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luigirossi

Paura e Bisogno

Diario 15/11/2012

Paura e bisogno, i due elementi che governano le azioni di ogni essere umano.
La paura ci frena, ci fa rinunciare ai nostri sogni, ci fa vedere, ingranditi milioni di volte, i rischi che comporta inseguirli, ci fa rinunciare e sopravvivere. La paura ci offre una vita apparentemente tranquilla, ma vuota, insipida e soprattutto piena di rimpianti.
Il bisogno ci spinge sempre oltre, ci fa inseguire i nostri sogni per renderli concreti, ci fa ignorare ogni rischio, ci fa osare e vivere. Il bisogno ci offre una vita tempestosa, ma densa, saporita e soprattutto senza rimpianti.
Non esiste una via di mezzo, ognuno di noi deve scegliere se farsi guidare dalla paura o dal bisogno.



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Il 2 giugno rispettiamo gli italiani.

Diario 31/5/2012

In questi giorni tutti parlano del terrificante terremoto che ha spezzato vite e messo in ginocchio la popolazione dell'Emilia Romagna.

Spesso, troppo spesso, leggo e ascolto frasi banali "il laborioso popolo emiliano saprà rialzarsi" (frase usata per ogni tragedia, per ogni "popolo"); "nessuno verrà lasciato solo" (basta chiedere agli aquilani, quanto lo stato non lasci solo un "popolo", definito laborioso moltissime volte dopo il terremoto); "la parata del 2 giugno sarà sobria e dedicata alle vittime" e tante altre frasi del genere.
La cosa grave che a pronunciarle sono i politicanti, quasi sempre incapaci di agire e reagire a tragedie del genere. Leggere del presidente della Repubblica che vuole una parata "sobria" fa accapponare la pelle a qualsiasi essere umano dotato di buonsenso. La parata deve essere annullata non per risparmiare denaro (purtroppo hanno già speso quasi tutto), ma per dare un segnale forte agli italiani: mezzi e uomini delle forze armate saranno impiegati per aiutare chi sta soffrendo in questi giorni.
Personalmente ritengo doverose le dimissioni di Monti e dei suoi tecnici, capaci di trovare una "nuova" ed "originale" soluzione per aiutare una popolazione in un grande momento di bisogno: aumentare la benzina. Mi chiedo per una soluzione così banale bisogna tenersi questi tecnici? Una soluzione del genere la trovavano Tremonti, Amato o Visco, perché affidarci a tecnici non eletti da nessuno, ma proiezione delle banche con la benedizione di Napolitano?
Credo che bisogna avere l'onestà di dire le cose come sono nella realtà: questo governo nella gestione della crisi è stato peggiore del governo Berlusconi; qualcuno dovrà rispondere dei morti successivi alla prima grande scossa. Io non dimentico i servizi televisivi sulla riapertura dei negozi e delle fabbriche in quelle zone. I morti dopo la prima scossa gravano su chi non è stato in grado di evacuare quelle zone, di verificare gli edifici e le strutture presenti. I morti non sono stati causati dalla furia della natura, quei morti sono il prodotto di uno stato incapace di agire per proteggere i cittadini. Questo governo incapace in ogni settore deve andare a casa.
In tutta questa situazione i partiti tradizionali mantengono la loro coerenza: difendono con unghia e denti il "diritto" di rubare i soldi pubblici; non rinunciano a nulla perché, come per la parata del 2 giugno, hanno già spesso i soldi del subdolamente definito “rimborso elettorale”.
Viva l'Italia? No il 2 giugno viva gli italiani capaci di rialzarsi sempre.

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Movimento 5 stelle: il vento che spazza la casta.

Diario 8/5/2012

Aveva ragione Grillo nel 2010 “né destra, né sinistra. Semplicemente in alto.”

Non si può parlare di anti politica, di Grillo un misto tra gabibbo e il primo Bossi, come fa D'Alema.

Il M5S è la risposta dei cittadini all'antipolitica rappresentata da questa accozzaglia di parlamentari e segretari di partito che non rappresentano più nessuno. Le primarie sono uno strumento offeso e calpestato dallo stesso centro sinistra (prima a Napoli, poi a Palermo, ad esempio), diventano vincenti quasi esclusivamente quando a vincerle è un candidato non sostenuto dal Pd (Vendola, De Magistris, Pisapia, Doria). Palermo è l’ennesima prova che quando i maggiorenti del Pd si muovono per sostenere un candidato, il risultato è il crollo del consenso (prima son riusciti a far perdere Rita Borsellino, poi hanno travolto Ferrandelli, sostenendolo contro Orlando).

I partiti non hanno capito il valore della rete, ormai chiunque può analizzare l'operato di ogni amministratore; Sindaci e amministratori capaci trovano spazio e fanno "scuola", a prescindere, come direbbe Totò e una mia cara amica, dal colore politico. Luca De Carlo, Michele Tripodi, Domenico Finiguerra (già grande Sindaco di Cassinetta e purtroppo per solo 16 voti escluso dal ballottaggio ad Abbiategrasso), Marco Boschini, Giovanni Favia, Ezio Orzes e potrei citarne tanti altri, sono esempi di buona Politica, esempi da seguire; persone con idee politiche spesso divergenti e in alcuni casi opposte, ma che hanno una qualità che li unisce: essere ottimi amministratori.

Queste elezioni hanno mostrato la pochezza dei partiti della cosiddetta seconda repubblica (personalmente mi sembrano solo la continuazione peggiorata della prima repubblica) e la nascita di un movimento che partendo dal basso ha spiazzato apparati di partito vecchi e inefficienti, ora bisogno solo continuare ad essere vigili e non dare spazio a questa casta arroccata nel palazzo, che tenterà qualche colpo di coda.

Un discorso a parte merita la nostra provincia di Frosinone. Da noi questo vento di cambiamento non riesce a spirare, da noi trionfa sempre la politica del <<voto chi mi può dare qualcosa>>. Da noi sono sempre gli stessi personaggi (a volte cambiano solo faccia, ma il metodo è lo stesso) a farla da padrona e reputo per questo buono il risultato del M5S a Frosinone, dove a giocarsi la poltrona di sindaco sono stati concretamente un candidato eternamente bocciato dagli elettori per il centrodestra, un sindaco uscente che ormai non può che rappresentare il declino della città visto che da tre mandati (due da vice sindaco) amministra il comune e l'ex sindaco che dopo essersi presentato come presidente della Provincia sostenuto dall'Udc ha dichiarato che la stessa è un ente inutile (che differenza con il M5S, anche loro sono, giustamente, contro le provincie, ma coerentemente non si candidano nelle elezioni provinciali).

In questa situazione raccogliere circa 660 voti per la candidata sindaco del M5S, Enrica Segneri è un buon risultato.

Il risultato più bello a livello nazionale è rappresentato dal fatto che i cittadini si sono ripresi il diritto di candidarsi, la possibilità di amministrare e di dimostrare che fare buona Politica è possibile.


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Ho sempre ritenuto amministrare un privilegio, conosco un solo modo di amministrare ed è quello di tutelare i diritti di ogni cittadino nel rispetto delle leggi.

Il diritto alla casa è fondamentale; ogni essere umano dovrebbe avere la possibilità di avere una casa. Ritengo, quindi, iniqua e assurda la pretesa dello stato di tassare la prima casa (per assurdo paga la tassa anche chi ancora sta pagando un mutuo e tecnicamente non è proprietario di nulla, ma il vero proprietario è la banca).

In un momento di crisi economica tassare la prima casa, toccare le pensioni e i diritti dei lavoratori mostra il vero volto di questo governo e dei partiti che lo sostengono (Udc, Fli, Pd, Pdl). Questa accozzaglia di partiti e il governo stanno massacrando le fasce più deboli, senza toccare la vera ricchezza o i privilegi della casta: patrimoniale, riduzione della spesa pubblica, abolizione di tutte le province, riduzione dei parlamentari e abolizione immediata del finanziamento pubblico ai partiti (abbiamo votato nel 1993 un referendum, altri soldi buttati visto che la casta continua a percepire milioni di euro pubblici. Soldi che usano per comprare lauree a Bossi o per arricchire il senatore del Pd Lusi; ovviamente all’insaputa dei “grandi” segretari di partito).

Per quando riguarda il nostro comune abolirei completamente l’IMU sulla prima casa (la porterei allo 0,2 e con le detrazioni farei in modo che i cittadini di Sant’Andrea siano esentati dal pagare questa tassa che mi ricorda la tassa sul macinato del 1868, tassa che ebbe come unico risultato affamare i cittadini più deboli).

Per quanto riguarda le seconde case porterei al minimo l’aliquota e poi, visto che un grande problema per il nostro paese è il decremento della popolazione, ridurrei ancora di più l’IMU a chi affitta la propria “seconda” casa. In questo modo raggiungerei il doppio risultato di agevolare chi permette al nostro paese di avere più cittadini e favorire chi affitta in modo regolare.

