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luigirossi
il blog di chemako
1 gennaio 2016
2016


Auguro un sereno 2016 a tanti ma non a tutti.
Non riesco a essere ipocrita. Ai razzisti, agli omofobi, ai fascisti di ogni specie, ai violenti, agli aguzzini di donne e bambini che spesso vivono nelle stesse case delle loro vittime, a coloro che godono delle sofferenze degli altri esseri viventi, agli integralisti violenti di ogni religione che resta il male assoluto (la fede la rispetto anche se non ho nessuna fede), a coloro che torturano e uccidono protetti dallo stato, ai politicanti che rubano il nostro presente e il futuro dei nostri figli, a questa massa di gentaglia auguro un 2016 di merda.




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14 giugno 2015
Salvini, la scabbia, la malaria e l'ignoranza.



Questo post è per gli imbecilli e gli imbecilli razzisti.


Malaria.

600.000 decessi per malaria riportati nel mondo (2014), l’80% dei quali in bambini sotto i 5 anni di età. Un vero dramma che in bocca ad uno come #Salvini diventa strumento per raccattare il voto di gente razzista, ignorante e pigra. La malaria si trasmette attraverso le punture della zanzara anofele infetta, non esiste il contagio da uomo a uomo e nemmeno da uomo a razzista. Questa cosa l'ho studiata sul sussidiario delle elementari, possibile che un'informazione che sanno i bambini non riescono a comprenderla i fan adulti dell'indecente Salvini?


Scabbia:

La scabbia è diffusa in tutto il mondo, a prescindere dall'etnia e dalla classe sociale; l'individuo colpito dalla malattia di solito ospita 10-15 parassiti. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno in tutto il mondo si verificano oltre 300 milioni di casi di scabbia. La trasmissione avviene in più modi:

- attraverso il contatto diretto e prolungato, ad esempio tenendosi per mano;

- durante i rapporti sessuali;

- utilizzando indumenti, lenzuola o asciugamani di una persona infetta.

Mi sembra difficile che il razzista fan di Salvini vada in giro mano nella mano con un migrante, che abbia rapporti sessuali con un migrante o rubi le lenzuola ad un migrante che dorme per strada... ma si sa i razzisti sono ignoranti e incoerenti, forse lo fanno.

P.S. cari razzisti alla Salvini, se proprio fate l'amore con una persona che ha la scabbia, gli rubate le lenzuola o ci passeggiate mano nella mano (escludo questa terza possibilità, ma non le prime due) vi gratterete per un po', ma se andate dal medico vi guarirà facilmente dalla scabbia, ma non dalla malattia peggiore al mondo: l'ignoranza.


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23 aprile 2015
La casta, il dito e il popolino
In Italia la crisi sta facendo danni irreparabili. Dal punto di vista economico, sociale e culturale, siamo diventati un paese anacronistico.

La classe dirigente attuale, utilizzando stampa e televisioni servili, ha capito che bisogna dare di volta in volta un nemico diverso al popolino.

La casta dirigente punta il dito e un popolo sempre più disperato trova “sollievo” ai propri problemi riversando odio verso qualcuno, ignorando che la causa della disperazione è la casta che punta il dito.

Hanno iniziato con gli statali, tutti fannulloni e via con i servizi televisivi e gli articoli che fanno passare tutti gli statali come truffatori che timbrano il cartellino e poi se ne vanno in giro a fare altro.Poi è toccato ai rom, tutti rapitori di bambini e ladri. In seguito è stato il turno degli albanesi, tutti ubriaconi e violentatori, sostituiti a seconda del periodo da slavi e rumeni. Poi è toccato agli insegnanti che lavorano poco e osano anche lamentarsi. Poi è arrivato il momento degli islamici, tutti pericolosi terroristi. Ora è il turno dei migranti, che diventano tutti clandestini terroristi che rubano il lavoro agli italiani e che manteniamo in alberghi di lusso, comprando loro anche il superfluo.

In tutto questo martellamento ossessivo degno della massima del nazista Goebbels <<Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.>>, poche voci si sono alzate per spiegare che non erano vere queste generalizzazioni, che i dati reali sono altri, che troppo spesso si è preso il caso isolato rendendolo simulacro di intere comunità o categorie.

Esistono statali, rom, albanesi, slavi, rumeni, insegnanti,islamici, migranti disonesti o pericolosi, ma generalizzare è disonesto e da ottusi, leggete i dati reali, non generalizzate, siate onesti intellettualmente e smettetela di attaccare chi si oppone a questo schifoso modo di"pensare".

La cosa più grottesca è che questi intolleranti che amano puntare il dito prima o poi saranno il nuovo bersaglio da additare e quando si gireranno a cercare solidarietà e aiuto da qualcuno si accorgeranno di essere rimasti soli e affogheranno nel liquame dei loro abominevoli pensieri.

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20 aprile 2015
Mudiwa

Mudiwa

Siamo uno addosso all’altro, sento il respiro di persone che non conosco su di me, ma li sento fratelli. Siamo fratelli nella disperazione per molti, io preferisco fratelli nella speranza.
Sono partita giorni fa su una di quelle che in Italia chiamate bagnarole cariche di clandestini e che per me e i miei fratelli è la nave che salpa verso una nuova vita, una vita migliore di quella che ci lasciamo alle spalle.
Per voi siamo quelli che rubano il lavoro, delinquenti clandestini da far annegare lontano dalle vostre coste; vorrei per un minuto farvi vedere la nostra vita con i nostri occhi.
A casa nostra siamo in 16, viviamo in una piccola capanna all’interno del villaggio; l’acqua dista decine di chilometri che ogni giorno percorriamo tra tanti pericoli. I leopardi per noi non sono animali da ammirare su splendide jeep e da fotografare, sono i predatori che cerchiamo di evitare per raggiungere l’acqua. Quella strada a volte diventa il nostro cammino verso la morte, lo sappiamo, ma dobbiamo percorrerla altrimenti la morte arriverebbe a noi sotto altre forme, ancora più terribili.
Mi chiamo Mudiwa, che in lingua Shona significa “amata”. I miei genitori mi hanno amata dal primo giorno, sono la quattordicesima figlia, unica femmina.
Ho 14 anni e sono partita dallo Zambia, dopo la morte di quattro dei miei fratelli. Mio padre è morto mentre cercava cibo per noi, probabilmente ucciso da un leopardo, da una iena o morso da qualche serpente, non abbiamo mai saputo nulla di lui da quella maledetta mattina che è uscito e mi ha baciato come faceva ogni giorno, dicendomi <<Ti voglio bene, mia piccola stella>>. 
Troppo dolore, troppa fame per restare al villaggio, ho deciso che dovevo raggiungere l’Europa per trovare lavoro e aiutare la mia famiglia.
Dallo Zambia alla Libia ho percorso quasi 10.000 chilometri in oltre cinque mesi di viaggio: Congo, Uganda, Sudan del sud, Etiopia, Eritrea, Sudan, Chad, Nigeria, Niger e Libia. Non so quante volte ho rischiato la vita, ho perso il conto, ma avevo una meta, cercare lavoro per aiutare la mia famiglia. Durante il viaggio in molti mi avevano detto di raggiungere il porto di Bengasi in Libia, da lì partivano le navi della speranza. Avevo i soldi che tutta la mia famiglia aveva raccolto per pagarmi questo viaggio, erano un tesoro per noi, non potevo fallire, ero la sola speranza per tutti.
Giunta in Libia ho scoperto che i soldi non bastavano e non ne avevo abbastanza per tornare indietro. Non sapevo come fare e uno degli scafisti mi ha detto che avevo una fortuna, il mio corpo, bastava venderlo ai turisti europei.
Per quasi un anno non so quanti maschi hanno usato il mio corpo, per me era diventato tutto automatico dopo qualche settimana. Mi ricordo la prima volta, ho piano tutto il tempo ma quell’europeo, vecchio e grasso, non si è accorto di nulla, per lui non ero nemmeno un essere umano, ero solo un buco da usare per il suo solo piacere. 
Tante volte ho pianto mentre mi vendevo per soldi, ho pianto fino a quando le lacrime sono finite, non ne avevo più, non sentivo più nulla, avevo imparato a fuggire in un mondo mio, un mondo di fantasia e mentre quei vecchi bianchi mi usavano, io ballavo e giocavo nel mio villaggio, con i miei fratelli, con i miei amici ed ero felice.
Una volta raccolti i soldi sono partita da Bengasi verso l’Italia. Il mare è agitato, la nostra barca ondeggia, ho paura, due giorni fa sono caduti in mare in tre e chi comanda la nostra nave non ha fatto nulla per aiutarli, li ha abbandonati in quel mare gelido, condannandoli a una morte orribile. Sento i lamenti degli altri, io ho imparato a tenermi tutto dentro, a non mostrare la mia paura. Gli schizzi d’acqua gelida sono una tortura costante, si dorme per qualche minuto, ma la paura ci tiene svegli. 
E’ tutto buio intorno a noi, la luna è coperta dalle nuvole, i nostri comandanti ci dicono che tra poco saremo in Italia, dovremmo gettarci dalla nave e non fare mai i loro nomi una volta arrivati a riva, altrimenti i loro amici avrebbero sterminato le nostre famiglie. Sento alcuni che urlano che non sanno nuotare, ma i nostri aguzzini non sentono ragione e li buttano in acqua per primi. 
Il buio è nostro alleato per non farci scoprire prima di toccare il suolo italiano.
Non so nuotare neanche io, a casa mia non c’è il mare, non lo avevo mai visto prima, ma non dico nulla, sarebbe inutile.
Prego Dio, sì, sono cristiana battezzata come voi italiani, ho il vostro stesso Dio e lo prego con le vostre stesse preghiere che mi hanno insegnato alcuni missionari cattolici. 
E’ arrivato il mio momento, un vecchio, vicino a me, mi ha dato un pezzo di legno e mi ha detto di restarci aggrappata per galleggiare. Sento le mani di uno dei capi afferrarmi e scaraventarmi fuori dalla nave come fossi un sacco. L’acqua è gelida, il vento soffia forte, ho freddo, resto attaccata a quel pezzo di legno e non affogo, ce la farò, Dio mi sta aiutando. 
Intorno a me sento urla e percepisco il terrore di molti, non si vede nulla, ci hanno detto solo che davanti a noi c’è l’Italia, la nostra speranza, la speranza delle nostre famiglie.
Continuo a muovere le gambe e ad andare nella direzione che ci hanno detto di seguire. All’improvviso il vento, sempre più forte, spazza via le nuvole davanti alla luna ed essa illumina tutto. È una splendida luna piena, sono felice, mi sento più sicura, come se la luce della luna fosse una corazza in grado di difendermi da tutto l’orrore che da quando sono nata mi fa “compagnia”.
Alzo lo sguardo per vedere la terra ferma, per vedere la vostra Italia, ma non vedo nulla, mi giro intorno e non vedo nulla tranne altri disperati come me, quelli che voi insultate e odiate perché vi rubano tutto. La nave che ci ha gettato in mare è sparita, ci hanno ingannato, non siamo vicini all’Italia, siamo in mezzo al mare, abbandonati e andiamo incontro ad una morte certa. Dopo tanto sacrificio e tanto orrore vado incontro alla morte, nemmeno Dio mi ha ascoltato, ho pregato tanto nella mia breve vita, ma Dio evidentemente non ascolta coloro che rubano il lavoro agli italiani. 
Non ho più forza, il freddo dell’acqua e del vento hanno irrigidito i miei muscoli, non serve a nulla lottare. Lascio la presa sul pezzo di legno e mi lascio andare, mentre affondo nell’acqua gelida, chiudo gli occhi e non prego più, mi rifugio nel mio mondo di fantasia e gioco con i miei fratelli e amici, felice. Sento una voce, è mio padre che mi dice <<Ti voglio bene, mia piccola stella>> ed io non sono mai stata felice come ora che sto morendo.




