpa è di Antonio Di Pietro che non ha preteso il ministero della Giustizia.

La colpa è di D’Alema e Veltroni, che continuano a guerreggiare tra di loro infischiandosene degli interessi degli italiani.

La colpa è di Otello-Veltroni che, accecato dalla voglia di liberarsi di Desdemona-Prodi e mal consigliato dal suo Iago-Bettini, ha sacrificato l’Unione per correre da solo, una corsa che lo porterà per fortuna a sbattere contro un muro.

La colpa è di Rutelli (il mangiatore di cicoria) che ha deciso di nominare in parlamento (soprattutto al senato, mostrando per l’ennesima volta una incapacità politica assoluta) personaggi che non hanno portato nessun voto aggiuntivo al centro-sinistra come la Binetti, Carra, Bobba (che hanno minato il governo dall’interno, con il loro servilismo nei confronti di Ruini), Polito (inutile giornalista e inutile senatore, sempre pronto a sparare alzo zero verso gli alleati), Fisichella (monarchico, alleanzino, novello cavallo di Troia, pronto a tradire alla prima occasione buona), Dini e il suo scudiero (uomini di destra, una destra becera e spregiudicata sul piano economico, pronti a tradire per un pezzo di pane).

La colpa è di Bertinotti che per la comoda poltrona di presidente della camera ha rinunciato a diventare ministro del lavoro, tradendo il desiderio di milioni di lavoratori che speravano in un governo dalla loro parte.

La colpa è di Pecoraro Scanio che ha voluto fare il presidente di partito e il ministro, riuscendo a farsi attaccare su ambedue  i fronti.

La colpa è di Diliberto che ha mandato al governo il timido Bianchi invece che una persona capace di contrastare la deriva centrista.

La colpa è della sinistra che ha accettato di allearsi con chiunque pur di vincere le elezioni. Una sinistra che ancora non capisce che bisogna abbandonare la bizzarra idea della federazione ma fondare un moderno partito unitario di sinistra, un partito con le radici piantate nel glorioso passato comunista, socialista e ambientalista ma che guarda con occhio moderno alle sfide che ci aspettano.

La colpa è di Prodi che non ha insistito per fare una legge seria sul conflitto di interessi (non la barzelletta di Gentiloni) e una legge elettorale onesta subito.

La colpa è della Margherita e dei Ds che per timore hanno evitato il ministero della Giustizia offrendolo alla persona meno adatta.

Il risultato di questa somme di colpe ci porterà a nuove elezioni in un momento in cui il mondo teme una recessione. Siamo proprio un paese barzelletta.
Altro risultato importante è stata la distribuzione di fondi  a Confindustria e nulla ai lavoratori.

Ovviamente se si andasse ad elezione con una legge elettorale che non permetta ai cittadini di scegliere il candidato, personalmente non andrò a votare e mi adopererò per il non voto…cosa da poco, ma visti i risultati delle ultime elezioni anche pochi voti possono essere determinanti.

POLITICA
3 gennaio 2008
Pd: partito devastato
Il modo migliore per capire il Pd è leggere i due giornali di partito: l'Unità e Europa. E' istruttivo leggere gli articoli sullo stesso argomento e trovare quasi sempre posizioni diverse, spesso opposte.
In queste ultime ora abbiamo assistito a vari scontri, tra tutti
la Turco contro la Binetti, D'Alema contro Franceschini.
Mi chiedo, ma quando hanno deciso di fare un partito insieme oltre a pensare alle poltrone e al potere si sono confrontati sui contenuti, hanno trovato punti in comune? Perché non sono rimasti Margherita e Ds se in comune non hanno ideali ed idee?
Il Pd è la dimostrazione che ormai la politica italiana è solo una sommatoria di politicanti pronti a tutto pur di non perdere il potere acquisito.