Mi adopererei per non vessare chi, con grandi sacrifici, ha costruito la casa per i propri figli e che questo governo (e i partiti che lo sostengono) considera una seconda casa. Il comodato d’uso gratuito nei confronti dei propri figli non è un segno di ricchezza, ma un modo per offrire ai propri figli un aiuto concreto, aiuto fondamentale soprattutto in un periodo di crisi come quello che viviamo, crisi che solo i parlamentari non vivono, troppo spesso grazie ai sacrifici degli italiani.


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2012: Odissea sui binari

Diario 5/2/2012



Un post lungo, troppo lungo, ma chi avrà la bontà di leggerlo, capirà cosa abbiamo passato per 22 ore, grazie a Trenitalia.

3 febbraio 2012. Sono al lavoro, la mattina inizia a nevicare su Roma, dopo pochi minuti si capisce che la città non è in grado di reagire a pochi fiocchi di neve: chi deve coordinare l’emergenza è impreparato; le previsioni parlavano di neve, ma i geni che dovevano organizzare la risposta efficiente non lo sapevano.

Pensando al fatto che i treni già normalmente fanno ritardo, avevo provato a chiamare la co.tra.l; due ore in attesa inutilmente, nessun operatore ha risposto. Consulto il piano neve di Trenitalia e scopro con piacere, che sulla linea Roma – Cassino, i treni sono tutti garantiti. Parto con la sicurezza che, se il piano neve redatto da Trenitalia dice che non ci sono problemi, presto arriverò a casa.

Alle 13:38 esco dall’ufficio e mi avvio verso la stazione. Per le strade già si vede il caos, la città non sa rispondere alla neve, nessuno si attiva per rendere sicuri i marciapiedi. Sono le 13:50, arrivo a Termini; qui è la disorganizzazione a farla da padrona. Migliaia di persone vagano da un posto all’altro per cercare un treno per rientrare a casa. Provo a capire quale treno prendere: i tabelloni danno orari che poi vengono smentiti, non c’è il personale per fornire informazioni. Sul tabellone leggo che il treno per Campobasso via Cassino (la mia Itaca) parte alle 14:38, aspetto di conoscere il binario, ma all’improvviso scompare il treno dai tabelloni, non soppresso o nuovo ritardo, scomparso. Ovviamente non c’è nessuno che fornisca notizie, nemmeno tramite altoparlanti. Guardo sui tabelloni per trovare un’altra soluzione e vedo due possibilità: un treno per Cassino che parte alle 14:25 ma senza che fosse specificato il binario e un treno che parte alle 14:40 (era quello delle 12:20) dal binario 21. Scelgo di prendere il secondo. Non ci sono posti a sedere ma salgo lo stesso, l’importante è arrivare a casa. Alle 14:49 iniziamo a muoverci, dopo un po’ trovo un posto a sedere su una carrozza al secondo piano, è abbastanza calda e mi ritengo fortunato, una grande fortuna come capirò a mie spese durante la lunga Odissea che stava per iniziare.

Alle 16:02 siamo bloccati nella stazione di Colle Mattia (a venti minuti, solitamente, da Roma Termini); nessuno del personale di Trenitalia ci dà notizie, alcuni passeggeri ricevono informazioni via telefono da amici e veniamo a sapere che qualche ramo o albero è caduto sui binari nei pressi della stazione di Morolo, non un gran problema, penso, per i potenti mezzi di Trenitalia, gestita dal super manager Moretti. Che grave errore ho fatto: Moretti non è capace di gestire la normalità, figurarsi la neve!

Continuano ad arrivare notizie e l’albero si trasforma in frana, ormai "Radio pendolari" è impazzita.

Alle 17: 20 finalmente si riparte, la solita “Radio pendolari” dice che il problema è risolto, Trenitalia continua a tacere, il personale sul treno resta nascosto e si comporta come le tre scimmiette: non vede, non sente, non parla.

Ore 17:52 bloccati a Zagarolo; continua la strategia della gestione dell’emergenza neve messa in atto da Trenitalia: silenzio, silenzio e silenzio.

Intanto, il tempo passa; alle 19:44 siamo ancora abbandonati a Zagarolo senza nessun tipo di assistenza e senza informazioni. Scopro di aver bisogno del bagno; magnifico, i bagni sono inutilizzabili: uno aperto nella mia carrozza, è diventato un acquario, l’urina ormai dal water cade nel bagno. Decido di resistere, tanto arriverò a casa.

“Radio pendolari”, alle 20:21, dice che i binari sono ancora ostruiti dai rami degli alberi (dopo 4 ore ancora non erano riusciti a risolvere il problema?! Ci sono le sequoie, sui binari?). La notizia, al limite del ridicolo (o, meglio, del grottesco, vista la situazione che stavamo vivendo), è che gli operai che dovevano liberare i binari erano rimasti bloccati sulla Via Casilina (ma che auto hanno utilizzato per l’emergenza? La vecchia panda di mio nonno? Mezzi adatti a muoversi sulla neve non esistono, per Trenitalia?)

Alle 21:43 la protezione civile (mi sembra di aver letto sulle giacche che era di San Cesareo) e alcuni vigili urbani ci hanno dato una bottiglia d’acqua; dopo un po’, ci hanno portato un bicchiere di tè (meglio evitare di dire che contenitori usavano), una crostatina o una fetta di panettone con i canditi. Io, che sono fortunato, ho barattato il pezzetto di panettone con un succo di frutta all’albicocca (sono un viziato lo so).

Continua a passare il tempo e “Radio pendolari”, l’unica radio che ci dà notizie, dice che stanno organizzando il palazzetto dello sport di Zagarolo per farci trascorrere la notte lì; intanto, il freddo aumenta, la neve cade abbondante e noi siamo senza cena e senza coperte; nessuno si vede in giro, Trenitalia continua con la gestione perfetta dell’emergenza: silenzio, silenzio, silenzio.

Vengo a sapere da altri passeggeri che nelle prime carrozze stanno coordinando il trasbordo su pullman; poi scopro, parlando con quei passeggeri, che non li stavano portando al palazzetto dello sport o in altri locali, ma avanti e indietro (per due volte) al casello dell’autostrada per condurci, presumibilmente, a casa. Che idea geniale: l’autostrada era chiusa e per ben due volte le stesse persone sono state portate avanti e indietro dalla stazione al casello. Visto l’inutile tentativo, vengono rispediti sul treno.

Alle 23:40 circa mi chiamano dalla redazione del Tgcom (stavano seguendo la mia diretta su Twitter), per chiedermi se potevo intervenire in diretta telefonica. Lo faccio volentieri, pensando che forse qualcuno, sentendo la notizia, si sarebbe deciso ad attivare i soccorsi.

Passa altro tempo, sempre abbandonati: senza cibo, coperte o informazioni.

Ore 1:51: saliamo su un treno appena arrivato a Zagarolo, un treno già pieno che con noi diventa colmo, un vero carro bestiame freddo e inadatto a proseguire. Restiamo in piedi e al freddo su questo treno con la speranza di partire; alle 2:16 il treno lentamente si muove. Alle 2:25 mi segnalano su Twitter che la presidente della regione Lazio si vantava dell’efficienza della task force regionale e affermava che a Zagarolo il problema era risolto e avevano fornito coperte e pasti caldi a tutti. La smentisco immediatamente, mi chiedo con che faccia ancora questa signora non si sia dimessa. Ha due scelte: o è bugiarda o incapace, sta a lei scegliere; io, da cittadino elettore, non posso che dire che qualsiasi delle due cose essa sia, l’unica scelta responsabile è dimettersi immediatamente.

Lentamente prosegue il viaggio: 2:34 Labico, 2:44 Valmontone, 2:54 Colleferro. Altri disperati salgono sul nostro treno.

Alle 3:08 ripartiamo da Colleferro.

Alle 3:36 serve un medico sul treno; ovviamente, da abbandonati da Trenitalia, cerchiamo da soli un medico; altri passeggeri trovano una dottoressa che interviene. Altre persone si sentono male, ma sono molto lontane da dove sono io e non so come risolvono, qualcuno allerta il 118, si dice che non abbiano mezzi per intervenire. Raccolgo tutte queste voci perché, in quel momento, ero alla ricerca di un bagno: ormai era troppo che trattenevo. Trovo, dopo tante carrozze, un bagno semi agibile e svuoto la mia vescica ormai arrivata al limite. Mi sento meglio, torno al mio posto e inizio a parlare con alcune persone. Mi piace ascoltare le persone e sentire le loro opinioni. Da bravi italiani, ci sono mille soluzioni facili da mettere in pratica; qualcuno urla contro il personale di trenitalia, altri, probabilmente per essere voci fuori dal coro, giustificano il personale sul treno perché <<poverini, loro non sanno nulla; è colpa dei “capoccioni” che gestiscono da Roma>>.

Secondo me, il personale sui treni ha una grave colpa: non si sono preoccupati di darci notizie, non hanno pensato a farci avere coperte o cibo, loro sono responsabili di noi passeggeri. La colpa di aver mandato treni inadatti e di aver fatto proseguire il viaggio con tutti questi rischi è di Moretti, manager ben pagato, e dei responsabili che da Roma davano direttive al caldo dei loro uffici.

Intanto siamo fermi nei pressi di Ferentino, perché il treno ha problemi.