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31 marzo 2015
Consiglio comunale di Sant'Andrea del Garigliano
31 Marzo 2015

Finalmente un Consiglio comunale con qualche santandreano che ascolta, eravamo solo in sei, ma per gli standard dei consigli da quando è stato eletto sindaco Giovanni Rossi, siamo oltre la media (nessuno assiste ai Consigli comunali).
Ero in splendida compagnia, con l’ingegnera Iolanda  e la Miss Antonietta, quindi ho faticato a concentrarmi sul Consiglio, ma qualcosa ho capito.
Il consigliere Migliaccio, l’ex vice sindaco di Giovanni Rossi, che prova sempre a dire che bisogna dimenticare il passato e bene ha fatto il consigliere Massimo Marrocco a ricordargli che oggi paghiamo i danni fatti dalla sua amministrazione, si preoccupava del fatto che per un giorno l'accompagnatore sullo scuolabus non era stato presente (segnalazione fatta non dall’opposizione, ma dall’Assessore Elisa Galasso). Voglio ricordare al Sindaco e ai due consiglieri di non opposizione che prima sedevano nella stessa Giunta, che loro nemmeno facevano la revisione allo scuolabus.
Il consigliere Migliaccio si è lamentato giustamente, del fatto che non era stata comunicata la presenza di una dipendente del comune di Vallemaio nel nostro Comune, peccato che da vice sindaco ha sempre evitato di comunicare i tanti dipendenti degli altri comuni che son diventati persino Responsabili del servizio nel nostro Comune.
La non opposizione ha contestato il Sindaco che lamentava lo scarso personale a disposizione dell’Ente, anche io ritengo che in Comune ci sia personale a sufficienza, ma vorrei comunque ricordare ai due paladini della non opposizione che loro hanno dato inizio “all’utilizzo” di personale esterno, persino quando in Comune avevamo molti più dipendenti. Migliaccio ha ragione quando afferma che nessuno risponde al telefono del Comune, questa assurda abitudine l’ho constatata personalmente.
La non opposizione ha detto che invece di pagare la dipendente di Vallemaio si potevano pagare più ore agli LSU, hanno ragione, anche noi in passato avevamo proposto questa cosa, peccato che la nostra proposta fu bocciata dalla Giunta in cui sedevano i due della non opposizione.
Il consigliere Migliaccio ha ragione quando dice al vice sindaco Giuseppe Rivera che bisogna ponderare le risposte... peccato che lui le ponderava per mesi e poi dava risposte false (ovviamente tutto documentato, non parlo mai senza avere materiale verificabile) oppure le ponderava così bene che ancora deve rispondere a interrogazioni vecchie di anni.
Il consigliere De Simone e il Sindaco iniziano a discutere su un CUD che il comune non era stato in grado di stampare, non ridevo così dalla lettera nel film “Totò, Peppino e la malafemmina”. Il Sindaco alla fine, dopo essersi arrampicato sugli specchi, afferma che la convenzione decennale INPS per il cud è scaduta, la non opposizione giustamente afferma che dovevano accorgersene prima, ricordo ai due ex compagni di merenda del Sindaco  che con loro nemmeno l'assicurazione del comune si rinnovava, dando origine a contenziosi con i cittadini.
Altra giusta critica della non opposizione è sui tempi biblici che questa amministrazione impiega per predisporre gli atti e cita l’esempio del pacco di natale per gli anziani e la befana per i bambini, dimenticando che quando c'erano loro si sbagliavano gli atti e poi bisognava sistemarli per evitare denunce e/o commettere reati.
Il consigliere Migliaccio contesta all’assessore Elisa Galasso di fare l’avvocato difensore del Sindaco, perché interviene sempre lei. Questa è la classica gelosia dell’uomo tradito, una volta quel posto da “avvocato difensore” era il suo. Da uomo solidarizzo con il consigliere Migliaccio, vedere un’altra persona al fianco del Sindaco è come trovare la donna amata a letto con un altro.
In questa discussione surreale un cittadino interviene dicendo che gli LSU in Comune o chattano al telefono o stanno a gambe accavallate, ma il Sindaco deve farle lavorare anche se hanno belle gambe. Un Sindaco normale avrebbe difeso in modo energico e appassionato i propri dipendenti (se davvero non lavorano è colpa sua), invece ha bofonchiato come al solito qualcosa.
Il consigliere Migliaccio parla della biblioteca e dice che il personale LSU è professionalizzato. Fa una proposta di consiglio (apertura della biblioteca come da legge e “rimettere” la LSU in biblioteca. Lui che da vice sindaco ha sottratto una stanza alla biblioteca ora si erge a paladino della cultura), che a mio parere non doveva essere inserita come proposta di deliberazione, ma come interrogazione, basta leggere il Regolamento del Consiglio Comunale e il Testo Unico degli Enti Locali, ma evidentemente la maggioranza ha anche problemi a leggere, mi meraviglia visto che in maggioranza siedono due avvocati.
L’assessore Elisa Galasso ha fatto una piccola storia della biblioteca e ha denunciato che dal 2009 non hanno catalogato nulla e che mancano molti libri. Ha evidenziato la mancanza di autori essenziali per i ragazzi, ha comunicato di aver acquistato giochi per i bambini e che è iniziato un corso di scacchi. Con la risposta ribalta le accuse sulle vecchie maggioranze e il consigliere Migliaccio scarica le responsabilità sul Sindaco, sui tre ex assessori Gianni Fargnoli, Antonio Carelli e Armando Pontiero.
Quando il Sindaco afferma che la LSU che prima si occupava della biblioteca ora è impegnata con i lavori pubblici, il consigliere Migliaccio, con il suo solito pessimo stile fatto di basse insinuazioni, evidenzia che si tratta di una diplomata magistrale che non ha competenze per i lavori pubblici, quindi è in quell’ufficio per altri motivi (per fortuna i consigli comunali sono registrati). La storia del nostro comune è fatta di dipendenti che hanno svolto compiti e assunto responsabilità diverse dai titoli di studio in loro possesso, chi fa il consigliere da 25 anni non può non saperlo.
La proposta è respinta, mentre viene approvata la proposta del consigliere Massimo Marrocco che chiede di fra “girare” gli LSU nei vari settori del Comune, per avere sempre personale in grado di lavorare in ogni settore.
La non minoranza fa leggere una lunghissima convenzione (un'ora e mezzo di lettura, mentre loro ridevano e parlavano) ottenendo il solo risultato di far andare via le persone che stavano seguendo il consiglio: quando qualcuno ascolta, una minoranza che ha argomenti non fa leggere ma si confronta e/o scontra con la maggioranza, ma questa non minoranza non ha argomenti.
Personalmente ho tenuto la maggioranza in Consiglio per ore, fare ostruzione è uno dei pochi strumenti in possesso dell’opposizione, ma quando c’era pubblico io preferivo il confronto con la maggioranza per evidenziare le enormi carenze del Sindaco e dei suoi consiglieri, su questa amministrazione possiamo stare ore e ore a parlare degli errori e orrori che fanno, ieri l’opposizione ha perso una grande occasione.
11 dicembre 2014
Il DNA del malaffare


C'è una linea color diarrea che lega lo scandalo Mose, Expo, infiltrazioni della ‘ndrangeta al nord e Roma, una sorta di DNA del malaffare e della pessima politica. Questa doppia elica è formata da PD, Forza Italia (con annessi partiti minori), criminalità organizzata e stampa servile.

Questo sistema sta sistematicamente distruggendo il nostro paese e sta cancellando anche la speranza per le nuove generazioni.

I rom e gli extracomunitari (ci sono anche delinquenti abituali tra rom e migranti, basterebbe un controllo immediato, ma la politica corrotta non dà strumenti idonei alle forze di polizia per controllare chi davvero è un delinquente, d'altronde un delinquente sta scrivendo la nostra costituzione) che delinquono sono la conseguenza non la causa, la causa è la politica malata che si accorda con la criminalità (spesso sono un corpo unico) sfruttando persone che vivono in condizioni disumane, per poi alimentare una guerra tra poveri.

Ieri dopo un silenzio ingiustificabile il peggior presidente della fu repubblica italiana ha parlato. Non ha attaccato i partiti per il loro squallido lucrare su tutto, sofferenza e povertà compresa, ha detto che il problema è l'antipolitica, quindi nella sua visione pro partiti, il M5S soprattutto. Stessa opinione di Buzzi (nelle intercettazioni lo dice a Carminati “Il problema è che non ci stiamo più noi … una cosa incredibile… Grillo è riuscito a distruggere il Pd“.) che vede Grillo e il M5S come unico ostacolo al proliferare degli affari tra politici e delinquenti (la "e" in questo caso è superflua).

Napolitano sembra lo zio/avvocato (l’attore Paolo Bonacelli) che nel film Johnny Stecchino nel dialogo con Dante (Roberto Benigni) afferma <<Nel mondo siamo conosciuti anche per qualcosa di negativo... quelle che voi chiamate piaghe... una terribile, e lei sa a cosa mi riferisco: l'Etna, il vulcano, ma è una bellezza naturale... ma ce n'è un'altra grave che nessuno riesce a risolvere, lei mi ha già capito... la Siccità.. la terra brucia e sicca, una brutta cosa... ma è la natura... e non ci possiamo fare niente... ma dove possiamo fare e non facciamo, perché in buona sostanza, purtroppo non è la natura ma l'uomo... dov'è? È nella terza di queste piaghe che veramente diffama la Sicilia e in patticolare Palemmo agli occhi del mondo... ehh... lei ha già capito, è inutile che io glielo dica... mi veggogno a dillo... è il traffico! Troppe macchine! È un traffico tentacolare, vorticoso, che ci impedisce di vivere e ci fa nemici famigghia contro famigghia, troppe macchine!>>.

Purtroppo non stanno scrivendo la sceneggiatura di una commedia cinematografica, ma stanno scrivendo il presente e il futuro di quello che un tempo era conosciuto come "il Bel Paese" e oggi è conosciuto come MafiaCapitale.

4 dicembre 2014
Renzi, Berlusconi e il cavallo Alfano.