POLITICA
4 dicembre 2007
FORLEO, BERTINOTTI E BERLUSCONI

In queste ore tre notizie continuano a ronzarmi in testa.
La prima è la questione relativa al giudice Clementina Forleo. La mia avversione per D’Alema è notoria, per me rappresenta tutto quello che un politico che si definisce di sinistra non deve fare. La faccenda Unipol merita attenzione, non mi è mai piaciuta la volontà della casta di autoassolversi e di chiudersi nella cittadella del parlamento per resistere alle legittime richieste di spiegazioni che il popolo chiedeva, ma la Forleo scegliendo di farsi difendere dall’avvocato Giulia Buongiorno è riuscita a farmi pensare, per un secondo, che Massimo D’Alema non ha tutti i torti. Ovviamente ognuno è libero di scegliersi il proprio difensore, ma scegliere un avvocato che ha fatto passare per assoluzione (insieme ai giornalisti indecenti) la prescrizione di Giulio Andreotti non depone a suo favore. Altro fattore quantomeno inopportuno della scelta di farsi difendere dalla Buongiorno è il fatto che dopo aver indagato su uomini politici dei Ds, ora si fa difendere da una nominata in parlamento di An.
La seconda questione è l’intervista di Bertinotti nella quale dice che il “centrosinistra ha fallito”. Il presidente della camera dimentica di dire che il centro-sinistra ha iniziato a fallire quando lui, invece di far parte del governo, ha scelto la comoda poltrona di presidente della camera. Ho sempre sostenuto che la presenza di Bertinotti nel governo era fondamentale per dimostrare che la sinistra è capace di fare proposte vincenti. Bertinotti doveva pretendere il ministero del lavoro.
La terza riguarda il prescritto fai da te di Arcore. Questo politicante ha militarizzato per cinque anni un parlamento facendo eleggere i suoi dipendenti (avvocati, commercialisti, soubrette) e facendoli lavorare per l’esclusivo interesse del padrone. Non contento di questo “ottimo” risultato ha deciso, dopo aver rubato un grido da stadio per dare nome al suo partito di plastica, di saccheggiare la Sinistra di due parole insite nel proprio DNA: Libertà e Popolo. 



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POLITICA
13 settembre 2007
D'ALEMA E FASSINO HANNO RAGIONE...

D’Alema e Fassino sono innocenti, la Forleo sbaglia…mi chiedo perché questi due illustri politici italiani si stanno stracciando le vesti per evitare che la Forleo possa utilizzare intercettazioni prive di contenuti utili a suffragare una qualsiasi minima accusa nei loro confronti. Questi due traghettatori (così si definisce Fassino) che hanno portato un grande partito italiano di sinistra nella palude di centro.
Da Berlinguer si è passati ad Occhetto, per poi finire in una terribile discesa che inizia con D’Alema e continua con Veltroni e Fassino per poi rimpastarsi con parte della Dc e formare un partito “nuovo” con nuovi uomini e imporre (le primarie sono false, Ds e Margherita hanno già deciso quali regioni saranno di un partito o dell’altro) il “nuovo” Veltroni.

La prova dell'inutilità delle primarie è data da un articolo del Corriere della Sera del 10 Settembre "A suscitare l'indignazione di Parisi (ministro del nascente Pd) un trafiletto dell'Unità in cui si legge che i diessini piemontesi hanno chiesto a Veltroni di sciogliere il nodo delle candidature alla segreteria regionale. I contendenti sono due: Gianfranco Morgando e Gianluca  Susta, entrambi della Margherita. ma, come ha spiegato Fassino, l'accordo nazionale tra Ds e Dl prevede che sia il secondo, un rutelliano di ferro, il prescelto"

Vi chiedo a cosa serve andare a ratificare scelte prese dall'alto, le primarie del 14 Ottobre sono una riedizione peggiorata della porcata di legge elettorale fatta dalla destra con il placet dell'Unione. Chiedono agli elettori di ratificare le loro scelte, non di decidere da chi farsi rappresentare come sarebbe naturale.

Il 14 Ottobre non si potrà andare al mare ma invece di perdere tempo per una finta competizione troviamo tutti un’occupazione più utile e lasciamoli soli questi politicanti, figli di una casta che ormai si è arroccata nel fortino del parlamento per paura del Popolo.
Il Popolo che forse riuscirà per una volta a destarsi dal sonno imposto da anni di bombardamento mediatico di televisioni e giornali pronti a servire i soliti potenti ed a nascondere la realtà dei fatti.

Il V-day rappresenta l’inizio della riscossa della Politica; rappresenta l’ultima possibilità che abbiamo per cambiare, altrimenti saremo condannati ad essere gestiti dai soliti nomi che non hanno interesse a migliorare il nostro Paese e la vita di tutti i cittadini.