Per fortuna c’è una ragazza (credo un capotreno) che prova a dare informazioni: sa poco, ma almeno ci prova; i suoi colleghi continuano ad attuare la strategia di Trenitalia: silenzio a tutti i costi. La capotreno ci dice che faranno un reset e ripartiremo. Assisto a scene ad alto rischio: alcuni passeggeri discutono animatamente con un capotreno che compare all’improvviso. Il capotreno non dà notizie, non capisce che i passeggeri sono esasperati dalla negligenza di loro operatori e risponde in modo piccato, dimenticando che il suo dovere era permettere ai passeggeri di viaggiare in sicurezza e di preoccuparsi del nostro benessere (ha scelto lui di fare il capotreno, mica noi passeggeri lo abbiamo costretto a fare questo lavoro?).

Alle 4:49, a 100 metri dalla stazione di Frosinone, siamo nuovamente bloccati; questa volta la capotreno (la ragazza che prova a fare il suo dovere) è visibilmente preoccupata. Inizia di nuovo l’attesa; la capotreno ci dice che arriverà un treno da Morolo per spingerci, per questi pochi metri, fino alla stazione di Frosinone, poi arrivati lì si deciderà il da farsi. Cioè, dopo ore che siamo fermi, bisogna arrivare in stazione per decidere come proseguire. Strategia assurda, gestione vergognosa, nessun tipo di risposta alla “tragedia” che stavamo subendo, per colpa di Trenitalia.

Arriva il personale del 118 sul treno, soccorrono alcuni passeggeri, li blocchiamo: un signore anziano ha bisogno di assistenza. Parlo con un ragazzo del 118 e lui non riesce a credere alle nostre parole.

Inizia il tira e molla per spingerci in stazione, riusciamo ad arrivare.

Visto che sono ottimista, avevo immaginato che ad accoglierci ci fosse la protezione civile con pasto caldo e coperte (il treno era gelido); immaginavo che, a capo del gruppo d’accoglienza, ci fosse il sindaco Marini o qualche suo rappresentante, o che, nella peggiore delle ipotesi, il bar della stazione fosse aperto… ed invece niente di niente, anche il bar chiuso. Ad essere onesto devo dire che ho assistito ad un intervento della protezione civile: un membro (parola adatta a descrivere una testa di membro) ha fatto la foto ad un altro membro come ricordo vicino al treno.

In stazione c’è stato il summit tra ferrovieri e dopo tutto il tempo che eravamo stati fermi (dalle 4:49) decidono che dobbiamo tutti scendere e salire sul treno che ci aveva spinto in stazione, così avremmo spinto il treno rotto su un binario morto e avremmo proseguito il viaggio.

Durante l’attesa in stazione ho discusso con un ferroviere che ha avuto la pessima idea di dire ad alcuni passeggeri che dovevamo ringraziarli, perché stavano cercando una soluzione, perché, per regola, loro potevano andarsene e lasciarci lì. Ad un soggetto del genere è inutile parlare, volevo legarlo sui binari, ma avrei perso tempo: quando sarebbe passato un treno per investire un simile soggetto? Mai, vista l’inefficienza delle ferrovie. Dopo aver discusso con quest’altro grande membro di Trenitalia, sono salito sul treno. Finalmente, alle 7:50 (dopo oltre tre ore a Frosinone -tempo adatto ad organizzare qualsiasi tipo di assistenza) ripartiamo sul terzo treno. Il vagone dove sono è pieno di ragazzi, scherziamo sulla nostra Odissea, siamo felici, ormai casa è vicina e si discute sulla colazione da fare insieme; che persone ottimiste: quale colazione, il viaggio è ancora lungo!

Alle 8:30 ennesima tappa del nostro calvario: il treno si ferma in aperta campagna (credo in territorio di Ceccano, ma non sono sicuro). Un ferroviere passa e ci dice; vado a vedere che succede; dopo un’ora (ma non sono sicuro del tempo), dall’altoparlante del treno (allora funziona, brutti membri perché non lo avete utilizzato prima, per darci informazioni?) una voce, poco sicura di ciò che stava per dire, ci avverte che il treno è rotto e che stavano venendo da Cassino per rimorchiarci!

Per la prima volta mi sono sentito per un attimo perso, incapace di reagire. Per fortuna è durato un attimo.

Dopo un po’, la stessa voce poco convinta ci dice che è partito un mezzo da Piedimonte per trainarci, in 40 minuti sarebbe arrivato. Mentre scherziamo con gli altri passeggeri, un ragazzo ci comunica che il padre e altri genitori e parenti, sono a Piedimonte e nessun mezzo era ancora partito. Cavolo, dopo la strategia del silenzio, Trenitalia era passata a quella delle menzogne! Di ferrovieri nemmeno l’ombra, tutti rintanati e nascosti. Ad un certo punto, un uomo e una donna (altri due membri di Trenitalia), abbandonano il treno e se ne vanno a piedi. Certo non erano in servizio (immagino) ma in una situazione di emergenza dovevano restare sul treno e aiutare a gestire l’emergenza… giusto, aiutare chi? Anche il personale in servizio non faceva nulla!

Durante questa ennesima tappa, l’Italia migliore ha mostrato il suo volto più bello, quello che mi rende orgoglioso di essere Italiano: alcune persone hanno fatto del tè caldo e portato qualche merendina per i passeggeri. Impensabile che dei privati potessero soddisfare i bisogni di così tante persone che da 21 ore erano in viaggio digiuni e senza dormire. Quel loro gesto è stato un abbraccio caldo per il mio cuore; quando sono arrivati a portare tè e merendine sulla nostra carrozza, si sono scusati perché non riuscivano a darci ciò di cui avevamo bisogno. Delle persone che avevano avuto il buon cuore di aiutarci si scusavano, che gente meravigliosa! Sulla nostra carrozza abbiamo dato la precedenza alle donne e ai bambini. C’erano una bimba ed un bimbo (due fratelli marocchini che potevano avere, credo, l’età di due anni e un anno) deliziosi e buoni (dopo quasi 24 ore di viaggio) che hanno mangiato le merendine e bevuto il tè. Cazzo! Trenitalia nemmeno dei bambini si è preoccupata.

Un’altra ragazza straniera, passeggera come noi, ha offerto il suo prosciutto, dividendo quel poco che aveva con gli altri: che persona buona, che esempio per molti di noi. Ormai avevo deciso che era meglio resistere, avevo i crampi allo stomaco e bisogno di andare in bagno, ma avrei mangiato a casa.

Una scena bellissima è stata vedere quei genitori che hanno raggiunto il treno per recuperare i propri figli. È stato bello, vedere e percepire il calore di quegli incontri. Mi chiedo: se privati cittadini ci hanno raggiunto, la potente Protezione civile, la magnifica Trenitalia come mai non ci sono riusciti? La verità è che di noi non fregava nulla a nessuno, eravamo persone di nessun valore per loro.

Alle 11:45 ci rimorchiano e alle 12:45, dopo 22 ore e 5 minuti, finalmente raggiungo Cassino (138 km ferroviari da Roma), la mia Itaca.




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11 settembre

Diario 11/9/2011




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Val di Susa, un nuovo G8.

Diario 4/7/2011


Ecco la dichiarazione di Bersani «I fatti che avvengono in queste ore in Val di Susa con le forze dell'ordine attaccate violentemente mentre difendono il cantiere, sono allarmanti e assolutamente inaccettabili».
Nemmeno una parola su anziani, bambini, donne e uomini che manifestavano pacificamente, attaccati brutalmente dalle forze di polizia, secondo lo schema già collaudato da kossiga.
Non cadiamo nella trappola come durante il G8, quando le tv di regime (regime di tutto l'arco costituzionale) volevano far passare per delinquenti che attaccavano le forze di polizia, quei ragazzi massacrati da uno stato canaglia e vigliacco.
Io sto con i manifestanti pacifici della Val di Susa, io sto con i sindaci che hanno guidato il corteo.


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Chiedo scusa a Peppino Petrarcone

Provincia di Frosinone 23/6/2011



Prima della campagna elettorale avevo dubbi sulla candidatura di Peppino Petrarcone, temevo che si ripetesse lo schema del passato, quando eletto sindaco di Cassino permise all'allora Pds di gestire tutto, con la conseguente vittoria della destra che per 15 anni ha distrutto la città e ha inoculato nei cassinati una variante del virus arcoriano, il virus "SAF" (Scittarelli, Abbruzzese, Formisano) che fa pensare che i politici sono tutti uguali e che bisogna votare chi può darci qualcosa. In poche parole per 15 anni ci si è accontentati di mangiare sotto il tavolo dei potenti, "godendo" dei loro avanzi. Questi potenti però, hanno mangiato tutto e nemmeno gli avanzi sono stati concessi ai cassinati.
Tutto questo mi faceva temere che rieleggendo Peppino Petrarcone si ripetesse la stessa triste storia. Poi ho iniziato a seguire i suoi comizi, a parlare con le donne e gli uomini che con lui avevano iniziato questo cammino e ho capito che stavo sbagliando. Oggi, dopo la trionfale elezione di Peppino, posso dire di essere felice di aver sbagliato. 14 consiglieri comunali di sinistra governano la città, una giunta preparata e onesta è stata nominata dal Sindaco, senza tener conto delle pressioni dei soliti perdenti di successo del Pd. La conferma del fatto che Peppino sta facendo le scelte giuste (ovviamente qualcosa non la condivido, ma non si può essere in sintonia su tutto e poi lui sa cose che io naturalmente ignoro) la leggo ogni mattina sui giornali locali, pieni di parole inutili dei soliti tromboni della politica cassinate.
Pubblicamente chiedo scusa a Peppino, per non aver avuto fiducia in lui da subito e spero di poter continuare a vivere in una città onesta e senza padroni per molto tempo ancora.