 

Vorrei ricordare a Matteo Renzi che nel 2015 va in prescrizione, per il suo mentore di Arcore, il reato di corruzione di senatori, quella corruzione messa in atto per far cadere il governo Prodi (si parla del senatore De Gregorio, eletto nelle fila dell'Italia dei Volari e reo confesso di essersi venduto e che ha patteggiato 20 mesi). Bisogna cambiare quella vergogna della ex-Cirielli altrimenti il ducetto di Arcore avrà vinto anche stavolta, sfuggendo al giusto processo con una legge che si è fatto approvare da un parlamento servile. Berlusconi, il politico più furbo e capace di pensare esclusivamente ai suoi interessi, come un Ulisse in versione perfida e senza ideale alcuno, ha donato a Renzi il suo cavallo di Troia, Alfano. Questo personaggio è talmente fedele al suo padrone (chi crede che i due siano avversari ha abboccato al piano di Berlusconi, chi finge di crederci, è complice della tessera P2 1816) da spingere affinché la riforma della prescrizione valga solo per i nuovi processi, ennesima legge ad personam. Renzi se non fa nulla per cancelare la ex-Cirielli o fa come suggerisce il cavallo Alfano, agirà per il solo interesse di Berlusconi.

Dopo lo schifo venuto a galla a Roma, Renzi ha il dovere di mostrare che lui è diverso da quei personaggi che hanno fatto della politica, un'associazione a delinquere. Berlusconi, con cui sta riscrivendo la costituzione (non dimentichiamolo mai) è accusato di aver corrotto senatori per far cadere un governo legittimo, un vero colpo di stato senza l'uso delle armi.L'italia ha bisogno di onestà.


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18 aprile 2014
Nozze d'argento da sindaco? Meglio il viale del tramonto
Sia chiaro, per me i 10 anni di amministrazione del sindaco Giovanni Rossi rappresentano il peggior modo di amministrare possibile.
In questi anni ho assistito a talmente tanti pessimi esempi da parte loro da poter scrivere la sceneggiatura di un film dell'orrore, un film purtroppo tratto da una storia vera: il declino del nostro pese.
Soldi "persi" nel bilancio; soldi versati dai cittadini per mensa e scuolabus che non si sa che fine abbiano fatto; assicurazioni del comune non stipulate; gare d'appalto gestite in modo "fantasioso"; ditte escluse per "capriccio"; bolli degli automezzi comunali mai pagati; abbonamenti rai come se invece di un centro anziani si trattasse di un albergo di lusso; revisione dello scuolabus saltate; amministratori che fingevano di risolvere i problemi con la società che avevano delegato a mettere le mani nelle tasche dei cittadini; demolizioni e ricostruzioni viste solo per gli avversari politici (nemici nella loro visione); soldi regionali da erogare a chi aveva reale bisogno, usati per foraggiare gli orticelli che gli amministratori si erano creati e potrei continuare a lungo.
Ho contrastato in ogni sede questa mala amministrazione, mettendomi a volte contro cittadini che avevano usufruito di tali "favori", ma io sono così, la questione morale non contempla deroghe.
Dovevo e potevo fare molto di più, a volte non sono stato all'altezza del compito che essere opposizione comporta.
Ribadendo che le amministrazioni guidate da Giovanni Rossi siano da contrastare e criticare in toto c'è un però, in questi 10 anni l'attuale vicesindaco (ancora vice, talmente attaccato alla poltrona da non aver dato le dimissioni nemmeno quando il sindaco bussava alle case dei santandreani per cercare chi candidare come sindaco) si è vantato in forma pubblica e privata di essere quello capace, l'amministratore in grado di indirizzare le scelte; infatti spesso in Consiglio comunale, a causa del suo modo di influenzare le scelte del sindaco, ci siamo trovati con la maggioranza "costretta" a votare come diceva lui, perché nel suo arrogante modo di amministrare tutto ciò che propone la minoranza è da respingere, anche se giusto ed a favore dei cittadini.
Personalmente non ho dubbi nel ritenere l'attuale vicesindaco il responsabile principale della situazione drammatica in cui è precipitato il nostro paese.
Mi adopererò per far in modo che le nozze d'argento con il comune siano per lui non la festa da sindaco, ma il suo viale del tramonto.
11 dicembre 2013
Consiglio comunale del 09 dicembre 2013



Il 09dicembre 2013 finalmente il Sindaco ha convocato il Consiglio comunale perdiscutere e approvare il bilancio di previsione 2013!
Non mi dilungo su come sono andate le cose sui 13 punti all’ordine del giorno,sarebbe esercizio lungo e, soprattutto, noioso per chi legge.
Voglio sottolineare solo alcuni passaggi, a mio avviso importanti.
Per la prima volta sono stato d’accordo con il vicesindaco quando ha definito <<assurdo e scandaloso, non una cosacorretta discutere di bilancio di previsione a dicembre>>, non sonostato d’accordo quando ha addossato la responsabilità al governo e ha detto cheper farlo prima bisognava <<dotarsi di sfera di cristallo echiromante>>.
Spiego il punto di vista del gruppo consiliare di minoranza: anche per noi èscandaloso e assurdo approvare il bilancio di previsione 2013 a dicembre, manon è stato un obbligo, come furbescamente, la maggioranza cercava di farpassare. Il Consiglio comunale aveva la possibilità di farlo, ma altri Comuni,ben più difficili da amministrare, perché hanno un bilancio molto più “corposo”(circa 308 milioni di euro) delnostro (circa 2 milioni di euro) lohanno fatto a febbraio 2013 (Il comune di Parma ha presentato la proposta diBilancio di previsione 2013 a novembre 2012 e ha approvato il bilancio il 5febbraio 2013). Non c’entra nulla il discorso dei trasferimenti dello Stato,che riduce sì, ma non in misura talmente grande da non poter approvare ilbilancio in tempi accettabili (ogni anno, da circa 10 anni, la maggioranzacerca di far passare questo messaggio sulla riduzione dei contributi statali,per poi non saper nemmeno dire a quanto ammonta la diminuzione). Nemmeno reggela giustificazione addotta dal vicesindaco <<glialtri comuni della zona fanno come noi, Roma anche fa come noi>>. Mihanno sempre insegnato a guardare a quelli più capaci, ai migliori e adottoquesto modo di fare anche nell’amministrazione della cosa pubblica. Per farlobisogna avere l’umiltà di studiare le esperienze migliori che ci sono, senzaguardare al colore politico o all’appartenenza di partito, ma capisco che piùdi qualcuno ai partiti deve molto.
Si è anche parlato di raccolta differenziata, ma aldilà del risibile dibattitotra Assessori e Sindaco su quando è iniziata la raccolta differenziata porta a porta(riescono sempre a sorprendere con la loro incapacità di dare notizie certe),la realtà è che, a causa di un modo sbagliato di gestire tale raccolta (umido eindifferenziato per la maggioranza sono la stessa cosa, unico sistema neglioltre 8000 comuni italiani), non riusciamo ad abbassare il costo per icittadini e nemmeno rendiamo un buon servizio al nostro territorio.
Si è anche parlato di IMU e dei controlli affidati ad una società esterna, macome sempre, quando si parla di soluzioni diverse, la maggioranza è sorda.
Abbiamo scoperto che il bilancio 2014 partirà con meno 10000 euro da pagare peruna parcella di uno degli avvocati del Comune (grazie all’assessore ArmandoPontiero sappiamo che bisogna pagare entro maggio 2014) e meno 25000 da versaread un cittadino che ha vinto una causa contro il Comune. Oltre a questi 35000euro, bisogna considerare una cifra simile che dovremmo versare a due comuni,perché negli anni non erano state versate le quote per il servizio disegreteria associata.
Come minoranza abbiamo votato contro le variazioni di bilancio, perché oltre anon sapere di cosa si trattasse (il vicesindaco ad esempio parlava di camposportivo e il sindaco di impianti sportivi in zona Revetola), ci è statadimostrata l’ennesima incapacità di questa amministrazione, quando il Sindacoha affermato che i 200000 euro (28603,62 a carico delle casse comunali)serviranno per ristrutturare l’ex scuola Reali, alla domanda su cosa volesserealizzare l’Amministrazione, il Sindaco ha risposto <<una casa famiglia, però ancora non so se le misure dellastruttura sono adatte>>. In poche parole spendiamo fondi regionali ecomunali per ristrutturare uno degli immobili comunali, ma non sappiamo nemmenose si potrà realizzare l’opera. I finanziamenti si chiedono per le operenecessarie, ma questa Amministrazione è abituata a fare al contrario, si chiedequello che ci viene proposto dai vari tecnici, con la solita approssimazioneche serve solo a svuotare le casse comunali.
Altra chicca è sapere che con i soldi della Casa di riposo per Anziani, dopoaver speso 100000 euro per acquistare una casa da abbattere (opera da fare, manon in un periodo di crisi e con i fondi utili a realizzare una struttura chepoteva portare lavoro e ricchezza in paese), hanno ristrutturato 4 appartamentiall’ultimo piano di palazzo Salomone, che prima il Sindaco voleva utilizzareper dare una risposta alla domanda di abitazioni che abbiamo in Comune e cheora dice di voler vendere… come sempre nemmeno lui sa cosa vuole fare.
Nota quasi folkloristica, ma che bene fa capire il livello del Consigliocomunale, è quella che riguarda la prima frizione reale nella maggioranza inConsiglio comunale, ma non su un punto dirimente o fondamentale per la cittadinanza,ma sul devolvere o meno un gettone di presenza per la realizzazione di unastatua per il bicentenario della nascita dei carabinieri.
20 novembre 2013
20 milioni per la Sardegna, quasi 7 miliardi per la guerra.

Il governo sostenuto da Berlusconi, Letta, Alfano, Renzi e Napolitano stanzia 20 milioni di euro per la Sardegna, una cifra ridicola soprattutto se paragonata a quanto spende l'Italia per gli armamenti.

Riporto un po’ di cifre prese dagli allegati e dalle tabelle della legge di stabilità 2014 e dai conti consuntivi del 2012 resi pubblici recentemente dal Ministero della Difesa.

La spesa per l ’acquisto di armamenti sale da 5,4 miliardi del 2013 a 5,8 miliardi nel 2014.

Fondi, che serviranno per acquistare le nuove navi da guerra che questi falsi politicanti definiscono umanitarie, visto che sono state presentate come gli unici mezzi in grado di salvare i migranti nel mediterraneo, le bombe di precisione per i Tornado, i futuristici droni da combattimento Neuron,nuovi blindati Freccia, satelliti-spia Sicral, i nuovi elicotteri militari Nh-90 e Aw-101 e il sistema di digitalizzazione dell’esercito Forza-Nec/Soldato futuro.

Perle missioni militari internazionali di guerra che ci fanno passare come missioni di pace (la Pace non si conquista mai con le armi e i morti) nel 2014 lo stanziamento sarà di 765 milioni,senza considerare le spese per ricostituire gli arsenali che vengono utilizzati in queste missioni di guerra (ad esempio nel 2012 abbiamo speso 14 milioni di euro per ricostituire le scorte di munizioni sparate in Afghanistan o i 38 milioni per ricomprare le bombe sganciate in Libia).