POLITICA
2 settembre 2007
BERLUSCONI AVEVA RAGIONE

SOTTOTITOLO: "GRAZIE" D'ALEMA DI AVERLO FATTO CAPIRE A TUTTI NOI

La sinistra dell’Unione ha deciso di partecipare alla manifestazione organizzata da Liberazione e Il Manifesto per il 20 Ottobre.
Una manifestazione che protesta contro l’intesa governo sindacati sullo stato sociale perché ritenuta timida. In questa occasione non voglio entrare nel merito della questione, voglio però evidenziare l’ipocrisia di alcuni politici, pronti ad attaccare tutto quello che viene da sinistra e pronti a difendere tutto quello che viene dal centro.
Quando il governo approvò il ddl sui Di.Co. il centro iniziò a protestare fino ad aderire a quella manifestazione contro il governo e contro i diritti che è stata il Family day. Nessuno si permise di dire a Mastella, Fioroni e agli altri politici dell’Unione che partecipare a quella manifestazione era assurdo perché si protestava contro una proposta fatta dal governo. La sinistra dovette accettare che i colleghi di governo dissentissero in piazza in maniera plateale contro una decisione assunta dal governo.
Questo stesso metro di giudizio non è utilizzato adesso (ma nemmeno per la manifestazione di Vicenza) quando a scendere in piazza sono i rappresentanti di governo della sinistra.
Mastella, dopo aver partecipato al Family day, ora “coerentemente” protesta “Lo spartiacque è rappresentato dal 20 ottobre prossimo. Se i ministri della sinistra scendono in piazza contro un provvedimento storico e importante come quello sul welfare è crisi di governo, non perché usciremo noi ma perché sarà così. Il Paese non capirebbe perché il governo mette in discussione se stesso”; Veltroni disapprova “Protestare su tutti i temi è lecito, ma quello che proprio non può essere sono i ministri in piazza contro il governo di cui fanno parte”, Prodi dice che i ministri non devono andare in piazza, “dimenticando” che Mastella e Fioroni sono ministri del suo governo e D’Alema, che mai ha commentato i centristi che vanno in piazza, afferma “Io non uso mai l'espressione crisi di governo anche per ragioni di scaramanzia, ma non ho dubbi che se i ministri manifestano contro il governo, questo non fa bene al governo. La loro posizione sarà insostenibilmente contraddittoria. Ci sarà qualcuno, qualche militante che li avvicinerà e gli chiederà: allora perché non ti dimetti?
Scendere in piazza è un segno di debolezza perché vuol dire che non incidi e, in questo caso, non è assolutamente vero. Quando si governa, si governa e non si fanno manifestazioni".

Un discorso che rappresenta il trionfo dell’ipocrisia e la dimostrazione lampante che ormai per D’Alema la sinistra è un peso, per lui esiste soltanto il centro che assicura potere.
Il massimo però si ha quando D’Alema mostra a tutti quanto simile a Berlusconi sia e per giustificare le critiche al governo tira fuori la massima banalità dell’eloquio berlusconiano “Chi governa deve avere l'orgoglio del proprio lavoro. Chi sta al governo dovrebbe difendere e spiegare al Paese i provvedimenti varati. L'esecutivo ha raggiunto però un poco invidiabile record: la distanza massima tra i risultati ottenuti e la capacità di comunicarli all'opinione pubblica”.
Finalmente abbiamo capito, il governo è meraviglioso ha solo difficoltà a farlo capire a noi cittadini. Cambiano i governi ma la musica resta sempre la stessa, loro sono bravi siamo noi gli stupidi che non capiscono.


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lettera aperta
al compagno Luigi

9 dicembre 2005

Compagno Luigi,
ti chiamo compagno, in quanto mangiamo alla stessa tavola della lotta e condividiamo il pane della rabbia e della voglia di cambiare.
Diversi impegni tengono noi entrambi su una corda, come dei funammboli con la benda sugli occhi e senza alcuna protezione sotto di noi.
A volte accadono delle cose e si perde l'equilibrio, col rischio di cadere per terra, col rischio di morire dentro. Ma spesso, quando un funambolo perde l'equilibrio, c'è sempre uno che, tenendosi stretto a una corda d'emergenza, gli va incontro e gli tende una mano.
Così vorrei fare io con questo post. E non preoccuparti di prendere, oltre alla mano, anche il braccio; sei un compagno, è il minimo che possa darti.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

[
c'è bisogno di dire il titolo e l'autore di questa canzone?]

un abbraccio,
Nicola

  
Che Guevara
assassinato il 9 ottobre 1967


Ingrid Betancourt
rapita il 23 febbraio 2002


Peppino Impastato
assassinato il 9 maggio 1978


Rosario Livatino
assassinato il 21 settembre 1990





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