"Un uomo non dovrebbe mai vergognarsi di confessare di aver avuto torto; che poi è come dire, in altre parole, che oggi è più saggio di quanto fosse ieri" (Jonathan Swift)

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Il nuovo che avanza o meglio gli avanzi del passato che vogliono farsi passare per nuovo.

Provincia di Frosinone 19/4/2011


A Cassino è in atto la guerra tra bande per l’elezione del Sindaco.
I vari clan sono: la banda Abbruzzese che per rinnovare la pessima gestione di centrodestra candida l’ex assessore al Bilancio, Carmelo Palombo (la crisi è nata sul bilancio); l’armata D’Aguanno (una donna capace di bruciare le tappe in politica senza passare per il consenso elettorale, quindi un perfetto campione della politica di oggi) che sostenuta dal sindaco sfiduciato Scittarelli, presenta un candidato a sindaco nuovo (Barbara Di Rollo) perché non è riuscita ad accordarsi sulle poltrone con il potente Abbruzzese; i due ex assessori di destra, cacciati da AbbruzzeseSebastianelli e Rivieccio che candidano l'ex assessore di destra Gianni Valente; i ridicoli crociati dell’UDC, Fli e i dirigenti del PD che per rinnovare candidano l’ex assessore comunale di Forza Italia, Iris Volante, "famosa" per aver sostenuto alle ultime provinciali il candidato del Pdl Iannarilli al primo turno e al ballottaggio il candidato del centro-sinistra, Schietroma, riuscendo nell’impresa di perdere due volte le stesse elezioni; poi il solito Maurizio Russo, che coerentemente si candida sostenuto dal suo elettorato di riferimento, un uomo di destra che chiede i voti a destra e che coerentemente non scende a patti con i soliti potentati cassinati (vedremo al ballottaggio se continuerà ad essere coerente); alla fine, per la sinistra e la base del PD la “novità” Giuseppe Golini Petrarcone, peccato che non si tratta di novità ma di un ex sindaco che in questi anni ha girovagato molto tra i partiti dell’arco costituzionale.
In tutto questo triste minestrone indigesto la cosa che più fa male è vedere i tanti giovani che si sono fatti coinvolgere o che si sono svenduti. In ogni lista ci sono ragazzi che pretendono di rappresentare il nuovo ma scimmiottano i loro leader; altri che si professano antiberlusconiani e scelgono di sostenere il candidato sindaco del Pdl; altri che, utilizzando il nome di grandi e coraggiosi uomini come Peppino Impastato, danno l’impressione di strumentalizzare e non mostrano quel coraggio che uno si aspetterebbe da chi ha tali alti punti di riferimento; poi una serie di giovani ambientalisti che nulla sanno di ambiente.
Povera Cassino, prima delle elezioni sa di sicuro che finirà male, che resterà una città senza speranza, una terra destinata ad essere abbandonata dalla Regione Lazio e sempre più destinata ad essere nelle mani della camorra.
Serviva coraggio e voglia di cambiare ed invece hanno vinto i soliti noti che anche grazie a giovani sprovveduti, nel migliore dei casi, o conniventi, nel peggiore, continueranno a gestire una città con potenzialità enormi ma annichilita da chi invece di pensare all’interesse dei cittadini ha pensato ai propri interessi o a quelli dei loro grandi elettori.


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Vik

Diario 18/4/2011

 

Vik
è morto e i soliti schifosi continuano a ballare sul suo corpo. Questi vermi non sanno che Vik non è morto, lui vive in coloro i quali hanno avuto il privilegio di conoscerlo: di persona, via blog o interviste. La forza di Vik è proprio questa: riesce a parlare al cuore e alla testa di ognuno, con qualsiasi mezzo. Tra tutti noi lui è il migliore, non si è accontentato delle parole scritte o urlate, lui ha scelto di agire e di mettersi dalla parte dei più deboli, dalla parte di coloro che non hanno nessuno disposto ad ascoltarli.
Il suo coraggio, la sua determinazione devono costituire la molla per spingere ognuno di noi a lottare dalla parte dei più deboli.
Mancherà a tutti noi la voce di Vik. A Gaza l’unica voce libera disposta a raccontare al mondo quello che succedeva nella striscia durante l’Operazione Piombo fuso, era la sua.
Vik è un grande uomo ed un vero giornalista, non come quei vermi che da comode poltrone continuano a gettare fango su un uomo che ora non può difendersi.

Vik è vivo e non permetteremo a squallidi personaggi di infangare il suo nome ed il suo esempio.

Ecco alcuni pezzi scritti da personaggi indegni (sono certo che dovrò aggiornare la lista):

Fiamma Nirenstein
Sechi
Belpietro
Fait
Ferri


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la non festa delle donne

Diario 8/3/2011

Auguri alle donne violentate, alle donne sfruttate, alle infibulate, alle vittime di ogni integralismo religioso, a quelle che subiscono la violenza tra le mura domestiche, a quelle che subiscono la violenza della guerra, alle staffette partigiane, a quelle costrette a prostituirsi, a quelle abbandonate, a quelle morte per gli aborti clandestini, a quelle che hanno lottato per i propri diritti, alle madri che vedono morire i propri figli di fame, sete e stenti.
Auguri a voi soltanto, non riesco a fare gli auguri a tutte quelle donne che hanno svenduto anni di lotta per diventare peggiori di noi uomini.
L’otto marzo è un giorno di lotta, non una festa commerciale.

Gettate le mimose e ricominciate a lottare.




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L'Idea

Diario 20/1/2011

Due giorni fa mi ha telefonato il mio compagno Gennaro e come spesso accade abbiamo parlato delle nostre idee, ogni volta che parlo con lui divento migliore. Dopo aver chiuso la telefonata ho pensato a quello che ci eravamo detti e queste parole sono la perfetta soluzione ai perché che ci eravamo posti.

Ogni idea ha bisogno di uomini per essere divulgata. L’idea rivoluzionaria, la migliore, non ha bisogno di un solo uomo ma di un esercito di uomini. Sono necessari i soldati semplici che hanno il compito di diffonderla; i sergenti che hanno il compito di spiegarla alla massa; gli ufficiali che hanno il compito di diffonderla con l’esempio e i generali che hanno il dovere di applicarla in maniera totale ad ogni aspetto della propria azione personale e politica.

Tutti i ruoli sono importanti nell’esercito delle idee, gli unici che però non possono permettersi né errori né tentennamenti sono i generali. I generali devono sapere che ogni loro azione deve essere funzionale all’idea rivoluzionaria, la massa guarderà ogni aspetto della loro vita per apprenderne il valore. I nemici guarderanno con occhio critico alla vita dei generali, cercando di individuare anche la più piccola difformità tra comportamento e idea per infiltrare il virus del dubbio all’interno della  massa. Un esercito che ha come scopo l’affermarsi dell’idea rivoluzionaria non può permettersi generali che non siano capaci di sacrificare la propria vita, i propri sentimenti, i propri affetti sull’altare dell’idea. Ai generali sono chiesti sacrifici maggiori ma nessun vero generale li percepirà come sacrifici perché l’affermarsi dell’idea rivoluzionaria è lo scopo della loro vita.




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Rigoletto nel 2010

Diario 30/11/2010

 

Domenica ho assistito alla rappresentazione del Rigoletto e devo dire che un dramma mai come questa volta mi è sembrata tanto attuale.

Ai personaggi del melodramma di Verdi possiamo sostituire i personaggi del dramma italiano contemporaneo.

Il duca di Mantova, potente di turno avvezzo alla compagnia di donne e buffoni è Silvio Berlusconi.

Il conte di Ceprano che vede la propria moglie corteggiata spudoratamente dal duca è Emilio Fede.

La contessa di Mantova è la senatrice Diana De Feo, moglie di Emilio Fede.

Rigoletto, buffone di corte è Lele Mora.

Sparafucile, sicario che sbaglia bersaglio è Pierluigi Bersani.

Maddalena, sorella di Sparafucile che tenta di salvare il duca è Massimo D’Alema.

Marullo, cavaliere di corte è Marcello Dell’Utri.

Borsa, cortigiano è Augusto Minzolini.

Giovanna, dama che ha il compito di difendere Gilda, figlia di Rigoletto è Sandro Bondi.

Gilda, figlia di Rigoletto, amore segreto del duca è Rosy Bindi.

Marchese di Monterone, anziano nobile al quale il duca ha sedotto la figlia. Capace soltanto di maledire ma impotente davanti all’arroganza del duca è Giorgio Napolitano.

La figlia del marchese, sedotta e abbandonata dal duca è la Costituzione italiana.