20 milioni di euro per la Sardegna e 6,617 miliardi di euro per gli armamenti e le missioni di guerra (5,8 miliardi di euro,più 765 milioni, più 52 milioni per ricostituire gli arsenali; questa ultima cifra è indicativa visto che non ci sono i dati del consuntivo 2013 e questi sono dati riferiti al 2012).


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17 novembre 2013
Tra finte scissioni e risate al telefono, l'Italia sprofonda.
Vendola disintegra Sel perché il suo comportamento è osceno per la risata indegna su come il potere economico azzanna l'informazione che prova ad essere libera e scomoda (una rara eccezione in Italia) e pericoloso per le ragioni che evidenzia ottimamente il mio amico Massimo Pulpito <<Provo a spiegarlo con pazienza (che non ne ho più). In quella telefonata, se l'avete sentita, Archinà parla a Vendola di una "scivolata" da parte del direttore dell'Arpa Assennato. E che cosa avrebbe fatto mai, Assennato, che ha fatto imbestialire i dirigenti Ilva? Aveva rivelato che i livelli di benzo(a)pirene sono altissimi a Taranto e ci stanno avvelenando. L'avete sentita la telefonata? Che cosa risponde Nicolino? Difende il direttore dell'Arpa? Manco per il cazzo. Tra una risata e l'altra, tranquillizza Archinà, dice che lui non si è defilato, che insieme devono ridare garanzie, che però lui non può mettere la faccia. E' per questo che è indagato, Nicolino, perché dopo risulta che abbia fatto il cazziatone ad Assennato. La risata di cui parlano tutti è solo una vergognosa aggravante. Il vero punto è che lui tranquillizzava i dirigenti Ilva, invece di metterli alle strette, e intanto chiamava "provocatori" i giornalisti che chiedevano conto dei morti di tumore. E rideva.>>; il delinquente brianzolo prova a salvare il salvabile fingendo una scissione in modo da potersi ripresentare agli elettori come colui che non ha appoggiato questo governo assassino (non trovo termine migliore per definire le politiche economiche, sociali e militari di questo governo), peccato che questo governo, come il governo Monti, sono suoi figli, inutile nascondersi; Formigoni accetta la scissione per cercare di salvarsi e per trovare un posto nel caso il ducetto di Arcore uscisse di scena; Renzi continua a giocare alla ruota della fortuna di Mike Bongiorno, dimenticando di fare proposte concrete, ma con l'unico scopo di provare a diventare presidente del Consiglio; D'Alema terrorizzato dall'uscita di scena del ducetto, prova ad utilizzare l'onesto Cuperlo; i democristiani del Pd (ormai quasi tutto il partito) sale sul carro di Renzi per paura di perdere la poltrona; Casini scalpita per poter aderire a questa fantomatica nuova DC, come sempre è interessato alla poltrona che da sempre fa sopravvivere Azzurro Caltagirone, il diversamente cattolico credente e praticante.
Tutti stanno lavorando per la propria poltrona o per la propria impunità, nessuno per risollevare un paese in declino costante e senza nemmeno la speranza di futuro.
Nota a margine, sto ancora aspettando che il peggior presidente della Repubblica dica qualcosa sul comportamento del suo ministro della giustizia, suo ministro, perché ricordiamocelo sempre che se questo è il governo del Pd-Pdl, il regista è sempre Napolitano.
8 novembre 2013
O Grillo o Alba dorata
La Storia insegna sempre, basta studiarla.



L'Italia e la Germania negli anni '30 del secolo scorso erano paesi in crisi profonda, il patire la fame era una realtà concreta per moltissime persone.
Due paesi in crisi che, come appunto la Storia insegna, si sono aggrappati a due uomini "forti", due criminali, per potersi risollevare. I risultati sono stati: morte, povertà e ancora più fame.
Un popolo affamato (oggi questa è l'Italia) si aggrappa all'uomo forte, al dittatore pronto a parlare alla pancia che ha fame, ma che come sempre ha i propri interessi personali o la sua follia come stella polare.
In Italia per ora questo non è successo perché Beppe Grillo ha intercettato parte dell'elettorato stanco di questa situazione che vede partiti di ladri (aspettiamo l'evolversi dell'inchiesta sui biglietti falsi dell'Atac, stampati dai partiti per fare altri soldi per avere ulteriore conferma che i partiti sono associazioni di delinquenti) continuare ad arricchirsi a scapito del Popolo.
Per fortuna Casaleggio e Grillo hanno convogliato protesta e proposta in un contenitore.
I parlamentari del M5S sono gli unici liberi, basta avere l'onestà di ascoltare i loro interventi e non i resoconti grotteschi della stampa di regime (viviamo in un regime, dove una piccola oligarchia economica usa i fantocci dei partiti e dell'informazione per arricchirsi ai danni del Popolo). Alcuni parlamentari del movimento sono a volte talmente ingenui da sembrare ridicoli, ma questo rafforza la novità rivoluzionaria che sta alla base del M5S: tutti possono fare politica.
Chi disprezza ogni forma di dittatura dovrebbe ringraziare Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, senza di loro oggi in Italia ci sarebbe Alba Dorata,  perché siamo talmente nella merda che molti italiani si sarebbero aggrappati a quel tipo di "speranza" e questo rischio esiste ancora.

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15 novembre 2012
Paura e Bisogno
Paura e bisogno, i due elementi che governano le azioni di ogni essere umano.
La paura ci frena, ci fa rinunciare ai nostri sogni, ci fa vedere, ingranditi milioni di volte, i rischi che comporta inseguirli, ci fa rinunciare e sopravvivere. La paura ci offre una vita apparentemente tranquilla, ma vuota, insipida e soprattutto piena di rimpianti.
Il bisogno ci spinge sempre oltre, ci fa inseguire i nostri sogni per renderli concreti, ci fa ignorare ogni rischio, ci fa osare e vivere. Il bisogno ci offre una vita tempestosa, ma densa, saporita e soprattutto senza rimpianti.
Non esiste una via di mezzo, ognuno di noi deve scegliere se farsi guidare dalla paura o dal bisogno.



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politica interna
31 maggio 2012
Il 2 giugno rispettiamo gli italiani.

In questi giorni tutti parlano del terrificante terremoto che ha spezzato vite e messo in ginocchio la popolazione dell'Emilia Romagna.

Spesso, troppo spesso, leggo e ascolto frasi banali "il laborioso popolo emiliano saprà rialzarsi" (frase usata per ogni tragedia, per ogni "popolo"); "nessuno verrà lasciato solo" (basta chiedere agli aquilani, quanto lo stato non lasci solo un "popolo", definito laborioso moltissime volte dopo il terremoto); "la parata del 2 giugno sarà sobria e dedicata alle vittime" e tante altre frasi del genere.
La cosa grave che a pronunciarle sono i politicanti, quasi sempre incapaci di agire e reagire a tragedie del genere. Leggere del presidente della Repubblica che vuole una parata "sobria" fa accapponare la pelle a qualsiasi essere umano dotato di buonsenso. La parata deve essere annullata non per risparmiare denaro (purtroppo hanno già speso quasi tutto), ma per dare un segnale forte agli italiani: mezzi e uomini delle forze armate saranno impiegati per aiutare chi sta soffrendo in questi giorni.
Personalmente ritengo doverose le dimissioni di Monti e dei suoi tecnici, capaci di trovare una "nuova" ed "originale" soluzione per aiutare una popolazione in un grande momento di bisogno: aumentare la benzina. Mi chiedo per una soluzione così banale bisogna tenersi questi tecnici? Una soluzione del genere la trovavano Tremonti, Amato o Visco, perché affidarci a tecnici non eletti da nessuno, ma proiezione delle banche con la benedizione di Napolitano?
Credo che bisogna avere l'onestà di dire le cose come sono nella realtà: questo governo nella gestione della crisi è stato peggiore del governo Berlusconi; qualcuno dovrà rispondere dei morti successivi alla prima grande scossa. Io non dimentico i servizi televisivi sulla riapertura dei negozi e delle fabbriche in quelle zone. I morti dopo la prima scossa gravano su chi non è stato in grado di evacuare quelle zone, di verificare gli edifici e le strutture presenti. I morti non sono stati causati dalla furia della natura, quei morti sono il prodotto di uno stato incapace di agire per proteggere i cittadini. Questo governo incapace in ogni settore deve andare a casa.
In tutta questa situazione i partiti tradizionali mantengono la loro coerenza: difendono con unghia e denti il "diritto" di rubare i soldi pubblici; non rinunciano a nulla perché, come per la parata del 2 giugno, hanno già spesso i soldi del subdolamente definito “rimborso elettorale”.
Viva l'Italia? No il 2 giugno viva gli italiani capaci di rialzarsi sempre.

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POLITICA
8 maggio 2012
Movimento 5 stelle: il vento che spazza la casta.

Aveva ragione Grillo nel 2010 “né destra, né sinistra. Semplicemente in alto.”

Non si può parlare di anti politica, di Grillo un misto tra gabibbo e il primo Bossi, come fa D'Alema.

Il M5S è la risposta dei cittadini all'antipolitica rappresentata da questa accozzaglia di parlamentari e segretari di partito che non rappresentano più nessuno. Le primarie sono uno strumento offeso e calpestato dallo stesso centro sinistra (prima a Napoli, poi a Palermo, ad esempio), diventano vincenti quasi esclusivamente quando a vincerle è un candidato non sostenuto dal Pd (Vendola, De Magistris, Pisapia, Doria). Palermo è l’ennesima prova che quando i maggiorenti del Pd si muovono per sostenere un candidato, il risultato è il crollo del consenso (prima son riusciti a far perdere Rita Borsellino, poi hanno travolto Ferrandelli, sostenendolo contro Orlando).

I partiti non hanno capito il valore della rete, ormai chiunque può analizzare l'operato di ogni amministratore; Sindaci e amministratori capaci trovano spazio e fanno "scuola", a prescindere, come direbbe Totò e una mia cara amica, dal colore politico. Luca De Carlo, Michele Tripodi, Domenico Finiguerra (già grande Sindaco di Cassinetta e purtroppo per solo 16 voti escluso dal ballottaggio ad Abbiategrasso), Marco Boschini, Giovanni Favia, Ezio Orzes e potrei citarne tanti altri, sono esempi di buona Politica, esempi da seguire; persone con idee politiche spesso divergenti e in alcuni casi opposte, ma che hanno una qualità che li unisce: essere ottimi amministratori.

Queste elezioni hanno mostrato la pochezza dei partiti della cosiddetta seconda repubblica (personalmente mi sembrano solo la continuazione peggiorata della prima repubblica) e la nascita di un movimento che partendo dal basso ha spiazzato apparati di partito vecchi e inefficienti, ora bisogno solo continuare ad essere vigili e non dare spazio a questa casta arroccata nel palazzo, che tenterà qualche colpo di coda.

