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luigirossi
il blog di chemako
politica interna
28 luglio 2008
Verdi, Pdci e Rifondazione completano il lavoro di Veltroni: la sinistra è morta

In questi giorni si sono svolti i congressi di questi tre partiti, ma visto i risultati dovremmo dire che si sono celebrati i funerali.
I Verdi, invece di bocciare un gruppo dirigente rissoso, che ha portato il partito a raggiungere un risultato ridicolo, hanno deciso di confermare gli stessi dirigenti e la stessa non linea politica. Ufficialmente Pecoraro Scanio è stato messo in un angolo, ma agli occhi dei cittadini elettori resta il “puparo” che tira i fili della Francescato. La nomina di Grazia Francescato rappresenta un salto nel burrone, lei era portavoce prima della nefasta era Pecoraro, lei era quella che al congresso di due anni fa sorrideva abbracciata a Pecoraro, lei è una donna che ha condiviso ogni decisione di Pecoraro. Lei è una dirigente di partito che per sette anni ha seguito fideisticamente ogni capriccio o pretesa del ras. Ora questa stessa donna si candida a rilanciare il paese. Non ha nessuna credibilità, prova ne è il fatto che Pecoraro, assente per tutto il congresso, si sia presentato sul palco per abbracciarla dopo la nomina, un abbraccio che ha “ucciso” qualsiasi afflato di autonomia decisionale.
Ad aggravare una situazione di per se tragica c’è la scelta di dare responsabilità allo stesso gruppo dirigente del recente passato: Lion, Lomelo, Fundarò, De Petris, Cento, Bonelli non sono altro che i politici che hanno guidato il partito durante l’era pecoraio; come possono ora voler rappresentare la classe dirigente in grado di rilanciare il partito, non sono credibili. Sono certo che questa scelta di fingere di cambiare tutto per non cambiare nulla sarà pagata a caro prezzo alle europee del 2009. L’unica persona in grado di rilanciare il partito era Monica Frassoni, ma si sa i Verdi in questi ultimi anni hanno emarginato chiunque rappresentasse una posizione degna di un moderno ecologismo.
La mozione che ha vinto si chiama “Ritorno al futuro” come il film di Robert Zemeckis, ma visto il risultato era meglio chiamarla “A volte ritornano”, come il capolavoro di Stephen King.

Il Pdci ha scelto di confermare Diliberto e la sua idea di ritorno al passato. Una scelta che cerca una giustificazione facile (la mancanza del simbolo comunista) alla devastante sconfitta elettorale.

Rifondazione comunista ha premiato Ferrero, un politico che giustamente attacca le politiche del governo Prodi, un politico che coerentemente dovrebbe fare molti passi indietro visto che è stato un ministro di uno dei peggiori governi della storia (ovviamente esclusi i governi berlusconiani, quelli sono metastasi e non governi). Ferrero invece, con disarmante faciloneria, si candida a far svoltare a sinistra Rifondazione, ma come può guidare questa doverosa svolta un uomo che fino all’ultimo è rimasto attaccato alla poltrona i ministro è un “mistero” tutto italiano.

I tre congressi hanno sancito la fine della sinistra in questa fase storica, l’unica speranza è che una volta spazzati via anche dal parlamento europeo questi personaggi tolgano il disturbo e restituiscano la sinistra al Popolo. Un Popolo fiero e vivo che non è rappresentato da questi zombi pronti a tutto pur di conservare qualche poltrona.

POLITICA
25 gennaio 2008
I VERI RESPONSABILI DELLA CADUTA DEL GOVERNO

La caduta del governo Prodi non è da attribuire al sindaco di Ceppaloni. Il meschino Mastella resta, come direbbe il grande Totò, uno quaquaraquà, un pessimo ministro che per paura di sparire politicamente (ogni proposta di legge porterà all’ovvia sparizione di un partito inutile e rappresentativo solo di Ceppaloni) e per paura delle inchieste (non parlo di quella ridicola di Santa Maria Capua Vetere, ma di quelle di pm come De Magistris) ha deciso di passare tra le fila di una coalizione che potrà condividere fortemente le sue stesse paure nei confronti della magistratura.

Le colpe di questa caduta partono da lontano.