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Craxi è stato un latitante, non un perseguitato.

Provincia di Frosinone 23/11/2010

                                                  

Ci risiamo, ogni tanto qualche politicante torna a parlare di intitolazioni al latitante Craxi. A Frosinone un consigliere circoscrizionale (ancora mi chiedo a cosa servono le circoscrizioni se non a dare poltrone) ha proposto di intitolare un sottopasso all’uomo che sta all’origine del male della democrazia italiana: Berlusconi.
Quando parli di Craxi le prime cose che vengono in mente ad una persona sono le tangenti e la consegna delle televisioni e dell’editoria in generale a Silvio Berlusconi.
Intitolare qualsiasi cosa ad una persona morta latitante e non come vogliono far credere da esiliato, è una vergogna. Craxi non è stato l’unico colpevole, ma è oggettivamente un uomo che per sfuggire alla giustizia ha scelto di vivere in una reggia in Tunisia.
Basta con il revisionismo, basta con gli insulti alla magistratura (che a volte sbaglia, ma che non può essere colpevolizzata ogni volta che tocca il potente di turno), la verità, accertata da anni di indagini e da decine di processi è che tangentopoli non è stata un’invenzione dei magistrati, ma un sistema di corruzione che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro e che ha spinto il paese nell’abbraccio mortale di Berlusconi.

Fonte wikipedia:
Craxi è stato condannato con sentenza passata in giudicato a:

  • 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai il 12 novembre 1996;
  • 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese il 20 aprile 1999.

Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo o in terzo grado di giudizio), è stata pronunciata sentenza di estinzione del reato a causa del decesso dell'imputato.

Fino a quel momento Craxi era stato condannato a:

  • 4 anni e una multa di 20 miliardi di lire in primo grado per il caso All Iberian il 13 luglio 1998, pena poi prescritta in appello il 26 ottobre 1999.
  • 5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel il 22 gennaio 1999;
  • 5 anni e 9 mesi in appello per il conto protezione, sentenza poi annullata dalla Cassazione con rinvio il 15 giugno 1999;
  • 3 anni in appello bis per il caso Enimont il 1º ottobre 1999;

Craxi fu anche rinviato a giudizio il 25 marzo 1998 per i fondi neri Montedison e il 30 novembre 1998 per i fondi neri Eni.


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Peppino è vivo e lotta insieme a noi

Diario 9/5/2010



32 anni fa è stato assassinato Peppino Impastato. La mafia ha ucciso un combattente, l'omertà e lo stato canaglia ha armato la mano dei mafiosi che ha trucidato l'esempio vivente di come bisogna lottare contro mafia e corruzione.

Il suo esempio e le sue azioni devono rappresentare lo stimolo per non arrenderci al degrado, alla corruzione, alla commistione mafia politica, che sta affossando l'Italia.
Peppino muore ogni volta che ognuno di noi baratta i propri ideali e le proprie idee per meschini interessi personali.
Grazie Peppino per l'insegnamento che ci hai lasciato, con il tuo esempio di uomo che non si arrende e che non svende le proprie idee.



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Il giorno più importante: ORA E SEMPRE RESISTENZA

Diario 25/4/2010



Il 25 aprile è la festa più importante.
Il 25 aprile deve essere ricordato e festeggiato sempre.
Questo giorno deve ricordarci che i diritti, la libertà, il benessere dei quali godiamo non sono qualcosa piovuto dal cielo, ma sono frutto del sacrificio e della morte di tante donne e tanti uomini che ci hanno liberato dal nazifascismo. Martiri per la nostra libertà. E' un nostro dovere non dimenticare e continuare a resistere. 
Il piccolo presidente Napolitano ha definito «impegnativo» il discorso pronunciato da Silvio Berlusconi il 25 aprile scorso a Onna. Il presidente del consiglio - ha commentato Napolitano - ricordò «con rispetto ’tutti i cadutì senza che ’questo significhi neutralità e indifferenza».
Il Grande Presidente Partigiano Sandro Pertini il 25 aprile del 1945 pronunciò queste parole « Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire. » 

Care Compagne e cari Compagni, questa data è scolpita nei nostri cuori, le parole del Presidente, Bella Ciao e le parole di Piero Calamandrei spiegano meglio di qualsiasi parola cosa significhi il 25 aprile.

LO AVRAI CAMERATA KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRÀ
A DECIDERLO TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITÀ
NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI
CHE TI VIDE FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIÚ DURO D'OGNI MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI S'ADUNARONO
PER DIGNITÀ NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI TROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO
POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO
CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE RESISTENZA (PIERO CALAMANDREI)


BELLA CIAO
Una mattina mi sono svegliato,
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
Una mattina mi sono svegliato,
E ho trovato l'invasor.

O partigiano portami via,
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
O partigiano portami via,
Che mi sento di morir.

E so io muoio da partigiano,
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
E so io muoio da partigiano,
Tu mi devi seppellir.

Seppelire lassù in montagna
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
Mi seppelisci lassù in montagna
Sotto l'ombra di un bel fior.

Tutte le genti che passeranno
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
Tutte le genti che passeranno
Mi diranno «che bel fior!».

E questo è il fiore del partigiano
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
E questo è il fiore del partigiano
Morto per la Libertà

Oggi da santandreano libero, il mio pensiero riconoscente va al comandante partigiano del mio paese: Capitano Antonio Gagliardi e all’eroe di Cefalonia: S.Ten. Antonio Galasso.


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Peppino Impastato è vivo

Diario 5/1/2010



Caro Compagno Peppino,

oggi festeggiamo il tuo compleanno.
Il 9 maggio 1978 la mafia e la politica hanno spezzato la tua giovane vita. Dopo anni di depistaggi, di false accuse di terrorismo che ti sono state rivolte e il ridicolo tentativo di attribuire la tua morte ad un suicidio, la verità è venuta a galla e i tuoi sporchi assassini sono stati condannati
(Gaetano Badalamenti, il "potente" capomafia è stato condannato l’11 aprile 2002 all’ergastolo e il suo luogotenente Vito Palazzolo è stato condannato a 30 anni il 5 marzo 2001).
Grazie all’impegno di tuo fratello Giovanni e di tua madre Felicia, scomparsa da pochi anni, figura gracile ma dotata della tua stessa forza, la verità ha squarciato il velo di ipocrisia che aleggiava intorno al tuo assassinio. Più di venti anni ci sono voluti per scoprire quello che tutti sapevamo: sei stato ucciso dalla mafia, sei stato ucciso perché dicevi verità scomode, sei stato ucciso perché denunciavi con il tuo giornale e con la tua radio le commistioni tra politica e mafia, sei stato ucciso perché rappresentavi una speranza di riscatto per la Sicilia.
Oggi la Sicilia e l'Italia tutta vivono tempi bui, la mafia e la P2 ormai hanno raggiunto tutti i posti di potere. Controllano tutto e se qualcuno prova ad alzare la testa, ad opporsi a questa deriva, viene accusato di spargere odio. Oggi abbiamo bisogno di te, della tua forza e della tua voglia di giustizia. Oggi saresti stato definito il capo del partito dell'odio ed io sarei stato orgoglioso di lottare al tuo fianco. Purtroppo oggi non puoi guidarci con il tuo esempio ma noi possiamo alimentare la speranza in un'Italia migliore continuando a diffondere il tuo pensiero e le tue idee.
Ti hanno ucciso ma con il tuo assassinio non hanno ucciso le tue idee e il tuo esempio. Tu vivi in tutte quelle persone che lottano per vedere riconosciuti i diritti degli ultimi; tu vivi in tutti coloro che non si arrendono e non si rassegnano davanti all’arroganza del potere.
Il tuo esempio è difficile da seguire; indica una strada impervia e piena d’ostacoli. Per non tradire le tue idee non bisogna scendere a compromessi, non bisogna sacrificare sull’altare del facile consenso i propri ideali. Fare politica seguendo il tuo esempio significa scontrarsi quotidianamente con tutti i politicanti che, mentendo, imbrogliando e carpendo la buona fede degli elettori acquisiscono potere che utilizzano per i loro affari e mai per il Popolo. Seguire il tuo esempio significa scontrarsi con la politica del condono, dell’inciucio, del poltronismo, dell’arroganza, del disprezzo dei cittadini, del clientelismo ma seguire il tuo esempio è l’unico modo onesto per fare politica per il Popolo.
Grazie Peppino per quello che ci hai donato con la tua breve vita; l’esempio e le idee che ci hai lasciato in eredità sono una grande ricchezza e rappresentano e rappresenteranno sempre l’unico modello d’impegno politico che condivido.

Buon compleanno Compagno, ti abbraccio e ti saluto a pugno chiuso.