Un discorso a parte merita la nostra provincia di Frosinone. Da noi questo vento di cambiamento non riesce a spirare, da noi trionfa sempre la politica del <<voto chi mi può dare qualcosa>>. Da noi sono sempre gli stessi personaggi (a volte cambiano solo faccia, ma il metodo è lo stesso) a farla da padrona e reputo per questo buono il risultato del M5S a Frosinone, dove a giocarsi la poltrona di sindaco sono stati concretamente un candidato eternamente bocciato dagli elettori per il centrodestra, un sindaco uscente che ormai non può che rappresentare il declino della città visto che da tre mandati (due da vice sindaco) amministra il comune e l'ex sindaco che dopo essersi presentato come presidente della Provincia sostenuto dall'Udc ha dichiarato che la stessa è un ente inutile (che differenza con il M5S, anche loro sono, giustamente, contro le provincie, ma coerentemente non si candidano nelle elezioni provinciali).

In questa situazione raccogliere circa 660 voti per la candidata sindaco del M5S, Enrica Segneri è un buon risultato.

Il risultato più bello a livello nazionale è rappresentato dal fatto che i cittadini si sono ripresi il diritto di candidarsi, la possibilità di amministrare e di dimostrare che fare buona Politica è possibile.


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politica interna
6 maggio 2012
Cosa farei io con l'IMU



Ho sempre ritenuto amministrare un privilegio, conosco un solo modo di amministrare ed è quello di tutelare i diritti di ogni cittadino nel rispetto delle leggi.

Il diritto alla casa è fondamentale; ogni essere umano dovrebbe avere la possibilità di avere una casa. Ritengo, quindi, iniqua e assurda la pretesa dello stato di tassare la prima casa (per assurdo paga la tassa anche chi ancora sta pagando un mutuo e tecnicamente non è proprietario di nulla, ma il vero proprietario è la banca).

In un momento di crisi economica tassare la prima casa, toccare le pensioni e i diritti dei lavoratori mostra il vero volto di questo governo e dei partiti che lo sostengono (Udc, Fli, Pd, Pdl). Questa accozzaglia di partiti e il governo stanno massacrando le fasce più deboli, senza toccare la vera ricchezza o i privilegi della casta: patrimoniale, riduzione della spesa pubblica, abolizione di tutte le province, riduzione dei parlamentari e abolizione immediata del finanziamento pubblico ai partiti (abbiamo votato nel 1993 un referendum, altri soldi buttati visto che la casta continua a percepire milioni di euro pubblici. Soldi che usano per comprare lauree a Bossi o per arricchire il senatore del Pd Lusi; ovviamente all’insaputa dei “grandi” segretari di partito).

Per quando riguarda il nostro comune abolirei completamente l’IMU sulla prima casa (la porterei allo 0,2 e con le detrazioni farei in modo che i cittadini di Sant’Andrea siano esentati dal pagare questa tassa che mi ricorda la tassa sul macinato del 1868, tassa che ebbe come unico risultato affamare i cittadini più deboli).

Per quanto riguarda le seconde case porterei al minimo l’aliquota e poi, visto che un grande problema per il nostro paese è il decremento della popolazione, ridurrei ancora di più l’IMU a chi affitta la propria “seconda” casa. In questo modo raggiungerei il doppio risultato di agevolare chi permette al nostro paese di avere più cittadini e favorire chi affitta in modo regolare.

Mi adopererei per non vessare chi, con grandi sacrifici, ha costruito la casa per i propri figli e che questo governo (e i partiti che lo sostengono) considera una seconda casa. Il comodato d’uso gratuito nei confronti dei propri figli non è un segno di ricchezza, ma un modo per offrire ai propri figli un aiuto concreto, aiuto fondamentale soprattutto in un periodo di crisi come quello che viviamo, crisi che solo i parlamentari non vivono, troppo spesso grazie ai sacrifici degli italiani.


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diritti
5 febbraio 2012
2012: Odissea sui binari


Un post lungo, troppo lungo, ma chi avrà la bontà di leggerlo, capirà cosa abbiamo passato per 22 ore, grazie a Trenitalia.

3 febbraio 2012. Sono al lavoro, la mattina inizia a nevicare su Roma, dopo pochi minuti si capisce che la città non è in grado di reagire a pochi fiocchi di neve: chi deve coordinare l’emergenza è impreparato; le previsioni parlavano di neve, ma i geni che dovevano organizzare la risposta efficiente non lo sapevano.

Pensando al fatto che i treni già normalmente fanno ritardo, avevo provato a chiamare la co.tra.l; due ore in attesa inutilmente, nessun operatore ha risposto. Consulto il piano neve di Trenitalia e scopro con piacere, che sulla linea Roma – Cassino, i treni sono tutti garantiti. Parto con la sicurezza che, se il piano neve redatto da Trenitalia dice che non ci sono problemi, presto arriverò a casa.

Alle 13:38 esco dall’ufficio e mi avvio verso la stazione. Per le strade già si vede il caos, la città non sa rispondere alla neve, nessuno si attiva per rendere sicuri i marciapiedi. Sono le 13:50, arrivo a Termini; qui è la disorganizzazione a farla da padrona. Migliaia di persone vagano da un posto all’altro per cercare un treno per rientrare a casa. Provo a capire quale treno prendere: i tabelloni danno orari che poi vengono smentiti, non c’è il personale per fornire informazioni. Sul tabellone leggo che il treno per Campobasso via Cassino (la mia Itaca) parte alle 14:38, aspetto di conoscere il binario, ma all’improvviso scompare il treno dai tabelloni, non soppresso o nuovo ritardo, scomparso. Ovviamente non c’è nessuno che fornisca notizie, nemmeno tramite altoparlanti. Guardo sui tabelloni per trovare un’altra soluzione e vedo due possibilità: un treno per Cassino che parte alle 14:25 ma senza che fosse specificato il binario e un treno che parte alle 14:40 (era quello delle 12:20) dal binario 21. Scelgo di prendere il secondo. Non ci sono posti a sedere ma salgo lo stesso, l’importante è arrivare a casa. Alle 14:49 iniziamo a muoverci, dopo un po’ trovo un posto a sedere su una carrozza al secondo piano, è abbastanza calda e mi ritengo fortunato, una grande fortuna come capirò a mie spese durante la lunga Odissea che stava per iniziare.

Alle 16:02 siamo bloccati nella stazione di Colle Mattia (a venti minuti, solitamente, da Roma Termini); nessuno del personale di Trenitalia ci dà notizie, alcuni passeggeri ricevono informazioni via telefono da amici e veniamo a sapere che qualche ramo o albero è caduto sui binari nei pressi della stazione di Morolo, non un gran problema, penso, per i potenti mezzi di Trenitalia, gestita dal super manager Moretti. Che grave errore ho fatto: Moretti non è capace di gestire la normalità, figurarsi la neve!

Continuano ad arrivare notizie e l’albero si trasforma in frana, ormai "Radio pendolari" è impazzita.

Alle 17: 20 finalmente si riparte, la solita “Radio pendolari” dice che il problema è risolto, Trenitalia continua a tacere, il personale sul treno resta nascosto e si comporta come le tre scimmiette: non vede, non sente, non parla.

Ore 17:52 bloccati a Zagarolo; continua la strategia della gestione dell’emergenza neve messa in atto da Trenitalia: silenzio, silenzio e silenzio.

Intanto, il tempo passa; alle 19:44 siamo ancora abbandonati a Zagarolo senza nessun tipo di assistenza e senza informazioni. Scopro di aver bisogno del bagno; magnifico, i bagni sono inutilizzabili: uno aperto nella mia carrozza, è diventato un acquario, l’urina ormai dal water cade nel bagno. Decido di resistere, tanto arriverò a casa.

“Radio pendolari”, alle 20:21, dice che i binari sono ancora ostruiti dai rami degli alberi (dopo 4 ore ancora non erano riusciti a risolvere il problema?! Ci sono le sequoie, sui binari?). La notizia, al limite del ridicolo (o, meglio, del grottesco, vista la situazione che stavamo vivendo), è che gli operai che dovevano liberare i binari erano rimasti bloccati sulla Via Casilina (ma che auto hanno utilizzato per l’emergenza? La vecchia panda di mio nonno? Mezzi adatti a muoversi sulla neve non esistono, per Trenitalia?)

Alle 21:43 la protezione civile (mi sembra di aver letto sulle giacche che era di San Cesareo) e alcuni vigili urbani ci hanno dato una bottiglia d’acqua; dopo un po’, ci hanno portato un bicchiere di tè (meglio evitare di dire che contenitori usavano), una crostatina o una fetta di panettone con i canditi. Io, che sono fortunato, ho barattato il pezzetto di panettone con un succo di frutta all’albicocca (sono un viziato lo so).

Continua a passare il tempo e “Radio pendolari”, l’unica radio che ci dà notizie, dice che stanno organizzando il palazzetto dello sport di Zagarolo per farci trascorrere la notte lì; intanto, il freddo aumenta, la neve cade abbondante e noi siamo senza cena e senza coperte; nessuno si vede in giro, Trenitalia continua con la gestione perfetta dell’emergenza: silenzio, silenzio, silenzio.

Vengo a sapere da altri passeggeri che nelle prime carrozze stanno coordinando il trasbordo su pullman; poi scopro, parlando con quei passeggeri, che non li stavano portando al palazzetto dello sport o in altri locali, ma avanti e indietro (per due volte) al casello dell’autostrada per condurci, presumibilmente, a casa. Che idea geniale: l’autostrada era chiusa e per ben due volte le stesse persone sono state portate avanti e indietro dalla stazione al casello. Visto l’inutile tentativo, vengono rispediti sul treno.

Alle 23:40 circa mi chiamano dalla redazione del Tgcom (stavano seguendo la mia diretta su Twitter), per chiedermi se potevo intervenire in diretta telefonica. Lo faccio volentieri, pensando che forse qualcuno, sentendo la notizia, si sarebbe deciso ad attivare i soccorsi.

Passa altro tempo, sempre abbandonati: senza cibo, coperte o informazioni.

Ore 1:51: saliamo su un treno appena arrivato a Zagarolo, un treno già pieno che con noi diventa colmo, un vero carro bestiame freddo e inadatto a proseguire. Restiamo in piedi e al freddo su questo treno con la speranza di partire; alle 2:16 il treno lentamente si muove. Alle 2:25 mi segnalano su Twitter che la presidente della regione Lazio si vantava dell’efficienza della task force regionale e affermava che a Zagarolo il problema era risolto e avevano fornito coperte e pasti caldi a tutti. La smentisco immediatamente, mi chiedo con che faccia ancora questa signora non si sia dimessa. Ha due scelte: o è bugiarda o incapace, sta a lei scegliere; io, da cittadino elettore, non posso che dire che qualsiasi delle due cose essa sia, l’unica scelta responsabile è dimettersi immediatamente.

Lentamente prosegue il viaggio: 2:34 Labico, 2:44 Valmontone, 2:54 Colleferro. Altri disperati salgono sul nostro treno.

Alle 3:08 ripartiamo da Colleferro.