La colpa è di Antonio Di Pietro che, se avesse continuato il lavoro iniziato con Mani Pulite, ci avrebbe fatt avere oggi un parlamento con meno Cirino Pomicino, De Michelis e compagnia di giro.

La colpa è di Antonio Di Pietro che non ha preteso il ministero della Giustizia.

La colpa è di D’Alema e Veltroni, che continuano a guerreggiare tra di loro infischiandosene degli interessi degli italiani.

La colpa è di Otello-Veltroni che, accecato dalla voglia di liberarsi di Desdemona-Prodi e mal consigliato dal suo Iago-Bettini, ha sacrificato l’Unione per correre da solo, una corsa che lo porterà per fortuna a sbattere contro un muro.

La colpa è di Rutelli (il mangiatore di cicoria) che ha deciso di nominare in parlamento (soprattutto al senato, mostrando per l’ennesima volta una incapacità politica assoluta) personaggi che non hanno portato nessun voto aggiuntivo al centro-sinistra come la Binetti, Carra, Bobba (che hanno minato il governo dall’interno, con il loro servilismo nei confronti di Ruini), Polito (inutile giornalista e inutile senatore, sempre pronto a sparare alzo zero verso gli alleati), Fisichella (monarchico, alleanzino, novello cavallo di Troia, pronto a tradire alla prima occasione buona), Dini e il suo scudiero (uomini di destra, una destra becera e spregiudicata sul piano economico, pronti a tradire per un pezzo di pane).

La colpa è di Bertinotti che per la comoda poltrona di presidente della camera ha rinunciato a diventare ministro del lavoro, tradendo il desiderio di milioni di lavoratori che speravano in un governo dalla loro parte.

La colpa è di Pecoraro Scanio che ha voluto fare il presidente di partito e il ministro, riuscendo a farsi attaccare su ambedue  i fronti.

La colpa è di Diliberto che ha mandato al governo il timido Bianchi invece che una persona capace di contrastare la deriva centrista.

La colpa è della sinistra che ha accettato di allearsi con chiunque pur di vincere le elezioni. Una sinistra che ancora non capisce che bisogna abbandonare la bizzarra idea della federazione ma fondare un moderno partito unitario di sinistra, un partito con le radici piantate nel glorioso passato comunista, socialista e ambientalista ma che guarda con occhio moderno alle sfide che ci aspettano.

La colpa è di Prodi che non ha insistito per fare una legge seria sul conflitto di interessi (non la barzelletta di Gentiloni) e una legge elettorale onesta subito.

La colpa è della Margherita e dei Ds che per timore hanno evitato il ministero della Giustizia offrendolo alla persona meno adatta.

Il risultato di questa somme di colpe ci porterà a nuove elezioni in un momento in cui il mondo teme una recessione. Siamo proprio un paese barzelletta.
Altro risultato importante è stata la distribuzione di fondi  a Confindustria e nulla ai lavoratori.

Ovviamente se si andasse ad elezione con una legge elettorale che non permetta ai cittadini di scegliere il candidato, personalmente non andrò a votare e mi adopererò per il non voto…cosa da poco, ma visti i risultati delle ultime elezioni anche pochi voti possono essere determinanti.

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lettera aperta
al compagno Luigi

9 dicembre 2005

Compagno Luigi,
ti chiamo compagno, in quanto mangiamo alla stessa tavola della lotta e condividiamo il pane della rabbia e della voglia di cambiare.
Diversi impegni tengono noi entrambi su una corda, come dei funammboli con la benda sugli occhi e senza alcuna protezione sotto di noi.
A volte accadono delle cose e si perde l'equilibrio, col rischio di cadere per terra, col rischio di morire dentro. Ma spesso, quando un funambolo perde l'equilibrio, c'è sempre uno che, tenendosi stretto a una corda d'emergenza, gli va incontro e gli tende una mano.
Così vorrei fare io con questo post. E non preoccuparti di prendere, oltre alla mano, anche il braccio; sei un compagno, è il minimo che possa darti.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

[
c'è bisogno di dire il titolo e l'autore di questa canzone?]

un abbraccio,
Nicola

  
Che Guevara
assassinato il 9 ottobre 1967


Ingrid Betancourt
rapita il 23 febbraio 2002


Peppino Impastato
assassinato il 9 maggio 1978


Rosario Livatino
assassinato il 21 settembre 1990





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