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SEL e la follia autodistruttiva

Diario 29/12/2009

Quando Nichi Vendola parla non dice mai cose banali ed è sempre interessante ascoltarlo.Riconoscendo a Nichi qualità superiori alla media dei politici italiani ho sperato che il mio entusiasmo tornasse a rivivere, invece leggendo la pletorica lista di “dirigenti” che fanno parte del coordinamento nazionale e del Comitato scientifico (che roba è? A cosa serve? Perché continuano ad ampliarlo? Perché c'è poco spazio per le nuove generazioni ed effettivo ricambio?) di Sinistra Ecologia e Libertà, mi rendo conto che ancora non siamo all’anno zero della sinistra italiana. O per meglio dire, siamo all’anno zero ma né i dirigenti di SEL né i dirigenti dei partiti comunisti hanno compreso la gravità della situazione e continuano a ritagliare spazi per i soliti noti, preferendo scissioni inutili per la Sinistra ma funzionali al partito unico Pd- Pdl. Per troppi anni ho votato e mi sono speso per questi personaggi in cerca d’autore e ora sono stufo di assistere sempre al solito triste teatrino della politica.

Da qui alle regionali coltiverò la speranza che qualcuno dimostri che vale la pena spendersi ancora per la Politica, se invece continueremo ad assistere a questi giochini vorrà dire che la sinistra italiana merita non uno ma 1000 piduisti come presidenti del consiglio.

Ecco il lungo elenco di dirigenti, un nemero talmente alto che se continuano con questi giochini rischia di superare il numero degli elettori

Nichi Vendola portavoce

Coordinamento nazionale:

BANDOLI Fulvia, BOCCHINO Valentina, CATIZONE Eva, CENTO Paolo, CERUTTI Monica, CLARK Lisa, CREMONESI Chiara, DE PETRIS Loredana, DEIANA Elettra, DI PALMA Dino, FARINA Daniele, FAVA Claudio, FERRARA Ciccio, FRATOIANNI Nicola, FUMAGALLI Marco, FURFARO Marco, GUIDONI Umberto, LEONE Betty, MATTIOLI Gianni, MIGLIORE Gennaro, PALAZZOTTO Erasmo, PALMA Mauro, PARMENDOLA Mariella, PERUGIA Chicca, RAGOSTA Michele, ROBOTTI Luca, SALACONE Simonetta, SASSO Alba, SCOTTO Arturo, SGRENA Giuliana, VENDOLA Nichi, ZAN Alessandro

Primo elenco del Comitato Scientifico che sarà poi completato dalle proposte del Presidente Fabio Mussi e del coordinamento nazionale:

Acciarini Chiara, Agostinelli Mario, Belillo Katia, Bellucci Sergio, Barretta Franco, Boccia Maria Luisa, Buiatti Marcello, Bulgarelli Mauro, Calopresti Mimmo, Calzolaio Valerio, Castorina Paolo, Cini Marcello, Cristante Stefano, Dalmaso Monica, De Santis Carlo, Di Salvo Titti, Flamigni Carlo, Forgione Francesco, Francescato Grazia, Fundarò Massimo, Gagliardi Rina, Gianni Alfonso, Giordano Franco, Giovagnoli Sergio, Labate Wilma, Marrello Luigi, Musacchio Roberto, Mussi Fabio (Presidente), Napoletano Pasqualina, Napolini Folco, Nardi Monica, Occhetto Achille, Parisi Giorgio, Pignataro Ferdinando, Pisapia Giuliano, Pomeranzi Bianca, Salvadori Sandro, Sarasini Bia, Sentinelli Patrizia, Serafini Massimo, Simonetti Luisa, Tajani Cristina, Terranova Paolo, Tortorella Aldo, Zanotti Katia


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...e anche quest'anno è arrivato il natale

Diario 25/12/2009


Finché noi uomini "occidentali" costringeremo i nostri fratelli a morire è inutile scambiarsi gli auguri. Sarà vera festa soltanto quando finirà lo sfruttamento degli ultimi.
Sono padre e provo dolore al pensiero che tanti genitori siano costretti a vedere i propri figli spegersi senza poter far nulla per aiutarli.
Questi bambini sono il vero simbolo della sofferenza e della cattiveria umana; in natura gli altri animali non permettono la sofferenza dei cuccioli della loro razza, noi invece brindiamo e mangiamo fingendo di non sapere che parte del nostro stare bene e costruito sulla sofferenza degli altri.





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il ritorno della Luna

Diario 16/11/2009

Sono felice per aver ritrovato una persona unica.






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D'Alema e Berlusconi: i due compari

Diario 11/11/2009

 



La nomina di D’Alema a “ministro degli esteri dell’Europa” costituisce un grande pericolo per la sinistra italiana e per chi crede che un’alternativa credibile a Berlusconi possa esistere in questa povera nazione massacrata da tanti, troppi politicanti saliti al potere negli ultimi 20 anni.
Oggi di politica in Italia si parla solo di presidenti di regione che vanno a divertirsi con le trans e le prostitute con le auto blu; di presidenti del consiglio chiamati maiali dalle proprie mogli; di adoratori di Odino e del dio Po che diventano crociati a difesa del crocefisso. Molto gossip e non solo che serve soltanto a depistare o a diluire le vere notizie: squallidi sottosegretari e ministri della difesa e della giustizia che invece che punire chi uccide in carcere cercano assurde difese per gli assassini; candidati in pectore alla presidenza della regione Campania che vengono indagati “per essere i candidati della camorra”; direttori del Tg1 che trasformano il telegiornale di Stato in un megafono al servizio del ducetto di Arcore; presidenti del consiglio che cercano di imporre leggi per evitare condanne certe. Gli italiani vivono oggi la politica come una grande Novella 3000, tutti in cerca di foto morbose, con grande gioia dei soliti noti che continuano a detenere il potere alle spalle nostre, eterno popolo bue.

In questa marea di notizie gettate in pasto alle persone, tra un grande fratello e una scenata in Tv della Santanchè (da donna del dito medio agli studenti a grande sostenitrice del chiesa cattolica, esempio di donna di grande coerenza, cattolica che ha figli fuori dal matrimonio), la notizia inquietante per l’opposizione è la possibile nomina di D’Alema, inquietante per due motivi.
Il primo è che visto la sponsorizzazione di Berlusconi dobbiamo temere quale sarà la merce di scambio che il Pd di Bersani (di D’Alema) dovrà dare a mister B.
Il secondo è che dopo l’esilio di lusso di d’Alema corriamo il serio rischio di ritrovarcelo come candidato di “grande spessore” pronto a guidare il centro-sinistra all’ennesimo tonfo.


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L'ultima speranza: Ignazio Marino, Luigi De Magistris, Claudio Fava e Monica Frassoni

Diario 18/10/2009

In questa Italia ormai alla frutta, derisa dagli organi di stampa dei paesi occidentali, sembra non aver fine questa deriva politica, sociale e culturale. In questa situazione decadente è facile per il ducetto di Arcore affermare il culto della propria persona. Come un novello Caligola riempie il Parlamento, da lui ogni giorno deleggitimato, con tanti somari servili. Acquista giovani avversari alla Capezzone per aumentare il livello di scontro con un'opposizione che non c'è, arruola giovani donne per soddisfare il voyeurismo tipico di noi italiani. Le sue televisoni riempiono la testa dei telespettatori di fesserie alla Maria De Filippi, di finte trasmissioni di sinistra gestite dal sinistro piduista Maurizio Costanzo, i suoi giornali diventano armi puntate contro ogni minima opposizione, giornali guidati dai vari Signorini e Feltri, due comandanti dei plotoni di esecuzione, pronti a "fucilare" ogni persona che si oppone al pensiero unico di Arcore. Tutta la propria azione mira a creare una cortina fumogena per meglio poter agire per i propri interessi economici e per sfuggire alla giustizia. L'opposizione invece di evidenziare questa azione tipicamente sovversiva perde tempo come fa Franceschini o peggio si presta ad ennesimi inciuci alla D'Alema.
Oggi in Italia c'è una sola speranza per raddrizzare questa situazione da dittatura borderline: Ignazio Marino segretario del Pd, Luigi De Magistris segretario dell'Idv e Claudio Fava leader della Sinistra (da ex Verde dico anche che Monica Frassoni è l'unica capace di guidare una forza ecologista credibile).