Alle 3:36 serve un medico sul treno; ovviamente, da abbandonati da Trenitalia, cerchiamo da soli un medico; altri passeggeri trovano una dottoressa che interviene. Altre persone si sentono male, ma sono molto lontane da dove sono io e non so come risolvono, qualcuno allerta il 118, si dice che non abbiano mezzi per intervenire. Raccolgo tutte queste voci perché, in quel momento, ero alla ricerca di un bagno: ormai era troppo che trattenevo. Trovo, dopo tante carrozze, un bagno semi agibile e svuoto la mia vescica ormai arrivata al limite. Mi sento meglio, torno al mio posto e inizio a parlare con alcune persone. Mi piace ascoltare le persone e sentire le loro opinioni. Da bravi italiani, ci sono mille soluzioni facili da mettere in pratica; qualcuno urla contro il personale di trenitalia, altri, probabilmente per essere voci fuori dal coro, giustificano il personale sul treno perché <<poverini, loro non sanno nulla; è colpa dei “capoccioni” che gestiscono da Roma>>.

Secondo me, il personale sui treni ha una grave colpa: non si sono preoccupati di darci notizie, non hanno pensato a farci avere coperte o cibo, loro sono responsabili di noi passeggeri. La colpa di aver mandato treni inadatti e di aver fatto proseguire il viaggio con tutti questi rischi è di Moretti, manager ben pagato, e dei responsabili che da Roma davano direttive al caldo dei loro uffici.

Intanto siamo fermi nei pressi di Ferentino, perché il treno ha problemi.

Per fortuna c’è una ragazza (credo un capotreno) che prova a dare informazioni: sa poco, ma almeno ci prova; i suoi colleghi continuano ad attuare la strategia di Trenitalia: silenzio a tutti i costi. La capotreno ci dice che faranno un reset e ripartiremo. Assisto a scene ad alto rischio: alcuni passeggeri discutono animatamente con un capotreno che compare all’improvviso. Il capotreno non dà notizie, non capisce che i passeggeri sono esasperati dalla negligenza di loro operatori e risponde in modo piccato, dimenticando che il suo dovere era permettere ai passeggeri di viaggiare in sicurezza e di preoccuparsi del nostro benessere (ha scelto lui di fare il capotreno, mica noi passeggeri lo abbiamo costretto a fare questo lavoro?).

Alle 4:49, a 100 metri dalla stazione di Frosinone, siamo nuovamente bloccati; questa volta la capotreno (la ragazza che prova a fare il suo dovere) è visibilmente preoccupata. Inizia di nuovo l’attesa; la capotreno ci dice che arriverà un treno da Morolo per spingerci, per questi pochi metri, fino alla stazione di Frosinone, poi arrivati lì si deciderà il da farsi. Cioè, dopo ore che siamo fermi, bisogna arrivare in stazione per decidere come proseguire. Strategia assurda, gestione vergognosa, nessun tipo di risposta alla “tragedia” che stavamo subendo, per colpa di Trenitalia.

Arriva il personale del 118 sul treno, soccorrono alcuni passeggeri, li blocchiamo: un signore anziano ha bisogno di assistenza. Parlo con un ragazzo del 118 e lui non riesce a credere alle nostre parole.

Inizia il tira e molla per spingerci in stazione, riusciamo ad arrivare.

Visto che sono ottimista, avevo immaginato che ad accoglierci ci fosse la protezione civile con pasto caldo e coperte (il treno era gelido); immaginavo che, a capo del gruppo d’accoglienza, ci fosse il sindaco Marini o qualche suo rappresentante, o che, nella peggiore delle ipotesi, il bar della stazione fosse aperto… ed invece niente di niente, anche il bar chiuso. Ad essere onesto devo dire che ho assistito ad un intervento della protezione civile: un membro (parola adatta a descrivere una testa di membro) ha fatto la foto ad un altro membro come ricordo vicino al treno.

In stazione c’è stato il summit tra ferrovieri e dopo tutto il tempo che eravamo stati fermi (dalle 4:49) decidono che dobbiamo tutti scendere e salire sul treno che ci aveva spinto in stazione, così avremmo spinto il treno rotto su un binario morto e avremmo proseguito il viaggio.

Durante l’attesa in stazione ho discusso con un ferroviere che ha avuto la pessima idea di dire ad alcuni passeggeri che dovevamo ringraziarli, perché stavano cercando una soluzione, perché, per regola, loro potevano andarsene e lasciarci lì. Ad un soggetto del genere è inutile parlare, volevo legarlo sui binari, ma avrei perso tempo: quando sarebbe passato un treno per investire un simile soggetto? Mai, vista l’inefficienza delle ferrovie. Dopo aver discusso con quest’altro grande membro di Trenitalia, sono salito sul treno. Finalmente, alle 7:50 (dopo oltre tre ore a Frosinone -tempo adatto ad organizzare qualsiasi tipo di assistenza) ripartiamo sul terzo treno. Il vagone dove sono è pieno di ragazzi, scherziamo sulla nostra Odissea, siamo felici, ormai casa è vicina e si discute sulla colazione da fare insieme; che persone ottimiste: quale colazione, il viaggio è ancora lungo!

Alle 8:30 ennesima tappa del nostro calvario: il treno si ferma in aperta campagna (credo in territorio di Ceccano, ma non sono sicuro). Un ferroviere passa e ci dice; vado a vedere che succede; dopo un’ora (ma non sono sicuro del tempo), dall’altoparlante del treno (allora funziona, brutti membri perché non lo avete utilizzato prima, per darci informazioni?) una voce, poco sicura di ciò che stava per dire, ci avverte che il treno è rotto e che stavano venendo da Cassino per rimorchiarci!

Per la prima volta mi sono sentito per un attimo perso, incapace di reagire. Per fortuna è durato un attimo.

Dopo un po’, la stessa voce poco convinta ci dice che è partito un mezzo da Piedimonte per trainarci, in 40 minuti sarebbe arrivato. Mentre scherziamo con gli altri passeggeri, un ragazzo ci comunica che il padre e altri genitori e parenti, sono a Piedimonte e nessun mezzo era ancora partito. Cavolo, dopo la strategia del silenzio, Trenitalia era passata a quella delle menzogne! Di ferrovieri nemmeno l’ombra, tutti rintanati e nascosti. Ad un certo punto, un uomo e una donna (altri due membri di Trenitalia), abbandonano il treno e se ne vanno a piedi. Certo non erano in servizio (immagino) ma in una situazione di emergenza dovevano restare sul treno e aiutare a gestire l’emergenza… giusto, aiutare chi? Anche il personale in servizio non faceva nulla!

Durante questa ennesima tappa, l’Italia migliore ha mostrato il suo volto più bello, quello che mi rende orgoglioso di essere Italiano: alcune persone hanno fatto del tè caldo e portato qualche merendina per i passeggeri. Impensabile che dei privati potessero soddisfare i bisogni di così tante persone che da 21 ore erano in viaggio digiuni e senza dormire. Quel loro gesto è stato un abbraccio caldo per il mio cuore; quando sono arrivati a portare tè e merendine sulla nostra carrozza, si sono scusati perché non riuscivano a darci ciò di cui avevamo bisogno. Delle persone che avevano avuto il buon cuore di aiutarci si scusavano, che gente meravigliosa! Sulla nostra carrozza abbiamo dato la precedenza alle donne e ai bambini. C’erano una bimba ed un bimbo (due fratelli marocchini che potevano avere, credo, l’età di due anni e un anno) deliziosi e buoni (dopo quasi 24 ore di viaggio) che hanno mangiato le merendine e bevuto il tè. Cazzo! Trenitalia nemmeno dei bambini si è preoccupata.

Un’altra ragazza straniera, passeggera come noi, ha offerto il suo prosciutto, dividendo quel poco che aveva con gli altri: che persona buona, che esempio per molti di noi. Ormai avevo deciso che era meglio resistere, avevo i crampi allo stomaco e bisogno di andare in bagno, ma avrei mangiato a casa.

Una scena bellissima è stata vedere quei genitori che hanno raggiunto il treno per recuperare i propri figli. È stato bello, vedere e percepire il calore di quegli incontri. Mi chiedo: se privati cittadini ci hanno raggiunto, la potente Protezione civile, la magnifica Trenitalia come mai non ci sono riusciti? La verità è che di noi non fregava nulla a nessuno, eravamo persone di nessun valore per loro.

Alle 11:45 ci rimorchiano e alle 12:45, dopo 22 ore e 5 minuti, finalmente raggiungo Cassino (138 km ferroviari da Roma), la mia Itaca.




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11 settembre 2011
11 settembre



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4 luglio 2011
Val di Susa, un nuovo G8.

Ecco la dichiarazione di Bersani «I fatti che avvengono in queste ore in Val di Susa con le forze dell'ordine attaccate violentemente mentre difendono il cantiere, sono allarmanti e assolutamente inaccettabili».
Nemmeno una parola su anziani, bambini, donne e uomini che manifestavano pacificamente, attaccati brutalmente dalle forze di polizia, secondo lo schema già collaudato da kossiga.
Non cadiamo nella trappola come durante il G8, quando le tv di regime (regime di tutto l'arco costituzionale) volevano far passare per delinquenti che attaccavano le forze di polizia, quei ragazzi massacrati da uno stato canaglia e vigliacco.
Io sto con i manifestanti pacifici della Val di Susa, io sto con i sindaci che hanno guidato il corteo.


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politica interna
23 giugno 2011
Chiedo scusa a Peppino Petrarcone


Prima della campagna elettorale avevo dubbi sulla candidatura di Peppino Petrarcone, temevo che si ripetesse lo schema del passato, quando eletto sindaco di Cassino permise all'allora Pds di gestire tutto, con la conseguente vittoria della destra che per 15 anni ha distrutto la città e ha inoculato nei cassinati una variante del virus arcoriano, il virus "SAF" (Scittarelli, Abbruzzese, Formisano) che fa pensare che i politici sono tutti uguali e che bisogna votare chi può darci qualcosa. In poche parole per 15 anni ci si è accontentati di mangiare sotto il tavolo dei potenti, "godendo" dei loro avanzi. Questi potenti però, hanno mangiato tutto e nemmeno gli avanzi sono stati concessi ai cassinati.
Tutto questo mi faceva temere che rieleggendo Peppino Petrarcone si ripetesse la stessa triste storia. Poi ho iniziato a seguire i suoi comizi, a parlare con le donne e gli uomini che con lui avevano iniziato questo cammino e ho capito che stavo sbagliando. Oggi, dopo la trionfale elezione di Peppino, posso dire di essere felice di aver sbagliato. 14 consiglieri comunali di sinistra governano la città, una giunta preparata e onesta è stata nominata dal Sindaco, senza tener conto delle pressioni dei soliti perdenti di successo del Pd. La conferma del fatto che Peppino sta facendo le scelte giuste (ovviamente qualcosa non la condivido, ma non si può essere in sintonia su tutto e poi lui sa cose che io naturalmente ignoro) la leggo ogni mattina sui giornali locali, pieni di parole inutili dei soliti tromboni della politica cassinate.
Pubblicamente chiedo scusa a Peppino, per non aver avuto fiducia in lui da subito e spero di poter continuare a vivere in una città onesta e senza padroni per molto tempo ancora.