Congresso dei Verdi...dalla padella alla brace

Diario 12/10/2009

Ormai è chiaro, i gruppi dirigenti dei partiti della sinistra non imparano dalle lezioni che gli elettori stanno provando a dare da molti anni.
Un piccolo bacino di voti diviso tra Sinistra e libertà, Rifondazione, Pdci, Vendoliani e Verdi. Tutti contro gli altri armati. Il Popolo della Sinistra chiede unità e loro continuano a scindersi. Ormai questi partiti sono diventati nano particelle che non affascinano e non trascinano ma servono solo a far dibattere personaggi che non hanno nulla da dare per far crescere la Sinistra.
I Verdi, il mio partito (ex partito da un paio di anni) è la dimostrazione lampante di quanto inutile e sterile sia questa lotta interna tra i dirigenti che hanno seppellito il partito; unico partito Verde in Europa che invece di crescere riesce a dividere anche quel misero 1% di consenso rimasto.
Dopo innumerevoli batoste elettorali i nomi di coloro che si propongono di risollevare la sinistra sono gli stessi che l’hanno affossata.
Se i vari Boato, Bonelli, De Petris, Cento, Bettin, Fundarò, ecc. avessero a cuore la crescita elettorale ma soprattutto la concretizzazione di una vera politica ecologista avrebbero fatto un passo indietro per permettere un vero ricambio di persone e di idee. Invece ancora oggi ci troviamo a parlare delle solite cose e delle solite prospettive: da una parte chi aspira a diventare o un cespuglio del Pd dalemiano o un’alleanza ibrida con i Radicali (Bonelli e Boato) e chi, invece di dare vita ad un vero partito di Sinistra, punta all’ennesima riedizione di un cartello elettorale che mai ha pagato nella storia degli ecologisti italiani (De Petris, Cento, Francescato).
Un vero peccato, perché in questo pianto greco una figura in grado di rilanciare gli ecologisti italiani c’è ed è Monica Frassoni. In Europa lo hanno capito e mentre quelli italiani litigavano, i partiti ecologisti europei indicavano in Monica Frassoni la migliore soluzione per ricoprire il ruolo di portavoce del Partito dei Verdi europei.
Con questo cieco gruppo dirigente è giusto intonare il de profundis del Sole che ride ed è grottesco leggere le dichiarazioni di chi, da favorito, ha perso il congresso. La scelta è semplice o si resta nei Verdi o si aderisce a sinistra e libertà da cittadini elettori. Purtroppo il fascino del non essere un semplice elettore è troppo forte in chi ha sempre cercato un posto al sole e già parlano di nascita di nuove associazioni di Verdi per Sinistra e libertà.
Emblematica l’assenza del capo dei Verdi negli ultimi anni. Il fantasma di Alfonso Pecoraro Scanio sicuramente si aggirava per il congresso e conoscendo la sua influenza su molti Verdi non mi meraviglierei se, come sempre, avesse deciso lui chi far vincere e chi far perdere.
Purtroppo la stessa analisi si può fare di ogni nano particella della sinistra italiana.

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La viltà dei nemici non merita il rispetto che si deve agli avversari

Notizie dal Comune di Sant'Andrea del Garigliano (FR) 7/10/2009

Premessa: questa nota è dedicata ai miei amici sinceri e a quelli che hanno imparato a conoscermi via web ma è anche "dedicata" a quei vigliacchi che cercano di attaccarmi agendo sempre nell'ombra. 

In questi giorni stanno diffondendo una falsa notizia per screditarmi davanti l’opinione pubblica santandreana. Con la loro solita tecnica, usano la delazione per attaccarmi.
Il fatto parte da una notizia vera: durante l’estate del 2003 lo scuolabus dotato di pedana per il trasporto dei diversamente abili, due volte mi ha prelevato dall’ospedale di Cassino per portarmi in Comune e per un po’ di giorni mi accompagnato nel tragitto (600 metri) da casa mia al Comune.
Ora da questa notizia vera si sta costruendo la favola che ho utilizzato impropriamente lo scuolabus per i miei scopi personali.
Chiarisco la situazione pubblicamente sperando che questi campioni della falsità abbiano la decenza di tornare nell’oscurità. Il 17 giugno 2003, dopo essere stato in Comune, sono partito per raggiungere la mia sede di lavoro a Roma, purtroppo ho avuto un grave incidente automobilistico che mi ha ridotto in fin di vita. Dopo un periodo di cure passate tra la rianimazione e il reparto di ortopedia sono tornato a casa il 15 luglio, completamente immobilizzato, senza poter utilizzare gambe e braccia. In accordo con il Sindaco Casale ho continuato ad occuparmi del Comune anche dall’ospedale (testimoni sono le persone che venivano a parlarmi in ortopedia); amministrare per me resta un dovere nei confronti di chi ci elegge.
Il 22 luglio, un martedì, sono tornato in Comune. Ricordo bene il giorno perché nella mia memoria e stampato il ricordo dell’applauso spontaneo che i miei cari concittadini presenti al mercato mi hanno dedicato quando scendendo dallo scuolabus sulla sedia a rotelle sono stato accompagnato in Comune. Gli abbracci e i baci sinceri di quel giorno sono un caro ricordo che serbo gelosamente e che mai ho messo in pubblico; oggi sono costretto a farlo per difendermi da vigliacche accuse. In quel periodo due volte lo scuolabus mi ha trasportato all’ospedale per fare dei controlli, per poi riportarmi in Comune. Ogni volta si è seguita la corretta procedura, con la prevista autorizzazione per far viaggiare lo scuolabus fuori dal territorio comunale, firmata dal Sindaco. Mai, ripeto mai, ho utilizzato lo scuolabus per esigenze personali, ma soltanto per poter svolgere il mio mandato di consigliere e la mia delega di assessore.
Oggi a distanza di 6 anni alcuni personaggi meschini utilizzano questa notizia vera per montare una falsità con il solo scopo di giustificare i loro abusi. Sfido questi delatori di professione, incoraggiati dai miei nemici (l’avversario si rispetta, il nemico no e loro con questi comportamenti dimostrano di non meritare rispetto) a confrontarsi alla luce del sole. Se invece non hanno il coraggio di mostrare la loro faccia, tornino nell’ombra e la smettano di cercare appigli per screditare la mia persona. Se cercano personaggi che utilizzano la cosa pubblica per perseguire scopi personali li esorto a guardare nel loro orticello, nel gruppo che mi onora di sincero sostegno, nessuno mai utilizzerà la propria carica elettiva per scopi personali. Se i mandanti di questi delatori non la smetteranno di aizzarli, mi costringeranno a parlare di incarichi e altre faccende del passato che giacciono nei cassetti della mia memoria.
In tutta questa situazione è evidente il mediocre livello al quale è scesa la politica santandreana. Pur di attaccarmi utilizzano un periodo particolare della mia vita (e non è la prima volta), l’unico risultato che otterranno è mostrare la loro vigliaccheria e meschinità.


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Il Partito democratico e il rovesciamento del pensiero di Che Guevara

Diario 6/10/2009

(fonte: l'Unità) Antonio Gaglione, il recidivo non pentito, che in poco più di un anno è mancato 4041 volte al voto, ha battuto tutti sul tempo, togliendosi dall'impaccio. Armi e bagagli, con un oplà il medico brindisino, amico di Fioroni e di Rosy Bindi, si è già rifugiato nel gruppo misto.

La cosa che mi fa incazzare di più non è Gaglione che se ne frega di andare in Parlamento ma che a protestare siano coloro che lo hanno nominato Parlamentare e che fino ad oggi hanno permesso a Gaglione di non andare in Parlamento.
Invece di sbraitare i dirigenti del Partito democratico dovrebbero chiedere scusa agli italiani per aver riempito il Parlamento di parassiti capaci soltanto di intascare lo stipendio. Invece di giustificare gli ingiustificabili che malati partecipano a manifestazioni pubbliche, scelgano la via del rigore, è immorale prendere lo stipendio e fregarsene di fare opposizione parlamentare. Chi pretende di rappresentare il popolo (loro rappresentano in verità i segretari di partito) ha il dovere di comportarsi come affermava Ernesto "che" Guevara << Il partito è l’esempio vivente; i suoi quadri devono essere modelli di laboriosità e sacrificio; con la loro azione devono portare le masse al compimento degli obiettivi rivoluzionari..>>.

Nel Pd funziona al contarrio. Gli elettori del Pd sono migliori dei loro squallidi rappresentanti, spero che se ne rendano conto e che alle primarie di ottobre diano un forte segnale all'oligarchia che da troppo tempo gestisce la loro passione politica, eleggendo Ignazio Marino segretario.

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Casini solidale o sodale?

Diario 3/10/2009

"Questi sono atteggiamenti irresponsabili e politicamente infantili. Se l'Italia dei Valori continua cosi', Berlusconi rimarrà al Governo per altri 60 anni". Cosi' Pier Ferdinando Casini questa mattina ha stigmatizzato l'atteggiamento dell'IDV che ha mostrato in Aula l'agenda rossa di Paolo Borsellino e ha accusato Governo e Presidente del Consiglio di essere mafiosi. "Nella contrapposizione politica di queste ore - ha affermato Casini - non bisogna mai perdere il senso delle dimensioni: ai colleghi del Pdl e al Presidente del Consiglio esprimo solidarietà per le parole inqualificabili espresse dal collega dell'Italia dei Valori''.

Casini dirigendo il partito di Cuffaro sente in modo naturale il bisogno di solidarizzare con chi è accusato di essere mafioso...