"Un uomo non dovrebbe mai vergognarsi di confessare di aver avuto torto; che poi è come dire, in altre parole, che oggi è più saggio di quanto fosse ieri" (Jonathan Swift)

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POLITICA
19 aprile 2011
Il nuovo che avanza o meglio gli avanzi del passato che vogliono farsi passare per nuovo.


A Cassino è in atto la guerra tra bande per l’elezione del Sindaco.
I vari clan sono: la banda Abbruzzese che per rinnovare la pessima gestione di centrodestra candida l’ex assessore al Bilancio, Carmelo Palombo (la crisi è nata sul bilancio); l’armata D’Aguanno (una donna capace di bruciare le tappe in politica senza passare per il consenso elettorale, quindi un perfetto campione della politica di oggi) che sostenuta dal sindaco sfiduciato Scittarelli, presenta un candidato a sindaco nuovo (Barbara Di Rollo) perché non è riuscita ad accordarsi sulle poltrone con il potente Abbruzzese; i due ex assessori di destra, cacciati da AbbruzzeseSebastianelli e Rivieccio che candidano l'ex assessore di destra Gianni Valente; i ridicoli crociati dell’UDC, Fli e i dirigenti del PD che per rinnovare candidano l’ex assessore comunale di Forza Italia, Iris Volante, "famosa" per aver sostenuto alle ultime provinciali il candidato del Pdl Iannarilli al primo turno e al ballottaggio il candidato del centro-sinistra, Schietroma, riuscendo nell’impresa di perdere due volte le stesse elezioni; poi il solito Maurizio Russo, che coerentemente si candida sostenuto dal suo elettorato di riferimento, un uomo di destra che chiede i voti a destra e che coerentemente non scende a patti con i soliti potentati cassinati (vedremo al ballottaggio se continuerà ad essere coerente); alla fine, per la sinistra e la base del PD la “novità” Giuseppe Golini Petrarcone, peccato che non si tratta di novità ma di un ex sindaco che in questi anni ha girovagato molto tra i partiti dell’arco costituzionale.
In tutto questo triste minestrone indigesto la cosa che più fa male è vedere i tanti giovani che si sono fatti coinvolgere o che si sono svenduti. In ogni lista ci sono ragazzi che pretendono di rappresentare il nuovo ma scimmiottano i loro leader; altri che si professano antiberlusconiani e scelgono di sostenere il candidato sindaco del Pdl; altri che, utilizzando il nome di grandi e coraggiosi uomini come Peppino Impastato, danno l’impressione di strumentalizzare e non mostrano quel coraggio che uno si aspetterebbe da chi ha tali alti punti di riferimento; poi una serie di giovani ambientalisti che nulla sanno di ambiente.
Povera Cassino, prima delle elezioni sa di sicuro che finirà male, che resterà una città senza speranza, una terra destinata ad essere abbandonata dalla Regione Lazio e sempre più destinata ad essere nelle mani della camorra.
Serviva coraggio e voglia di cambiare ed invece hanno vinto i soliti noti che anche grazie a giovani sprovveduti, nel migliore dei casi, o conniventi, nel peggiore, continueranno a gestire una città con potenzialità enormi ma annichilita da chi invece di pensare all’interesse dei cittadini ha pensato ai propri interessi o a quelli dei loro grandi elettori.


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18 aprile 2011
Vik

 

Vik
è morto e i soliti schifosi continuano a ballare sul suo corpo. Questi vermi non sanno che Vik non è morto, lui vive in coloro i quali hanno avuto il privilegio di conoscerlo: di persona, via blog o interviste. La forza di Vik è proprio questa: riesce a parlare al cuore e alla testa di ognuno, con qualsiasi mezzo. Tra tutti noi lui è il migliore, non si è accontentato delle parole scritte o urlate, lui ha scelto di agire e di mettersi dalla parte dei più deboli, dalla parte di coloro che non hanno nessuno disposto ad ascoltarli.
Il suo coraggio, la sua determinazione devono costituire la molla per spingere ognuno di noi a lottare dalla parte dei più deboli.
Mancherà a tutti noi la voce di Vik. A Gaza l’unica voce libera disposta a raccontare al mondo quello che succedeva nella striscia durante l’Operazione Piombo fuso, era la sua.
Vik è un grande uomo ed un vero giornalista, non come quei vermi che da comode poltrone continuano a gettare fango su un uomo che ora non può difendersi.

Vik è vivo e non permetteremo a squallidi personaggi di infangare il suo nome ed il suo esempio.

Ecco alcuni pezzi scritti da personaggi indegni (sono certo che dovrò aggiornare la lista):

Fiamma Nirenstein
Sechi
Belpietro
Fait
Ferri


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8 marzo 2011
la non festa delle donne

Auguri alle donne violentate, alle donne sfruttate, alle infibulate, alle vittime di ogni integralismo religioso, a quelle che subiscono la violenza tra le mura domestiche, a quelle che subiscono la violenza della guerra, alle staffette partigiane, a quelle costrette a prostituirsi, a quelle abbandonate, a quelle morte per gli aborti clandestini, a quelle che hanno lottato per i propri diritti, alle madri che vedono morire i propri figli di fame, sete e stenti.
Auguri a voi soltanto, non riesco a fare gli auguri a tutte quelle donne che hanno svenduto anni di lotta per diventare peggiori di noi uomini.
L’otto marzo è un giorno di lotta, non una festa commerciale.

Gettate le mimose e ricominciate a lottare.




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20 gennaio 2011
L'Idea
Due giorni fa mi ha telefonato il mio compagno Gennaro e come spesso accade abbiamo parlato delle nostre idee, ogni volta che parlo con lui divento migliore. Dopo aver chiuso la telefonata ho pensato a quello che ci eravamo detti e queste parole sono la perfetta soluzione ai perché che ci eravamo posti.

Ogni idea ha bisogno di uomini per essere divulgata. L’idea rivoluzionaria, la migliore, non ha bisogno di un solo uomo ma di un esercito di uomini. Sono necessari i soldati semplici che hanno il compito di diffonderla; i sergenti che hanno il compito di spiegarla alla massa; gli ufficiali che hanno il compito di diffonderla con l’esempio e i generali che hanno il dovere di applicarla in maniera totale ad ogni aspetto della propria azione personale e politica.

Tutti i ruoli sono importanti nell’esercito delle idee, gli unici che però non possono permettersi né errori né tentennamenti sono i generali. I generali devono sapere che ogni loro azione deve essere funzionale all’idea rivoluzionaria, la massa guarderà ogni aspetto della loro vita per apprenderne il valore. I nemici guarderanno con occhio critico alla vita dei generali, cercando di individuare anche la più piccola difformità tra comportamento e idea per infiltrare il virus del dubbio all’interno della  massa. Un esercito che ha come scopo l’affermarsi dell’idea rivoluzionaria non può permettersi generali che non siano capaci di sacrificare la propria vita, i propri sentimenti, i propri affetti sull’altare dell’idea. Ai generali sono chiesti sacrifici maggiori ma nessun vero generale li percepirà come sacrifici perché l’affermarsi dell’idea rivoluzionaria è lo scopo della loro vita.




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30 novembre 2010
Rigoletto nel 2010

 

Domenica ho assistito alla rappresentazione del Rigoletto e devo dire che un dramma mai come questa volta mi è sembrata tanto attuale.

Ai personaggi del melodramma di Verdi possiamo sostituire i personaggi del dramma italiano contemporaneo.

Il duca di Mantova, potente di turno avvezzo alla compagnia di donne e buffoni è Silvio Berlusconi.

Il conte di Ceprano che vede la propria moglie corteggiata spudoratamente dal duca è Emilio Fede.

La contessa di Mantova è la senatrice Diana De Feo, moglie di Emilio Fede.

Rigoletto, buffone di corte è Lele Mora.

Sparafucile, sicario che sbaglia bersaglio è Pierluigi Bersani.

Maddalena, sorella di Sparafucile che tenta di salvare il duca è Massimo D’Alema.

Marullo, cavaliere di corte è Marcello Dell’Utri.

Borsa, cortigiano è Augusto Minzolini.

Giovanna, dama che ha il compito di difendere Gilda, figlia di Rigoletto è Sandro Bondi.

Gilda, figlia di Rigoletto, amore segreto del duca è Rosy Bindi.

Marchese di Monterone, anziano nobile al quale il duca ha sedotto la figlia. Capace soltanto di maledire ma impotente davanti all’arroganza del duca è Giorgio Napolitano.

La figlia del marchese, sedotta e abbandonata dal duca è la Costituzione italiana.




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politica interna
23 novembre 2010
Craxi è stato un latitante, non un perseguitato.

                                                  

Ci risiamo, ogni tanto qualche politicante torna a parlare di intitolazioni al latitante Craxi. A Frosinone un consigliere circoscrizionale (ancora mi chiedo a cosa servono le circoscrizioni se non a dare poltrone) ha proposto di intitolare un sottopasso all’uomo che sta all’origine del male della democrazia italiana: Berlusconi.
Quando parli di Craxi le prime cose che vengono in mente ad una persona sono le tangenti e la consegna delle televisioni e dell’editoria in generale a Silvio Berlusconi.
Intitolare qualsiasi cosa ad una persona morta latitante e non come vogliono far credere da esiliato, è una vergogna. Craxi non è stato l’unico colpevole, ma è oggettivamente un uomo che per sfuggire alla giustizia ha scelto di vivere in una reggia in Tunisia.
Basta con il revisionismo, basta con gli insulti alla magistratura (che a volte sbaglia, ma che non può essere colpevolizzata ogni volta che tocca il potente di turno), la verità, accertata da anni di indagini e da decine di processi è che tangentopoli non è stata un’invenzione dei magistrati, ma un sistema di corruzione che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro e che ha spinto il paese nell’abbraccio mortale di Berlusconi.

Fonte wikipedia:
Craxi è stato condannato con sentenza passata in giudicato a:

  • 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai il 12 novembre 1996;
  • 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese il 20 aprile 1999.

Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo o in terzo grado di giudizio), è stata pronunciata sentenza di estinzione del reato a causa del decesso dell'imputato.

Fino a quel momento Craxi era stato condannato a:

  • 4 anni e una multa di 20 miliardi di lire in primo grado per il caso All Iberian il 13 luglio 1998, pena poi prescritta in appello il 26 ottobre 1999.
  • 5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel il 22 gennaio 1999;
  • 5 anni e 9 mesi in appello per il conto protezione, sentenza poi annullata dalla Cassazione con rinvio il 15 giugno 1999;
  • 3 anni in appello bis per il caso Enimont il 1º ottobre 1999;

Craxi fu anche rinviato a giudizio il 25 marzo 1998 per i fondi neri Montedison e il 30 novembre 1998 per i fondi neri Eni.


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9 maggio 2010
Peppino è vivo e lotta insieme a noi


32 anni fa è stato assassinato Peppino Impastato. La mafia ha ucciso un combattente, l'omertà e lo stato canaglia ha armato la mano dei mafiosi che ha trucidato l'esempio vivente di come bisogna lottare contro mafia e corruzione.

Il suo esempio e le sue azioni devono rappresentare lo stimolo per non arrenderci al degrado, alla corruzione, alla commistione mafia politica, che sta affossando l'Italia.
Peppino muore ogni volta che ognuno di noi baratta i propri ideali e le proprie idee per meschini interessi personali.
Grazie Peppino per l'insegnamento che ci hai lasciato, con il tuo esempio di uomo che non si arrende e che non svende le proprie idee.



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25 aprile 2010
Il giorno più importante: ORA E SEMPRE RESISTENZA



Il 25 aprile è la festa più importante.
Il 25 aprile deve essere ricordato e festeggiato sempre.
Questo giorno deve ricordarci che i diritti, la libertà, il benessere dei quali godiamo non sono qualcosa piovuto dal cielo, ma sono frutto del sacrificio e della morte di tante donne e tanti uomini che ci hanno liberato dal nazifascismo. Martiri per la nostra libertà. E' un nostro dovere non dimenticare e continuare a resistere. 
Il piccolo presidente Napolitano ha definito «impegnativo» il discorso pronunciato da Silvio Berlusconi il 25 aprile scorso a Onna. Il presidente del consiglio - ha commentato Napolitano - ricordò «con rispetto ’tutti i cadutì senza che ’questo significhi neutralità e indifferenza».
Il Grande Presidente Partigiano Sandro Pertini il 25 aprile del 1945 pronunciò queste parole « Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire. » 

Care Compagne e cari Compagni, questa data è scolpita nei nostri cuori, le parole del Presidente, Bella Ciao e le parole di Piero Calamandrei spiegano meglio di qualsiasi parola cosa significhi il 25 aprile.

LO AVRAI CAMERATA KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRÀ
A DECIDERLO TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITÀ
NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI
CHE TI VIDE FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIÚ DURO D'OGNI MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI S'ADUNARONO
PER DIGNITÀ NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI TROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO
POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO
CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE RESISTENZA (PIERO CALAMANDREI)


BELLA CIAO
Una mattina mi sono svegliato,
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
Una mattina mi sono svegliato,
E ho trovato l'invasor.

O partigiano portami via,
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
O partigiano portami via,
Che mi sento di morir.

E so io muoio da partigiano,
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
E so io muoio da partigiano,
Tu mi devi seppellir.

Seppelire lassù in montagna
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
Mi seppelisci lassù in montagna
Sotto l'ombra di un bel fior.

Tutte le genti che passeranno
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
Tutte le genti che passeranno
Mi diranno «che bel fior!».

E questo è il fiore del partigiano
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
E questo è il fiore del partigiano
Morto per la Libertà

Oggi da santandreano libero, il mio pensiero riconoscente va al comandante partigiano del mio paese: Capitano Antonio Gagliardi e all’eroe di Cefalonia: S.Ten. Antonio Galasso.


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permalink | inviato da chemako911 il 25/4/2010 alle 9:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
5 gennaio 2010
Peppino Impastato è vivo



Caro Compagno Peppino,

oggi festeggiamo il tuo compleanno.
Il 9 maggio 1978 la mafia e la politica hanno spezzato la tua giovane vita. Dopo anni di depistaggi, di false accuse di terrorismo che ti sono state rivolte e il ridicolo tentativo di attribuire la tua morte ad un suicidio, la verità è venuta a galla e i tuoi sporchi assassini sono stati condannati
(Gaetano Badalamenti, il "potente" capomafia è stato condannato l’11 aprile 2002 all’ergastolo e il suo luogotenente Vito Palazzolo è stato condannato a 30 anni il 5 marzo 2001).
Grazie all’impegno di tuo fratello Giovanni e di tua madre Felicia, scomparsa da pochi anni, figura gracile ma dotata della tua stessa forza, la verità ha squarciato il velo di ipocrisia che aleggiava intorno al tuo assassinio. Più di venti anni ci sono voluti per scoprire quello che tutti sapevamo: sei stato ucciso dalla mafia, sei stato ucciso perché dicevi verità scomode, sei stato ucciso perché denunciavi con il tuo giornale e con la tua radio le commistioni tra politica e mafia, sei stato ucciso perché rappresentavi una speranza di riscatto per la Sicilia.
Oggi la Sicilia e l'Italia tutta vivono tempi bui, la mafia e la P2 ormai hanno raggiunto tutti i posti di potere. Controllano tutto e se qualcuno prova ad alzare la testa, ad opporsi a questa deriva, viene accusato di spargere odio. Oggi abbiamo bisogno di te, della tua forza e della tua voglia di giustizia. Oggi saresti stato definito il capo del partito dell'odio ed io sarei stato orgoglioso di lottare al tuo fianco. Purtroppo oggi non puoi guidarci con il tuo esempio ma noi possiamo alimentare la speranza in un'Italia migliore continuando a diffondere il tuo pensiero e le tue idee.
Ti hanno ucciso ma con il tuo assassinio non hanno ucciso le tue idee e il tuo esempio. Tu vivi in tutte quelle persone che lottano per vedere riconosciuti i diritti degli ultimi; tu vivi in tutti coloro che non si arrendono e non si rassegnano davanti all’arroganza del potere.
Il tuo esempio è difficile da seguire; indica una strada impervia e piena d’ostacoli. Per non tradire le tue idee non bisogna scendere a compromessi, non bisogna sacrificare sull’altare del facile consenso i propri ideali. Fare politica seguendo il tuo esempio significa scontrarsi quotidianamente con tutti i politicanti che, mentendo, imbrogliando e carpendo la buona fede degli elettori acquisiscono potere che utilizzano per i loro affari e mai per il Popolo. Seguire il tuo esempio significa scontrarsi con la politica del condono, dell’inciucio, del poltronismo, dell’arroganza, del disprezzo dei cittadini, del clientelismo ma seguire il tuo esempio è l’unico modo onesto per fare politica per il Popolo.
Grazie Peppino per quello che ci hai donato con la tua breve vita; l’esempio e le idee che ci hai lasciato in eredità sono una grande ricchezza e rappresentano e rappresenteranno sempre l’unico modello d’impegno politico che condivido.

Buon compleanno Compagno, ti abbraccio e ti saluto a pugno chiuso.


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politica interna
29 dicembre 2009
SEL e la follia autodistruttiva

Quando Nichi Vendola parla non dice mai cose banali ed è sempre interessante ascoltarlo.Riconoscendo a Nichi qualità superiori alla media dei politici italiani ho sperato che il mio entusiasmo tornasse a rivivere, invece leggendo la pletorica lista di “dirigenti” che fanno parte del coordinamento nazionale e del Comitato scientifico (che roba è? A cosa serve? Perché continuano ad ampliarlo? Perché c'è poco spazio per le nuove generazioni ed effettivo ricambio?) di Sinistra Ecologia e Libertà, mi rendo conto che ancora non siamo all’anno zero della sinistra italiana. O per meglio dire, siamo all’anno zero ma né i dirigenti di SEL né i dirigenti dei partiti comunisti hanno compreso la gravità della situazione e continuano a ritagliare spazi per i soliti noti, preferendo scissioni inutili per la Sinistra ma funzionali al partito unico Pd- Pdl. Per troppi anni ho votato e mi sono speso per questi personaggi in cerca d’autore e ora sono stufo di assistere sempre al solito triste teatrino della politica.

Da qui alle regionali coltiverò la speranza che qualcuno dimostri che vale la pena spendersi ancora per la Politica, se invece continueremo ad assistere a questi giochini vorrà dire che la sinistra italiana merita non uno ma 1000 piduisti come presidenti del consiglio.

Ecco il lungo elenco di dirigenti, un nemero talmente alto che se continuano con questi giochini rischia di superare il numero degli elettori

Nichi Vendola portavoce

Coordinamento nazionale:

BANDOLI Fulvia, BOCCHINO Valentina, CATIZONE Eva, CENTO Paolo, CERUTTI Monica, CLARK Lisa, CREMONESI Chiara, DE PETRIS Loredana, DEIANA Elettra, DI PALMA Dino, FARINA Daniele, FAVA Claudio, FERRARA Ciccio, FRATOIANNI Nicola, FUMAGALLI Marco, FURFARO Marco, GUIDONI Umberto, LEONE Betty, MATTIOLI Gianni, MIGLIORE Gennaro, PALAZZOTTO Erasmo, PALMA Mauro, PARMENDOLA Mariella, PERUGIA Chicca, RAGOSTA Michele, ROBOTTI Luca, SALACONE Simonetta, SASSO Alba, SCOTTO Arturo, SGRENA Giuliana, VENDOLA Nichi, ZAN Alessandro

Primo elenco del Comitato Scientifico che sarà poi completato dalle proposte del Presidente Fabio Mussi e del coordinamento nazionale:

Acciarini Chiara, Agostinelli Mario, Belillo Katia, Bellucci Sergio, Barretta Franco, Boccia Maria Luisa, Buiatti Marcello, Bulgarelli Mauro, Calopresti Mimmo, Calzolaio Valerio, Castorina Paolo, Cini Marcello, Cristante Stefano, Dalmaso Monica, De Santis Carlo, Di Salvo Titti, Flamigni Carlo, Forgione Francesco, Francescato Grazia, Fundarò Massimo, Gagliardi Rina, Gianni Alfonso, Giordano Franco, Giovagnoli Sergio, Labate Wilma, Marrello Luigi, Musacchio Roberto, Mussi Fabio (Presidente), Napoletano Pasqualina, Napolini Folco, Nardi Monica, Occhetto Achille, Parisi Giorgio, Pignataro Ferdinando, Pisapia Giuliano, Pomeranzi Bianca, Salvadori Sandro, Sarasini Bia, Sentinelli Patrizia, Serafini Massimo, Simonetti Luisa, Tajani Cristina, Terranova Paolo, Tortorella Aldo, Zanotti Katia


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giugno       


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lettera aperta
al compagno Luigi

9 dicembre 2005

Compagno Luigi,
ti chiamo compagno, in quanto mangiamo alla stessa tavola della lotta e condividiamo il pane della rabbia e della voglia di cambiare.
Diversi impegni tengono noi entrambi su una corda, come dei funammboli con la benda sugli occhi e senza alcuna protezione sotto di noi.
A volte accadono delle cose e si perde l'equilibrio, col rischio di cadere per terra, col rischio di morire dentro. Ma spesso, quando un funambolo perde l'equilibrio, c'è sempre uno che, tenendosi stretto a una corda d'emergenza, gli va incontro e gli tende una mano.
Così vorrei fare io con questo post. E non preoccuparti di prendere, oltre alla mano, anche il braccio; sei un compagno, è il minimo che possa darti.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

[
c'è bisogno di dire il titolo e l'autore di questa canzone?]

un abbraccio,
Nicola

  
Che Guevara
assassinato il 9 ottobre 1967


Ingrid Betancourt
rapita il 23 febbraio 2002


Peppino Impastato
assassinato il 9 maggio 1978


Rosario Livatino
assassinato il 21 settembre 1990





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