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I miei gioielli

Diario 12/8/2009

Da tanto tempo sto trascurando il blog e soprattutto i blog dei miei amici. Il tempo mi manca, troppi impegni, troppe responsabilità, troppo anche per me che come dice qualche mia amica sono bionico.
La mia compagna sta male (fortunatamente è un male temporaneo...almeno si spera). Dal 19 luglio al 5 agosto è stata ricoverata. Il 5 agosto è tornata a casa per un po'. Tutti eravamo felici di averla nuovamente in casa con noi ma lo stesso giorno ho ricoverato il piccolo Yari a causa delle convulsioni. Sembra assurdo ma è successo, la mattina ho riportato a casa Katia e la sera ho ricoverato Yari. Le convulsioni sono un mio "regalo", anche io fino a sei anni ho avuto varie crisi convulsive. Yari era appollaiato sulla mia spalla, tra le mie braccia quando ha avuto la crisi. Ricordo ogni istante della corsa in ospedale, nemmeno per un momento ho ceduto al panico mentre lo portavo in ospedale insieme a mia cognata. L'unico momento di cedimento è stato quando nella culla dell'ospedale il mio piccolo mi ha visto piangere e mi ha accarezzato anche con il braccio immobilizzato dove avevano infilato l'ago della flebo. Da venerdì è a casa e fino al 19 agosto, giorno del nuovo ricovero di Katia, staremo tutti insieme. Ora devo smettere di scrivere perché la mia Luna reclama giustamente attenzioni da un papà che tra medicazioni di una ileostomia, pulizia della casa, spesa, pannolini e altre faccende domestiche ha poco tempo da dedicarle. Sono molto stanco ma fortunatamente i due piccini di casa non mi danno il tempo di accorgermene perché vogliono continuamente giocare con il papà.
La domanda che ogni giorno mi faccio è: ma come fanno le casalinghe a resistere per anni?

PS: alcuni in questo periodo stanno apprfittando della mia forzata latitanza ma voglio ricordare loro che sto per tornare...

PPS: La Regione Lazio sembra risvegliarsi e dopo anni di totale silenzio sul dramma di chi non ha i soldi per arrivare alla fine del mese "inventa" il reddito minimo garantito. Finalmente la nostra Regione cerca di mettersi allo stesso livello dei Paesi europei più evoluti...altro che bufala della social card



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Oggi sciopero

Diario 14/7/2009




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Prevedo una marea di iscritti per il Pd

Diario 13/7/2009

Avevano preparato tutto con i soliti ingredienti: due candidature (Bersani e Franceschini) sponsorizzate dai soliti noti (D’Alema e Veltroni), qualche “giovane” (Debora Serracchiani) alla quale è stato concesso un guinzaglio più lungo per un po’, per poi esser riportata a cuccia (tandem con Franceschini, con la benedizione di Fassino), finti allontanamenti dal dibattito interno (Veltroni l’Africano) per poter essere speso come leader super partes in un futuro prossimo, i soliti politicanti di secondo piano divisi in parti uguali tra i due contendenti. Il tutto senza parlare di piattaforme programmatiche, di idee, di strategie, di ferma opposizione al duetto di Arcore: tra Bersani e Franceschini nessuno sa dire quali sono le differenze sostanziali, se si escludono gli sponsor che hanno alle spalle.
Poi arriva Ignazio Marino con la sua candidatura semi indipendente (l’ombra di Bettini è inquietante) è comincia a sparigliare le solite carte, iniziano le prime tensioni, i primi commenti del tipo “è un professionista capace, ma non è in grado di gestire un grande partito”, Marino non contento giustamente solleva la questione morale e gli immorali che governano il Pd insorgono (dalla Bindi alla Binetti, dalla Melandri alla Finocchiaro), guai parlare di questione morale in casa degli immorali.
Ci mancava il colpo di teatro e chi se non Beppe Grillo poteva concretizzarlo. La candidatura di Grillo ha subito terrorizzato i pupi e i loro pupari, per il solo fatto di aver detto che vuole concorrere hanno subito iniziato a rilasciare dichiarazioni farneticanti. Bersani
Il Partito democratico è «una cosa seria» e certamente non un «autobus dove uno salta su per fare un giretto». Quella di Beppe è «una proposta che testimonia che abbiamo allestito un partito che può essere ritenuto come un’occasione sulla quale saltar su per sviluppare la propria politica»”. Fassino (a proposito mi piacerebbe chiedere a Debora Serracchiani perché Bersani è apparato e Fassino no) “Non c’è alcuna ragione per pensare che Grillo possa essere candidato alla segreteria del Pd nessuno è preoccupato dalla candidatura di Grillo. Il partito è una cosa seria e ha delle regole. Grillo non è iscritto e non si riconosce nel Pd. Se Grillo vuol fare politica metta in piedi un partito e si presenti alle elezioni." Giovanna Meandri “A Grillo vorrei dire che il Pd non è un tram su cui si può salire all’occorrenza. Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita non può candidarsi a guidarlo.”
Il solo Ignazio Marino ha dichiarato “Seguendo le regole della democrazia, chiunque ha le carte e le firme lo può fare. Io non giudico le persone, se Grillo arriverà con una mozione strutturata e risposte concrete sui temi che preoccupano le persone che vivono nel Paese, non vedo perchè debba essere escluso”.
Ignazio Marino è l’unico che conosce il regolamento interno del Pd per presentare una mozione congressuale, gli altri non sanno nemmeno di cosa si parla.
Viva Ignazio Marino e viva Beppe Grillo, questa volta una benefica onda rischia di travolgere tutto e di ridare vita ad un partito nato morto.

Ballottaggio provinciali di Frosinone

Provincia di Frosinone 23/6/2009



In provincia di Frosinone dopo 15 anni di gestione del centro-sinistra il centrodestra vince le elezioni provinciali.
Personalmente non ho votato al ballotaggio perché l'apparentamento innaturale con l'UDC (il partito di Cuffaro per chi finge di dimenticarlo) e con la lista dell'europarlamentare alleanzino ed ex missino Foglietta mi ha mostrato, per l'ennesima volta, che il centro-sinistra ciociaro punta esclusivamente alle poltrone e al mantenimento del potere. Un potere troppe volte costruito su una politica clientelare. L'ex presidente provinciale Scalia (promosso assessore regionale in quota PD perché non ricandidabile alle provinciali) invece di accettare la scelta degli elettori ha subito scaricato la colpa sugli altri, ha infatti  affermato che è una sconfitta politica e non amministrativa, dovuta al fatto che il nome di Berlusconi ancora incide sulle scelte dell'elettorato e poi, dandosi la zappa sui piedi, ha affermato che il centro-sinistra ha vinto nei piccoli comuni dove i militanti e gli amministratori riescono a raggiungere tutti gli elettori. Forse non si è accorto che, con la sua affermazione, ha corroborato la teoria di chi afferma che il centro-sinistra ciociaro ha fatto del clientelismo l'unica azione politica.
Per entrare nel merito dello sciagurato e controproducente accordo con l'UDC e Foglietta riporto i dati (voti in più al secondo turno) dei comuni che, nella testa dei dirigenti del centro-sinistra dovevano fare la differenza grazie all’apparentamento con il terzo polo.
Frosinone (l'ex sindaco Marzi era il candidato presidente del terzo polo): solo 270 voti in più.
Arpino (il sindaco Forte era il candidato alla vicepresidenza del terzo polo): 643 voti in più. Il solo partito dell’UDC (partito del sindaco) al primo turno aveva 1582 voti.

Torrice (il sindaco è Savo candidata di punta del terzo polo che aspirava alla poltrona di consigliere comunale): 519 voti in più. Al primo turno la lista Marzi (candidato il sindaco Savo) aveva ottenuto 1175 voti.

Supino (il sindaco è l’europarlamentare Foglietta): 296 voti in più, il terzo polo aveva ottenuto 823 voti.

Cassino, feudo della deputata Anna Teresa Formisano, assessore di punta della giunta Storace: 855 voti in più, il terzo polo aveva ottenuto 2684 voti.

Al secondo turno Schietroma (candidato del centro-sinistra) ha ottenuto 8040 voti in meno, mentre Iannarilli (candidato del centrodestra) ha ottenuto 16191 voti in meno.

I numeri dicono che la scelta fatta dai dirigenti del centro-sinistra provinciale è stata sbagliata, che al secondo turno molti elettori del centro-sinistra hanno disertato le urne e che le truppe di questi generali del terzo polo non hanno seguito i loro sciagurati comandanti. Anzi con questo accordo nemmeno con oltre 16000 voti persi da Iannarilli si è riusciti a sconfiggerlo.

Un gesto di onestà politica dovrebbe portare alle immediate dimissioni di tutti i segretari di partito che hanno approvato questa scelta innaturale di apparentarsi con il Terzo polo... ma alla fine resteranno tutti ai loro posti... purtroppo.


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lettera aperta
al compagno Luigi

9 dicembre 2005

Compagno Luigi,
ti chiamo compagno, in quanto mangiamo alla stessa tavola della lotta e condividiamo il pane della rabbia e della voglia di cambiare.
Diversi impegni tengono noi entrambi su una corda, come dei funammboli con la benda sugli occhi e senza alcuna protezione sotto di noi.
A volte accadono delle cose e si perde l'equilibrio, col rischio di cadere per terra, col rischio di morire dentro. Ma spesso, quando un funambolo perde l'equilibrio, c'è sempre uno che, tenendosi stretto a una corda d'emergenza, gli va incontro e gli tende una mano.
Così vorrei fare io con questo post. E non preoccuparti di prendere, oltre alla mano, anche il braccio; sei un compagno, è il minimo che possa darti.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

[
c'è bisogno di dire il titolo e l'autore di questa canzone?]

un abbraccio,
Nicola

  
Che Guevara
assassinato il 9 ottobre 1967


Ingrid Betancourt
rapita il 23 febbraio 2002


Peppino Impastato
assassinato il 9 maggio 1978


Rosario Livatino
assassinato il 21 settembre 1990





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